Introduzione: Judo Educazione

Introduzione: Judo Educazione

Italiajudo inaugura questa sera la rubrica dedicata al judo educazione, curata da Claudio Zanesco. L’obiettivo di Italiajudo è invitare il mondo del judo italiano alla discussione su questo tema di cui spesso abbiamo sentito parlare nel nostro ambiente.

Pubblicato da Claudio Zanesco il 22 nov 2017 in Castellanza

Italiajudo mi ha chiesto di parlare di judo educazione. Sia chiaro, non mi sento un esperto del settore, sono sicuramente un appassionato e metterò a disposizione dei lettori di Italiajudo la mia esperienza, rimettendo il mandato ricevuto in qualsiasi momento la direzione lo ritenga opportuno.

Partiamo dal significato di “judo educazione”, che troverete spesso associato anche a “judo tradizionale”: la prima cosa che emerge è la volontà di praticare e professare una maniera di fare judo vicina a quella indicata da Jigoro Kano. Qual sarebbe questa maniera? Non è facile rispondere a questa domanda ed è proprio ciò che proverò a fare con questa rubrica a puntante che troverete on-line tra le pagine di Italiajudo ogni settimana. Io vi dico chiaramente il mio punto di vista che è senz’altro condizionato dall’incontro con il M. Cesare Barioli. Ciò detto, vi prego di non prendetemi troppo sul serio!

In generale con “judo educazione” ci si contrappone al judo concepito solamente come uno sport e non come un metodo educativo, basato sui principi enunciati dal fondatore Jigoro Kano.

Con questa rubrica fornirò il mio punto di vista in risposta ad alcune domande, tra cui:  l’antitesi creata tra educazione e agonismo è una storia tutta italiana o anche internazionale? In Italia, è semplicemente un sentore di un gruppo ristretto di persone oppure i valori del judo hanno perso la propria primordiale natura con il passare degli anni? Il judo educazione é incompatibile con l’agonismo? È davvero necessario distinguere tra judo educazione e judo meramente agonistico?

Alla prossima settimana!

 


  1. Vittorio Serenelli says:

    Mi piace. In tempi di comunicazione social posso iniziare con questa breve affermazione. Mi piace. Mi piace che a parlarne sia uno come te Claudio, uno di noi, uno che non ha bisogno di blasoni sportivi per esprimere sempre la propria opinione, spesso con arguzia ma mai offensivo. Mi auguro davvero che questa rubrica abbia il seguito che merita. Buon lavoro

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