Intervista a Matteo Medves: “Voglio Tokyo 2020″”

Intervista a Matteo Medves: “Voglio Tokyo 2020″”

Dopo le bellissima medaglia d’Argento ai recenti Campionati Europei di Tel Aviv, Italiajudo porta sulle sue pagine il vice-campione europeo della cat. -66 Kg Matteo Medves.

Pubblicato da A. Cau il 11 mag 2018 in Iglesias

Ciao Matteo, benvenuto sulle pagine di Italiajudo. Innanzitutto complimenti per questo bellissimo argento europeo. Prima della partenza per Tel Aviv ti saresti aspettato un risultato del genere?

In tutta sincerità no, anche perché venivo da un periodo negativo come risultati. Sono partito per Tel Aviv con l’idea di disputare più incontri possibili, dando ovviamente il 100%, per ritrovare sensazioni positive in gara. Poi è arrivato questo bellissimo risultato e siamo tutti felici. Per questo risultato un doveroso ringraziamento va al mio gruppo sportivo “Fiamme Oro”, la nazionale e tutti coloro che mi supportano.

WhatsApp Image 2018-05-11 at 12.01.17Il percorso verso la finale è stato ostico. Potresti parlarci della gara.
Quando è uscita la poul ho visto subito che ricalcava la poul del Grand Slam di Ekaterinburg: al primo incontro nuovamente il francese Kilian LE BLOUCH e se l’avessi superato mi sarei trovato molto probabilmente di fronte il russo Yakub SHAMILOV. Mi sono detto: non è andata bene ma poteva andare peggio. Ho quindi focalizzato la mia concentrazione incontro per incontro; col francese non potevo perdere (e forse era l’incontro più difficile visto anche il recente passato). Vinto questo incontro mi è sembrato tutto in discesa. Al secondo turno non ho trovato il russo (sconfitto dall’ungherese) e, superato anche questo incontro, ai quarti trovo l’azero Nijat SHIKHALIZADA. Nonostante la sua esperienza internazionale, mi sono detto che si poteva battere e cosi è stato. Arrivato in semifinale, vado subito in difficoltà in un’azione a terra nella quale sento un forte dolore al gomito, stringo i denti e porto a casa l’incontro.
La finale è forse l’unico neo di tutto l’Europeo. Lo sloveno GOMBOC lo conosco molto bene. Ad ogni stage i nostri randori finiscono sempre 50 e 50. Questa volta ho pagato l’inesperienza; la mia tattica prevedeva di bloccare la sua parte destra, perché se lasciata libera sarebbe riuscito a entrare facilmente. Purtroppo ho commesso un errore e l’ho pagato.

La forma fisica è senz’altro importante per essere al top e performare bene, ma qual è il tuo approccio mentale alla gara?
Cerco di focalizzare la mia attenzione solo sugli stimoli positivi e su qualunque cosa possa mettermi tranquillità e sicurezza e mi permetta di costruirmi una bella armatura.

Questo risultato ti rilancia prepotentemente nella WRL, proprio alla vigilia della partenza delle qualificazioni olimpiche.
Come vedi la tua strada verso Tokyo 2020, che risulta essere un obiettivo sempre più concreto.
Fondamentalmente l’obiettivo è e sarà Tokyo 2020. Da adesso bisogna iniziare a pedalare e far vedere chi sono; vincere più gare possibili per arrivare ai Giochi.

WhatsApp Image 2018-05-11 at 12.01.17 (1)C’e’ qualche avversario che temi più di altri?
Per come sono fatto io non temo particolarmente nessuno, siamo tutti esseri umani e possiamo cadere. Mi piacerebbe incontrare il giapponese Hifumi ABE, sono stato contento di incontrare al Città di Roma il sud-coreano AN Baul. Preferisco incontrare i più forti perchè danno più stimoli per superare i propri limiti.

Quali saranno a breve i prossimi appuntamenti in cui ti vedremo?
A dir la verità non lo so ancora. Al momento sono fermo perchè devo valutare bene il problema al gomito (se operare o fare dei trattamenti) e penso a rimettermi in forma.

Come ti sei avvicinato al judo?
Ho iniziato molto piccolo. Nonostante mia mamma volesse mandarmi a calcio io, appassionato di Dragon Ball, volevo diventare forte come Goku. Sono salito sul tatami di una piccola palestra vicino a casa ed è stato amore a prima vista.

Chi e’ il tuo idolo judoistico e perchè?
Come punto di riferimento ho sempre presto Lorenzo Bagnoli (che si allenava nella mia stessa società). Ricordo quando ebbe l’infortunio al ginocchio e la sua voglia di recuperare e tornare sul tatami. Il mio obiettivo è fare meglio di lui e conquistare quella qualificazione ai Giochi Olimpici che purtroppo a lui è sfuggita per varie avversità.

WhatsApp Image 2018-05-11 at 12.01.11Visto dall’interno, di che salute gode il judo italiano in questo momento?
Da quello che posso vedere sta prendendo sempre più piede. Fabio Basile, dopo l’oro di Rio 2016, sta facendo un’incredibile promozione della nostra disciplina.
Nella società dove allena mio padre sono sempre più i ragazzi che vengono a provare e poi si fermano. C’è una crescita costante.

Che cosa ne pensi della liberalizzazione dei tornei del World Tour?
E’ un fattore positivo e aiuta a far crescere una sana competizione all’interno della squadra tra gli atleti della stesa categoria, portandoti a dare sempre il meglio. Inoltre le competizioni internazionali di alto livello permette poi di far aumentare il livello del judo italiano.

 

 

Immagini EJU Media


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