Italia in testacoda a Miami

  10/08/2013-  È un’Italia in testacoda quella che chiude ilMondiale under 18 già nella terza giornata di gara. Oggi sul tatami di Miami le due ragazze del team azzurro, Alessandra Prosdocimo eChiara Carminucci che non sono riuscite ad esprimere al meglio le proprie potenzialità. Alessandra si è incontrata e scontrata al via con la fastidiosa test serba Tea Tintor, senza riuscire [...]

Pubblicato da A.C il 12 set 2013 in Catania

 

10/08/2013-  È un’Italia in testacoda quella che chiude ilMondiale under 18 già nella terza giornata di gara. Oggi sul tatami di Miami le due ragazze del team azzurro, Alessandra Prosdocimo eChiara Carminucci che non sono riuscite ad esprimere al meglio le proprie potenzialità.
Alessandra si è incontrata e scontrata al via con la fastidiosa test serba Tea Tintor, senza riuscire ad ingranare: contro di lei tre sanzioni che col freno a mano tirato sono purtroppo state pressoché irrecuperabili.
È invece partita molto bene Chiara, che non si è lasciata intimidire dalla mongola Baasanjargal Bayrabat travolgendola con yuko e waza-ari. Non c’è stato invece nulla da fare con la slovena Patricija Brolih, ostica e travolgente con l’ippon decisivo.
Ad un giorno dalla fine ufficiale del mondiale, l’Italia chiude la propria avventura oltre oceano con l’argento di Elios Manzi, talento senza paragoni, ottimo biglietto da visita per l’Italia del judo nel mondo.
Ora quanto mai sarà utile tracciare un bilancio obiettivo del mondiale under 18 per saggiare la validità dei percorsi proposti ai giovanissimi azzurri che si confrontano a livello internazionale ed in vero a tutto il settore giovanile italiano. Pare infatti che la bontà del materiale umano e gli sforzi compiuti dalle famiglie e dai club – soli nel credere e nell’investire sui propri talenti – non trovino un reale riscontro nelle scelte e nei piani federali, forse sbilanciati sul presente, piuttosto che attenti a coltivare il futuro.
Garantire attenzione, interesse e sapienza progettuale, nell’agenda di chi coltiva un gruppo di talenti viene ben prima prima – ma non puo comunque fare a meno – del coraggio o della possibilità di investire su di loro.

 

L’oro mancato a Miami forse lo ritroveremo a casa nostra se sapremo ripensare alle basi…

 

 

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