Intervista a Raffaele Toniolo, Presidente della CNAG

Intervista a Raffaele Toniolo, Presidente della CNAG

Italiajudo ha avvicinato Raffaele Toniolo, presidente della CNAG, con cui si è parlato della prestazione dei Mondiali U18 di Santiago del Cile e di come la CNAG, che per la prima volta è costituita da 5 membri, prende le decisioni e suddivide i compiti all’interno del proprio team.

Vi sono poi 3 domande su un totale di 17 inerenti la partecipazione di Elisa Toniolo alla kermesse iridata svoltasi ad inizio agosto in Cile. In risposta a coloro che ritengono che un numero cosi alto di domande su tale argomento possa rappresentare un attacco alla CNAG, Italiajudo risponde che la ragione per cui il 18% delle domande sono relative a questo specifico topic è dovuto al fatto che tale decisione è stata senza ombra di dubbio tra le più discusse di sempre da quando la CNAG è stata costituita. Italiajudo ha ritenuto opportuno tentare di fare chiarezza a tal proposito, dando l’opportunità alla CNAG di spiegare le scelte fatte, nello spirito di trasparenza e di maggiore collaborazione con la base del popolo della FIJLKAM.

Non nascondiamo che ci siamo interrogati a lungo su come la stessa atleta, Elisa Toniolo, avrebbe potuto vivere tali considerazioni. Fatta la premessa che l’attenzione all’aspetto psicologico dei singoli atleti non può essere pretesa in modo unilaterale, dopo attente riflessioni, Italiajudo ha scelto la strada della pubblicazione delle domande e quindi delle risposte fornite dalla CNAG, nell’auspicio che una volta spiegati i razionali che hanno portato alla partecipazione di Elisa Toniolo ai mondiali di Santiago del Cile, la questione sia considerata per tutti un capitolo chiuso. Definitivamente.

Si ringrazia tutto lo staff della CNAG per la disponibilità, la professionalità e la collaborazione mostrata. Buona lettura.

Pubblicato da Ennebi il 3 set 2017 in Budapest

Maestro Raffaele Toniolo, innanzi tutto grazie per il tempo dedicatomi. Qual è il bilancio dei primi mesi di attività della CNAG?

Ringrazio a mia volta, a nome mio e di tutti i colleghi della Commissione Nazionale Attività Giovanile, per questa intervista che ci dà l’occasione di precisare ulteriormente quanto abbiamo già condiviso nell’analisi post-mondiale diffusa di ritorno da Santiago del Cile sul sito federale.

Per venire alla Sua domanda, il bilancio è assolutamente più che buono.

Innanzitutto posso dirmi decisamente soddisfatto del lavoro ORGANIZZATIVO: siamo stati nominati a fine febbraio e in marzo avevamo già pronte le regole per la stagione 2017, condivise dalla DTN ed approvate dal Consiglio di Settore; abbiamo sempre chiarito in precedenza criteri e scelte in un clima di trasparenza e rispetto verso le società ed i tecnici come dimostrano i fatti che elenco brevemente. Alla fine delle Cadets European Cup e prima dei Campionati Italiani Cadetti (il 30 maggio u.s.) abbiamo diramato una comunicazione che esplicitava, sulla base delle regole pubblicate in marzo, quali atleti avevano ottenuto il diritto di partecipare agli Europei individuali e/o a squadre e agli EYOF e che nello stesso tempo ribadiva che entro il 10 giugno sarebbero state rese note le formazioni che avrebbero partecipato ad Europei, Europei a squadre ed EYOF e che la partecipazione al Campionato Italiano era obbligatoria e doveva avvenire nella categoria di peso dove l’atleta aveva svolto l’attività internazionale. Il successivo 8 giugno, abbiamo diramato la comunicazione che elencava i nomi degli atleti che avrebbero partecipato ad Europei, EYOF e Mondiali ed i rispettivi criteri di selezione in modo che atleti, tecnici e società avessero un quadro chiaro della situazione. Come evidenziato nella nostra relazione, è dal 2009 che ogni due anni i Cadetti hanno in calendario queste tre manifestazioni di altissimo livello nel giro di 40/50 giorni e per la prima volta quest’anno abbiamo pensato di investire su più atleti in modo da premiare anche lo sforzo fatto per questi giovani, che rappresentano il nostro futuro, dalle società, dalle famiglie e dai loro tecnici. Per questo motivo abbiamo deciso di dare la possibilità di partecipare agli Europei o agli EYOF, a tutti gli atleti che avevano conquistato almeno una medaglia nel circuito delle Cadets European Cup. Contemporaneamente abbiamo premiato maggiormente i tredici atleti che di medaglie ne avevano conquistate almeno due, garantendo loro la partecipazione anche al Mondiale oltre che all’Europeo. Per la selezione della squadra che ha partecipato agli EYOF, inoltre abbiamo selezionato anche atleti di valore ma che non avevano conquistato medaglie nel circuito internazionale ma piazzamenti di rilievo. In questo modo hanno partecipato ad almeno una di queste tre manifestazioni ben 28 atleti (che sarebbero stati 29 se Claudia Cerutti non si fosse infortunata il ginocchio e avesse quindi potuto partecipare agli Europei) contro i 21, ad esempio, del 2015. Questa scelta di apertura e di divisione di obiettivi è stata condivisa sia dalla DTN che anche dal Consiglio di Settore.

Sono molto soddisfatto anche dei risultati e quando parlo di risultati, in questo caso mi riferisco alle medaglie. Come anticipato, dal 2009 per cinque volte (una ogni due anni) i cadetti hanno dovuto affrontare il “tour de force” composto da Europei, EYOF e Mondiali e questo 2017 è stato l’anno più vincente dopo il 2015. Lo specchietto qui sotto illustra il totale di medaglie conquistate nelle tre manifestazioni citate nei vari anni:

ANNO

TOTALE MEDAGLIE

2009

7

2011

9

2013

7

2015

17

2017

11

Sempre a livello di risultati non possiamo dimenticare le prime due storiche medaglie conquistate dai nostri Under 18 nelle gare a squadre: per i maschi il bronzo Europeo e per le femmine la vittoria agli EYOF.

Per tornare a quanto detto in precedenza posso confermare in definitiva che pur essendoci presi la responsabilità di diversificare gli obiettivi facendo girare più atleti meritevoli, abbiamo vinto lo stesso. Anche qui, come nella nostra relazione è doveroso sottolineare che le medaglie nelle classi giovanili non sono tutto: queste gare e la preparazione che sta dietro, sono un’occasione per accumulare un bagaglio d’esperienza molto importante per il futuro…ci sono esempi eminenti di atleti che non hanno preso la medaglia in queste gare e che hanno raccolto molto di più dopo.

Alla luce di questo, è per me fondamentale ringraziare il Presidente Falcone, il Segretario Benucci e tutto il Consiglio di Settore che quest’anno hanno investito tanto in questo fascia di età: si tratta di un investimento fondamentale per le medaglie olimpiche future come hanno dimostrato appunto Odette e Fabio.

Tale analisi è condivisa anche dal DT, Kiyoshi Murakami?

Siamo abituati a lavorare in modo sinergico anche col DT Kiyoshi Murakami: con lui ci si confronta, si discute e fino ad ora ha sempre appoggiato le nostre scelte assieme a tutti gli altri componenti della Direzione Tecnica Nazionale.

Quali sono gli atleti che più vi hanno impressionato?

I nostri cadetti sono stati tutti bravi, ognuno con le sue peculiarità. Hanno tutti compiuto un percorso formativo di alto livello (in primis con le loro società e con i loro tecnici sociali) che gli ha permesso di arrivare a competere e vincere a questi livelli. L’augurio che faccio a tutti loro è di continuare così, allenandosi sempre meglio e sempre di più. Sarebbe ingiusto citare qualcuno al posto di altri: devo dire che raramente mi è capitato dal 2005 ad oggi di vedere una squadra così compatta e coesa con atleti che si sostengono a vicenda.

In generale, il valore tecnico raggiunto dai ragazzi vi soddisfa? E quali sono le aree dove i club dovrebbero migliorare?

C’è ancora tanto da lavorare. Intanto occorre trovare momenti di lavoro tecnico da svolgere in collegiale: un anno intenso come questo non ha permesso di trovare spazi, sia per la complessità della stagione sia per l’impegno scolastico dei ragazzi che non permette raduni a lungo termine. I ragazzi sono stati preparati molto bene dalle società con le quali tutti noi della CNAG abbiamo interagito molto: questa interazione dovrà essere potenziata per migliorare ancora insieme. Tornando agli aspetti tecnici, nella relazione che la CNAG ha diffuso dopo il mondiale, abbiamo puntualizzato alcuni aspetti chiave su cui ci si dovrà concentrare per alzare ulteriormente il livello dei nostri atleti: un lavoro tecnico di base solido, la capacità tecnico-tattica di applicare kaeshi e renraku e di proseguire da tachi-waza in ne-waza, attenzione agli aspetti mentali.

Come mai a Santiago del Cile il Maestro Corrado Bongiorno era l’unico assente tra i componenti della CNAG?

I tecnici che hanno preso parte ai tre eventi TOP del calendario sono stati scelti anche sulla base delle relative disponibilità personali, inoltre queste scelte sono sempre state condivise con il Consiglio di Settore; per quanto riguarda il mondiale, i tecnici convocati dalla Federazione sono stati Sandro Piccirillo, Vito Zocco e il sottoscritto. Il nostro Team Manager (Alessandro Comi) ha deciso di venire a vedere il Mondiale a spese proprie per completare la sua stagione e per un aggiornamento personale. Il Maestro Corrado Bongiorno ha condiviso assieme a tutti noi anche questa scelta. Una gara di questo livello d’altronde è sempre un’occasione di crescita anche per un tecnico: mi auspico che molti tecnici italiani approfittino dei prossimi grandi eventi come momento di crescita e aggiornamento…il Mondiale Seniores in Ungheria, l’Europeo Juniores in Slovenia ed il Mondiale Juniores in Croazia per fortuna sono molto più a portata di mano del mondiale cadetti dall’altra parte del mondo.

Qual è il valore aggiunto di una CNAG formata da 5 membri?

Avere a disposizione 5 professionalità di indubbio valore che consentono di risolvere qualunque tipo di problema.

Come vengono prese le decisioni nella CNAG?

Le decisioni vengono sempre prese in maniera collegiale: la tecnologia ci aiuta a tenerci in contatto quasi quotidianamente, abbiamo modo di confrontarci e discutere abbondantemente…quando si tratta di decidere siamo abituati ad esprimere con chiarezza la nostra posizione, per arrivare quindi ad una scelta condivisa. Siamo cinque tecnici molto diversi tra loro ma che si completano in maniera ottimale: le nostre diversità si sono rivelate un’importante ricchezza.

Come vi siete divisi i compiti?

La divisione dei compiti segue le inclinazioni naturali di ciascuno: come dicevo in precedenza ciascuno di noi viene da un percorso diverso dagli altri, con esperienze e peculiarità singolari, pertanto qualcuno è più portato a fare meglio alcune attività di altre. Qualcuno di noi lavora di più sulla parte statistica e di monitoraggio, altri sulla parte organizzativa, altri sulla parte tecnica ma in realtà condividiamo sempre tutto.

Concentriamoci sui mondiali cadetti. L’ultima volta che ci siamo parlati, ha sottolineato che la CNAG lavorava con l’obiettivo mondiali e lo stesso è stato comunicato tramite gli organi federali. Che cosa è venuto meno secondo Lei in occasione dei mondiali considerando il 20esimo posto nel medagliere per l’Italia? 

Non capisco perché si parla di “venir meno”. Cosa sarebbe “venuto meno”? Le medaglie? Rispetto a quando? I mondiali cadetti esistono dal 2009 ed ecco le medaglie dell’Italia in questa competizione:

MONDIALI

ANNO

SEDE

O

A

B

TOT

2009

Budapest (HUN)

1

1

1

3

2011

Kiev (UKR)

0

1

2

3

2013

Miami (USA)

0

1

0

1

2015

Sarajevo (BIH)

1

2

0

3

2017

Santiago (CHI)

0

0

2

2

Su cinque edizioni sono state sempre conquistate da 1 a 3 medaglie: a Santiago ne sono venute due, quindi direi perfettamente in media; l’edizione di Santiago ha un valore aggiunto: queste due medaglie sono state conquistate in un altro continente ed in un’altra stagione e questo è invece la prima volta che accade…a 17 anni non è facile andare a disputare un Mondiale dall’altra parte del mondo, passando dai 40 gradi di un’Italia bollente, all’inverno Cileno. Nell’unico altro caso di un mondiale cadetti extra europeo (Miami 2013) l’Italia conquistò una sola medaglia ad opera del fuori classe Elios Manzi e la stagione tra l’Italia e gli USA era la stessa. Non dimentichiamo comunque che oltre alle medaglie, in Cile ci sono stati tre piazzamenti, che significa aver acceduto al final block: in gare di alto livello come questa dobbiamo imparare a non trascurare anche questi risultati.

E’ vero che poteva andare anche meglio ma occorre considerare che a questa età le competizioni di alto livello forniscono un andamento altalenante di risultati. Come già osservato nella relazione della CNAG, il ripescaggio ai quarti, combinato con la presenza di numerose nazioni che prendono parte esclusivamente alle tappe extraeuropee del World Tour, altera la distribuzione delle teste di serie…vero è che con l’eccezione di uno, tutti gli azzurri che hanno perso, hanno perso con atleti che hanno disputato una finale; questi fattori, che non intendono essere una giustificazione, hanno influenzato in modo evidente anche molti atleti di punta che alla vigilia del mondiale tutti i pronostici vedevano sul podio: la serba Obradovic e l’ungherese Sipocz per citare due Campioni Europei usciti al primo turno, o la brasiliana Ferreira, numero 1 della Ranking Mondiale Cadette e numero 2 della Ranking Mondiale Junior nella categoria 44 che oltre ad aver perso con la nostra Avanzato, ha perso anche nei recuperi finendo addirittura fuori dai primi 7 ad un Mondiale per lei praticamente già vinto in partenza.

Preferisco guardare i lati positivi della spedizione e considerare l’andamento generale dell’anno che ci vede al sesto posto tra le nazioni europee che hanno avuto la possibilità di far girare i loro atleti in tre competizioni di alto livello come queste

TOTALE MEDAGLIE CONQUISTATE IN ECh, WCh, EYOF 2017

O

A

B

TOT

1

RUS

7

4

14

25

2

HUN

5

6

8

19

3

GEO

9

4

5

18

4

GER

5

2

9

16

5

TUR

5

1

9

15

6

ITA

2

2

7

11

7

SRB

2

4

2

8

8

AZE

1

4

2

7

9

NED

0

2

4

6

10

FRA

0

2

3

5

Al di là dei risultati, comunque, preferisco pensare che per questa fascia c’è anche altro che bisogna coltivare. L’esempio di Fabio Basile deve valere per tutti: lui al Mondiale Cadetti 2009 combatté benissimo ma non arrivò nei primi 7…ora è il Campione Olimpico che ha fatto sognare tutti noi a Rio.

Come mai è stato deciso di non portare nessun atleta nei 55 kg lasciando la categoria vuota per la gara a squadre?

Tutti i criteri sono stati definiti in precedenza ed il criterio per partecipare al Mondiale era quello di aver vinto almeno due medaglie nelle Cadets European Cup oppure avere fatto una buona prestazione agli Europei o agli EYOF come è successo a Giovanna Fusco e ad Elisa Toniolo. Inoltre qualcuno può pensare che aver portato un 55 in Cile solo per la gara a squadre avrebbe potuto sovvertire l’esito dell’incontro con la Georgia? Ricordo che anche alla Georgia e ad altre formazioni mancavano elementi…

Per quale motivo non c’è stato un ritiro per gli azzurrini prima dei mondiali?

Nel periodo precedente il mondiale io e i colleghi abbiamo fatto un giro di consultazioni con i tecnici sociali dei convocati e dal momento che il rientro dall’EYOF (30 luglio) e la partenza per il Cile (4 agosto) erano molto ravvicinati abbiamo ritenuto opportuno non apportare variazioni al lavoro tecnico e di preparazione che i selezionati stavano facendo nei loro club; in aggiunta a questo abbiamo monitorato il lavoro dei ragazzi, sia sul posto che tenendoci in stretto contatto coi tecnici sociali. Sostenere che qualche giorno di raduno pre-Mondiale avrebbe potuto cambiare in meglio l’esito della gara mi sembra alquanto riduttivo e irrispettoso nei confronti delle società di alto livello dove si allenano i quindici atleti che hanno partecipato al Mondiale: queste che hanno preparato questi atleti per tutto l’anno portandoli ai livelli che hanno raggiunto, lo stesso hanno fatto egregiamente in preparazione per i mondiali.

In riferimento all’iscrizione cautelativa di 6 atleti ai mondiali – per la quale mi complimento per aver dato una ulteriore opportunità ad altri 6 azzurrini – e della relativa selezione tra questi di Elisa Toniolo, Lei non crede che sarebbe stato meglio definire a priori le condizioni oggettive che avrebbero permesso ai sei atleti di prendere parte alla kermesse iridata di Santiago del Cile?

I discorsi sono due.

Partiamo dai criteri: i criteri di composizione delle squadre nazionali per Europei, EYOF e Mondiali sono stati stabiliti in modo oggettivo e sono stati comunicati alle società a inizio giugno; la partecipazione al mondiale era subordinata all’aver vinto almeno due medaglie nelle Cadets European Cup o all’aver fatto una buona prestazione agli Europei o agli EYOF.

Per quanto riguarda l’iscrizione cautelativa è necessario conoscere le norme IJF: l’IJF prevedeva infatti che dopo la deadline delle registrazioni al mondiale (che in questo caso era il 19 luglio e cioè PRIMA degli EYOF) non fosse possibile aggiungere altri atleti oltre a quelli iscritti, ma solo cambiarne il nome o cancellare l’atleta. Aggiungere cautelativamente altri sei nomi prima della deadline, nel nostro caso significava dunque dare la possibilità agli atleti in partenza per gli EYOF di giocarsi la convocazione per il mondiale. A fronte di tale premessa, i sei atleti inseriti sono stati selezionati stabilendo una ranking in base a medaglie in European Cup, piazzamenti in European Cup, World Ranking List.

Se Lei avesse dovuto definire un criterio di ammissione ai campionati del mondo in base ai risultati degli EYOF, avrebbe mai definito – prima degli EYOF stessi – un quinto posto come criterio sufficiente per la partecipazione alla kermesse iridata?

Certamente. Gli EYOF sono una manifestazione paragonabile ai Campionati d’Europa ed arrivare ai piedi del podio, soprattutto in alcune categorie di livello molto elevato, si può definire una buona prestazione: va detto comunque che un atleta che si piazza ai piedi del podio in una di queste competizioni è un atleta che si è giocato la finale per una medaglia combattendo. Svilire il quinto posto purtroppo è un problema molto italiano: abbiamo fior di atleti che sono tornati dalle Olimpiadi con la medaglia di legno e per molta gente è come se questi alle Olimpiadi neanche ci fossero andati…eppure sono atleti che hanno disputato olimpiadi “eroiche”: Marconcini, Verde, Bianchessi per citarne soltanto alcuni, sono nomi che fanno tremare il tatami. Più in piccolo, la nostra Commissione si è dissociata da questa tendenza è in tutte le selezioni di quest’anno abbiamo convocato anche atleti che non sono mai saliti sul podio internazionale in European Cup, ma con costanza e determinazione si sono fermati più volte al quinto posto…abbiamo confermato questa scelta ance per gli EYOF dando valore ad atleti meritevoli. Lo stesso discorso, amplificato, vale per il quinto posto dell’EYOF in prospettiva mondiale.

É vero che Sandro Piccirillo è stato il tecnico della CNAG che ha spinto più di ogni altro alla partecipazione di Elisa Toniolo ai mondiali?

Il Maestro Piccirillo ha seguito personalmente Elisa Toniolo durante i combattimenti agli EYOF ed è stato pertanto spettatore, da una posizione privilegiata, della prestazione dell’atleta. Terminata la gara si è consultato con Alessandro Comi (anche lui presente a Gyor) e con i maestri Bongiorno e Zocco che avevano seguito le gare in streaming condividendo con tutti le sensazioni positive e la bella prestazione effettuata dall’atleta che è stata la migliore dell’EYOF a livello individuale. Alla fine delle gare individuali la Commissione ha dunque deliberato la convocazione dell’atleta per il Mondiale come da Regolamento emanato in tempi non sospetti (la già citata comunicazione dell’otto giugno u.s.) e che cito testualmente: “La Commissione si riserva infine la possibilità di ampliare di alcune unità il numero dei selezionati sulla base delle prestazioni ottenute dagli atleti nelle gare che essi disputeranno ai Campionati Europei e agli EYOF.” Quindi la Commissione si è uniformata ai cosi tanto desiderati criteri che essa stessa aveva stabilito premiando due atlete che ben avevano combattuto ad Europei ed EYOF con la partecipazione al Mondiale. Non uniformarsi a questi criteri avrebbe voluto dire agire in maniera soggettiva e questo mi sembra che a molte persone (ed in primis al sottoscritto ed a tutti i componenti della Commissione) non piaccia molto in quanto si richiede sempre più chiarezza.

I rumors dicono che il DT Murakami non fosse contento dei ragazzi della rosa U18. Bugia o verità? 

No, non è assolutamente vero. Il DT Murakami ha partecipato al nostro raduno di preparazione per gli Europei prima di partire per il Giappone e ha dato il suo contributo per la preparazione di questi atleti. E’ vero che Murakami è severo e molto esigente e la presenza di una barriera linguistica alle volte non aiuta a comprendere appieno le sue osservazioni critiche: i suoi interventi sono sempre finalizzati a far crescere e a migliorare e per noi tecnici della Commissione il suo supporto è stato molto utile.

Nella vostra analisi post mondiale, si è parlato di “durezza mentale”. Che cosa si intende con ciò e come pensate di coprire le lacune dal punto di vista psicologico degli azzurri, sempre che ne abbiate individuate?

Quello di “durezza mentale” è un concetto noto nella psicologia sportiva. In poche parole è la capacità mentale di recuperare dopo errori e sconfitte, la capacità di mantenere l’attenzione in modo prolungato, l’abilità di controllare la tensione agonistica e di mantenere autostima, disposizione alla fatica, e impegno per raggiungere gli obiettivi.

Detto ciò è necessario puntualizzare che come si allenano la tecnica, la tattica e la componente atletica, anche la testa vada allenata e preparata. Alcuni degli azzurrini stanno seguendo un vero e proprio percorso di preparazione mentale presso i propri club; dal canto nostro abbiamo la fortuna di poter godere del supporto dello Psicologo Federale e di avere nella nostra Commissione uno psicologo formato anche in psicologia sportiva: avremo modo di analizzare la stagione passata e di lavorarci sopra in prospettiva futura.

Una delle Sue battaglie nel quadriennio precedente riguardava la possibilità di far seguire gli atleti dal proprio tecnico di club. Non crede che tale necessità sia ancora più forte nella classe Under 18 dove la CNAG ha la possibilità di seguire i ragazzi per un breve periodo di tempo? 

Avere i tecnici di club a bordo tatami è un’esperienza sempre molto valida, pur con le opportune diversificazioni in base ad età e contesto; in assenza di una regola condivisa con la DTN, la CNAG quest’anno ha cercato di mantenere una continuità, nel limite del possibile affiancando ai ragazzi sempre gli stessi tecnici e da questo sono nate intese molto sinergiche che hanno permesso agli atleti di esprimersi al meglio. Ora in vista del prossimo anno, per uniformare tutti i regolamenti che sempre più devono convergere, la Direzione Tecnica e la CNAG hanno stabilito alcune linee guida anche per i tecnici di club e di nazionale che seguono le gare internazionali dei nostri atleti. Queste linee saranno presto pubblicate dalla Federazione.

 

Si specifica che il contenuto dell’intervista è stato condiviso e sottoscritto da tutti i membri della Commissione Nazionale Attività Giovanile (Corrado Bongiorno, Alessandro Comi, Alessandro Piccirillo, Raffaele Toniolo, Vito Zocco), prima di essere inviato alla redazione di Italiajudo. 

 

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  1. Antonia says:

    Interessanti interviste in “parallelo”.
    Molte, troppe parole per le giustificazioni di Toniolo.
    Più semplice e stringente il M° Moraci.
    Ma la sostanza non cambia.
    Se si vogliono fare passi in avanti, criteri oggettivi SEMPRE e liberalizzazione completa di tutti i segmenti operanti nel sistema internazionale.
    Non si può fermare l’evoluzione in atto!

  2. zanesco claudio says:

    Ecco,queste cose dovrebbero far parte di una “conferenza stampa” antecedente , al fine di evitare dispersioni di energie che a volte i Social amplificano anche in maniera inesatta

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