Italia dei ‘volontari’ seconda in Germania

Italia dei ‘volontari’ seconda in Germania

Si e’ conclusa l’European Cup di Sindelfingen, in Germania, dove si sono affrontati atleti di oltre 30 Paesi. Gli italiani hanno chiuso l’esperienza tedesca con un bottino piu’ che interessante, sono infatti sei le medaglie conquistate: agli ori di Matteo Marconcini e di Jennifer Pitzanti, si aggiungono gli argenti di Matteo Piras, Lucia Tangorre e [...]

Pubblicato da Ennebi il 14 lug 2014 in Bruxelles

Si e’ conclusa l’European Cup di Sindelfingen, in Germania, dove si sono affrontati atleti di oltre 30 Paesi. Gli italiani hanno chiuso l’esperienza tedesca con un bottino piu’ che interessante, sono infatti sei le medaglie conquistate: agli ori di Matteo Marconcini e di Jennifer Pitzanti, si aggiungono gli argenti di Matteo Piras, Lucia Tangorre e Angela Giamattei e la medaglia di bronzo di Giovanni Carollo.

L’Italia degli atleti volenterosi e coraggiosi di investire su se stessi, quelli cioe’ che vanno a proprie spese a rappresentare il nostro Paese in giro per il Mondo, si e’ classificata al secondo posto del medagliere, alle spalle della super potenza francese che ha conquistato ben 4 medaglie d’oro e due di bronzi e davanti alla Germania padrone di casa (2,2,6).

Ma diamo un’occhiata ai singoli atleti medagliati.

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Nella categoria al limite degli 81 kg, Matteo Marconcini ha disputato una gara eccellente dispuntando cinque incontri tutti chiusi prima del termine regolamentare, ottenendo un prestigioso oro. Il giovane toscano ha superato nell’ordine l’olandese Hidde Wolterbeek, lo svedese Olle Mattsson, il vice campione asiatico nella categoria di peso inferiore, il kazako Rinat Ibragimov, il danese Benjamin Kjeldsen e, in finale, il polacco Tomasz Szczepaniak, il telentuoso 21enne alla sua prima medaglia in Europ Cup Seniores.

Nella medesima categoria, si e’ piazzato in terza posizione anche Giovanni Carollo. Giovanni ha disputato in totale sei incontri: dapprima ha superato il kazaco Adlet Missin, poi il polacco Marek Lisowski, per poi arrendersi al danese Benjamin Kjeldsen (che verra’ poi battuto da Marconcini). Il tabellone dei recuperi lo vede imporsi sull’austriaco Steffen Wagner e sugli altri due kazaki in gara, in ordine Rinat Ibragimov e Dastan Ykybayev.

L’altra medaglia d’oro e’ arrivata grazia a Jennifer Pitzanti nella cateogria dei 70 kg. Anche per lei un ippon dopo l’altro, che l’ha vista dapprima imporsi sulle tedesche Julia Dorny e Sheena Zander, e poi battere in finale la bielorussa Anzhela Marozava. Dopo l’infortunio e il rientro in gara a inizio di quest’anno, Jennifer sembra tornata in ottima forma.

10387541_10204263452287048_6329388070218861650_nMatteo Piras e’ la medaglia d’argento della categoria al limite dei 66 kg, confermando di non dover necessitare di alcun rodaggio in campo internazionale, nonstante si trovi al suo primo anno nella classe senior. La sua gara l’ha visto contrapporsi dapprima al kazako Rustam Ibrayev, superato per due yuko, poi allo spagnolo Eric Pena Artigas, superato per ippon,  poi e’ stata la volta del russo Dmitry Tuko, superato per wazari. Il giovane torinese si e’ arreso solo al tedesco Anthony Zingg, gia’ vicecampione juniores.

Anche Angela Giamattei si e’ classificata al secondo posto nella categoria delle piu’ piccole di peso. Quattro incontri per lei: ha superato in ordine la tedesca Mira Ulrich, l’austriaca Nicole Kaiser e la belga Anne-Sophie Jura. In finale Angela ha ceduto il passo alla rumena Violeta Dumitru.

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Altra medaglia d’argento e’ arrivata grazie alla ‘’leonessa’’ Lucia Tangorre, medagliata d’argento nella categoria al limite dei 78 kg. A due anni dal passaggio dalla categoria dei +78 kg, possiamo dire che il rodaggio per Lucia e’ avvenuto. A Sindelfingen l’atleta pugliese si e’ scontrata solo con atlete tedesche< ha fatto fuori prima Jennifer Werner e poi Marie Branser, per poi arrendersi in finale a Barbara Bandel, per un solo yuko.

Da citare i quinti posti di Daniel Lombardo, Anna Righetti e Luca Ardizio.

Secondo quanto stabilito dal regolamento emanato dalla Commissione Tecnica Nazionale, il podio in una competizione di questo tipo da’ accesso alla partecipazione libera e a proprie spese alle Continental Open, non tutte chiaramente, ma solo alcune opportunamente selezionate dai tecnici federali.

La speranza e’ che i sacrifici personali, delle famiglie e dei club non siano vani e che queste competizioni siano davvero prese in considerazione da chi di dovere. Senza se e senza ma.


  1. Gianluigi Giorda says:

    Concordo pienamente con l’auspicio che finalmente TUTTE LE COMPETIZIONI INTERNAZIONALI SIANO LIBERALIZZATE.
    Non mi trovo in sintonia con questa formula dove i tecnici debbano dare o meno il benestare per partecipare a talune competizioni di livello.
    Fissato un parametro di Ranking credo sia opportuno dare , a chi ovviamente crede di investire su se stesso o i propri figli,la possibilità di crescere e ed ambire a conquistarsi un posto nel panorama internazionale.
    Un atto dovuto a tutti gli atleti e alle loro famiglie che già hanno investito nella classe cadetti ed ora vogliono continuare a crescere.
    un saluto a tutti i judoka e buone vacanze a chi le potrà fare.

  2. patrizia says:

    sono d accordo su ciò che si dice nell articolo. Però liberalizzare alcune di queste gare solo con pochi giorni di anticipo é una presa in giro.
    Tecnici e atleti scelgono il percorso di gare della stagione già all inizio o comunque con diversi mesi di anticipo. L’atleta deve avere il tempo di prepararsi bene ad una gara del genere e avere il tempo di fare il calo peso. Senza contare che, essendo a proprie spese, se si prenota un biglietto aereo all ultimo momento la differenza economica é notevole.
    Quindi se si vogliono aprire queste gare a tutti, con i dovuti limiti e criteri, che si faccia per davvero e non in questo modo…oserei dire apparente.

  3. Vascellari Gianpietro says:

    Mi è piaciuto molto il titolo “l’Italia dei volontari” perché riassume in breve l’assurda situazione nella quale si trovano tanti judoka del nostro paese magari bravi e capaci, che devono improvvisarsi preparatori tecnici, allenatori, organizzatori di viaggi e soprattutto votati al sacrificio economico, quali ” volonterosi e coraggiosi” di un sistema sportivo che fa acqua da tutte le parti. Col volontariato non si va da nessuna parte o meglio ci si può solo improvvisare quando la fortunata casualità mette assieme un atleta di talento in una Società organizzata con almeno un insegnante capace ed una famiglia eroica e votata al sacrificio economico. In questo “non sistema” italiano manca un po’ di tutto per aiutare e supportare i giovani talenti, ma manca soprattutto un’organizzazione ed un metodo di preparazione e selezione organizzata per portare migliori ai livelli più alti del Judo internazionale. La cosa peggiore rimane però la rassegnazione ed il fatalismo che spegne sul nascere buona parte degli entusiasmi, spingendo giovani e famiglie ad abbandonare il nostro sport o il nostro arretrato paese.

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