Intervista a Maria Centracchio: Minsk un altro tassello che costruisce il mio futuro

Intervista a Maria Centracchio: Minsk un altro tassello che costruisce il mio futuro

A distanza di qualche settimana dalla fine dei Campionati Europei di Minsk, Italiajudo ha raggiunto telefonicamente Maria Centracchio, vincitrice della medaglia di bronzo nella cat. -63 kg, e senza perdersi in chiacchiere vi lascio all’intervista.
Vi auguro una buona lettura

Pubblicato da AleC il 15 lug 2019 in Iglesias

A distanza di qualche settimana dalla fine dei Campionati Europei di Minsk, Italiajudo ha raggiunto telefonicamente Maria Centracchio, vincitrice della medaglia di bronzo nella cat. -63 kg, e senza perdersi in chiacchiere vi lascio all’intervista.
Vi auguro una buona lettura

Ciao Maria, innanzitutto complimenti per la medaglia. Inizio col chiederti un commento sulla gara.
La gara è stata lunga, incontri tosi, e alla fine sono un po’ nel mio stile; la gara mi ha rispecchiato in pieno. In più c’era tutta la mia famiglia, le mie amiche: è stato bello combattere sapendo che non ero sola.

Siamo nel pieno della qualificazione olimpica. Ad oggi qual è la tua sensazione per Tokyo 2020?
In tutta sincerità ti dico che non è per me un pensiero assillante. Sono consapevole che sono in lotta per la qualificazione, ma tutto quello che faccio è cercare di vincere a prescindere dalla qualificazione. Guardo avanti gara per gara e poi si vedrà.

64931803_10219530741689185_7725271642825293824_nCosa pensi possa darti ora questa medaglia?
In realtà non lo so; non penso sia qualcosa in più ma lo vedo come un tassello utile per continuare a costruire il mio futuro.

Sei rientrata nel giro della Nazionale A dopo un periodo di lontananza. Come hai vissuto quel periodo? In te c’era sempre la convinzione di poterci rientrare?
E’ stato un periodo difficile! Cambiare categoria (da -57 a -63) ha voluto dire ricominciare da capo, ma senza paura! Poi sono arrivati alcuni gravi infortuni e ci sono state delle difficoltà nella risalita. Ci sono stati dei momenti in cui la risalita sembrava lontana, ma ero cosciente che prima o poi mi sarei ripresa il mio posto.

A proposito di Nazionale, come è il rapporto tra di voi ragazzi? In molte categorie siete in 2 a giocarvi la qualificazione.
Siamo un gruppo giovane, molto unito. Passiamo insieme molto tempo anche al di fuori degli allenamenti, anche tra chi fa la stessa categoria non c’è alcuna rivalità.

Tanti atleti hanno o hanno avuto un genitore come allenatore. Tu come riesci a conciliare i due ruoli? Fuori e dentro il tatami ci sono differenze?
Mio padre (Bernardo Centracchio nds) è fondamentale per me, senza di lui non sarei arrivata dove sono oggi. Siamo molto simili e questo spesso crea un rapporto burrascoso, ma alla fine quello che ci lega è più forte delle incomprensioni.

 

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