Intervista pre-mondiale a Francesco Bruyere

19/08/2011 Francesco Bruyere, classe 1980, torinese, numero 19 al mondo nella categoria al limite degli 81 kg, sarà nella rosa della Nazionale italiana ai prossimi Campionati del Mondo che si terranno fra qualche giorno a Parigi. Il suocurriculum è impressionante: Francesco è l’unico italiano tra i maschi, assieme all’oro olimpico Ezio Gamba, ad aver conquistato la [...]

Pubblicato da Ennebi il 26 ago 2013 in

19/08/2011 Francesco Bruyere, classe 1980, torinese, numero 19 al mondo nella categoria al limite degli 81 kg, sarà nella rosa della Nazionale italiana ai prossimi Campionati del Mondo che si terranno fra qualche giorno a Parigi. Il suocurriculum è impressionante: Francesco è l’unico italiano tra i maschi, assieme all’oro olimpico Ezio Gamba, ad aver conquistato la medaglia d’argento ai Campionati del Mondo. Lo fece in Egitto, ad Al Cairo, nel 2005 nella categoria al limite dei 73 kg. Nella medesima categoria ha vinto la prestigiosa Jigoro Kano Cup a Tokyo. Ora gareggia nella categoria superiore ed è l’uomo del momento, avendo conquistato il gradino più alto del podio in due Coppe del Mondo a distanza di tre settimane, Tallin e Miami. Approfondiamo come Francesco si sta preparando per l’appuntamento parigino.

 

Francesco, hai conquistato due Coppe del Mondo nel giro di tre settimane (Tallin e Miami), superando avversari molto quotati. Come ti sei preparato per questi appuntamenti?

Da qualche mese ho cambiato metodo di allenamento, puntando più sulla resistenza fisica specifica, cerco sempre di raggiungere il mio limite durante l’allenamento per poi sopportare al meglio la fatica durante la gara. Sia nell’allenamento di judo che in quello di pesi.

 

Cosa è cambiato rispetto ad altre World Cup?

Una cosa tira l’altra, mi sentivo meglio e sono riuscito ad esprimere un judo migliore, riuscendo a sopportare tatticamente gl’incontri per 5 minuti senza cali fisici. E la vittoria di Tallin mi ha dato sicurezza e tranquillità per far bene anche a Miami.

  

 

Sei un atleta che cerca spesso il confronto partecipando a molte competizioni in giro per il mondo, a differenza di alcuni atleti che preferiscono periodi lontani dalle competizioni. Quanto è importante per te gareggiare, capitalizzare esperienza e confrontarti con i tuoi avversari?

È molto importante, le sensazioni che si provano in gara sono lontanissime da quelle dell’allenamento, ma bisogna trovare il giusto compromesso specialmente durante una qualificazione olimpica, sono importanti i punti ma troppe gare non permettono di allenarti al meglio e si rischia di arrivare impreparati agli appuntamenti importanti.

  

Il passaggio di categoria è avvenuto oramai da un paio di anni. Sembra che ormai tu ti sia ambientato in questo nuovo scenario. Quali sono state le maggiori difficoltà che hai incontrato, se ce ne sono state?

All’inizio ho fatto molta fatica, sono celiaco e non lo sapevo, mangiavo glutine che mi provocava un abbassamento del ferro e di conseguenza molta stanchezza, in più non riuscivo a prendere peso. Fortunatamente un anno fa dopo averlo scoperto ho iniziato a mangiare correttamente e da allora va tutto molto meglio, mi sento ringiovanito, posso allenarmi al massimo e i risultati iniziano ad arrivare.

  

La forma fisica è senz’altro importante per essere al top e perfomare bene, ma qual è il tuo approccio mentale alla gara?

Ad alto livello la testa è quella che conta, molto spesso la differenza tra gli atleti è minima e vince chi ha più voglia di vincere… Ho la fortuna di avere una madre psicologa che mi ha aiutato molto da questo punto di vista, devo a lei gran parte dei miei successi e della mentalità vincente. Ogni volta prima di un incontro uso il training autogeno per isolarmi dal mondo esterno e visualizzare solo l’incontro… è come un interruttore che accendo per combattere.

 

Come si svolgerà la tua preparazione per i Mondiali da adesso in avanti?

Mi alleno a Torino perché per il problema della celiachia a casa riesco a mangiare molto meglio e senza rischi. Al Centro Ginnastico ho un grande staff che mi segue al 100%. L’allenamento è sempre suddiviso in due parti, judo e preparazione fisica. Ogni giovedì, che sarà il giorno in cui combatterò al mondiale, simulo una gara durante tutto il giorno, incontri e lavori organici da 5-8 minuti spartiti durante tutta la giornata.

 

C’è qualche avversario che temi più di altri?

Logicamente i primi 6 o 7 della classifica mondiale sono molto forti… ma nel judo tutto può accadere e ho visto cadere chiunque. In uno sport di combattimento temere qualcuno non porta mai a grandi risultati… quindi diciamo che rispetto tutti ma non temo nessuno.

  

Come si svolge la tua giornata, quanto tempo dedichi al judo e quanto ad altri interessi?

5 ore sono dedicate all’allenamento, nel resto del tempo libero mi pace stare con gli amici, specialmente ora che è estate preferisco passare le giornate all’aria aperta, adoro molti sport e se fosse per me sarei sempre su una tavola da surf, da snowboard o su qualche altro aggeggio pericoloso, ma per adesso ho altre priorità e cerco di stare buono il più possibile. Quando riesco preparo gl’ultimi esami che mi mancano per la laurea specialistica in scienze motorie.

  

Quanto è importante per te allenarti con degli amici oltre che con dei semplici compagni di allenamento?

E’ importantissimo, gli amici ti aiutano sempre, hanno sempre una parola in più, da quella di conforto a quella d’incitamento per aiutarti a fare meglio, sono disponibili e sempre sorridenti, alle volte mi sembra che sopportino la fatica al posto mio. Anche se è uno sport individuale gli amici fanno quella squadra che tutta insieme tira verso l’obiettivo finale.

Colgo l’occasione per ringraziare tutti quelli che mi stanno aiutando in questo percorso.

 

Com’è il rapporto con tuo fratello?

Mio fratello è davvero mio fratello, darei tutto per lui e viceversa. So che il mio obiettivo è anche il suo, lui mi aiuta sempre sul tatami e fuori e le sue parole sono il sostegno più prezioso che ho,mi da forza e ogni volta che salgo sul quel tappeto e come se fossimo in due. 

 

Sei una persona scaramantica? Hai dei riti che ripeti ad ogni competizione?

Non sono troppo scaramantico, ma penso che tutti gli atleti abbiamo i propri riti…anche se in piccolo…e io ho i miei, la solita maglietta, le scarpe messe in un certo modo, piccoli gesti che ripeto sempre, fa tutto parte di quell’interruttore di cui parlavo prima.

 

Ultima domanda: un tuo sogno da realizzare nella vita?

Il sogno ora è l’olimpiade… ma sicuramente passata questa ci sarà un altro sogno e un altro ancora, inseguire qualcosa e porsi delle mete mi aiuta a vivere meglio, adoro le sfide e mi piace stupirmi e superarmi.

  

Il nostro in bocca al lupo per Parigi, italiajudo sarà lì a tifare per te e per tutto il team azzurro. Grazie per la tua disponibilità.

Grazie e crepi il lupo!

 


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