Intervista a Fabio Basile: ” Kings Never Die “

Intervista a Fabio Basile: ” Kings Never Die “

A distanza di poco più di due settimane dalla fine dei Campionati Europei di Minsk, Italiajudo ha raggiunto telefonicamente Fabio Basile e durante la piacevolissima telefonata si è spaziato dalla gara di Minsk agli obiettivi futuri, con la schiettezza che contraddistingue Fabio e che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare.
Vi auguro una buona lettura

Pubblicato da AleC il 8 lug 2019 in Iglesias

Ciao Fabio, bentornato sulle pagine di Italiajudo. Si sono da poco conclusi i Campionati Europei: cosa puoi dirci sulla gara?

Ho dominato! Nei 3 incontri ho dominato senza fare errori, tranne che con Orujov che mi ha fatto la leva al braccio su un mio attacco. E’ stato bravo. Perdere così è stata una cosa che mi ha spaccato. Mancavano 30 secondi alla fine dell’incontro e alla vittoria con il n° 1 al mondo della cat. -73 kg (Fabio era in vantaggio di waza-ari nds). Quando mi ha fatto la leva ho detto “non cedo”! Sentivo il braccio rompersi, ma io non batterò mai! E’ una mia legge! La lotta a terra è un mio punto debole e devo lavorarci. Nelle ultime 3 gare mi sono sentito sempre bene, stavo a bomba; non posso avere rimpianti.

WhatsApp Image 2019-07-08 at 10.56.50Come ti sei preparato?
Come sempre: dando la vita sul tatami! Randori su randori! Per arrivare ad essere leggenda devi  fare più degli altri. Io non credo nello step by step: ogni allenamento devo dare più di me stesso.

A livello di squadra cosa puoi dirmi?
La squadra è molto compatta, non ho mai visto una squadra così. Siamo tutti giovani, ci capiamo al volo e non c’è competitività tra noi fuori dal tatami, anche con i ragazzi con cui si condivide la categoria. Ti faccio un esempio: con Giovanni Esposito (giovane molto forte di cui sentiremo parlare) ho un grandissimo rapporto anche fuori dal tatami e questo insegna tantissimo. La Federazione poi ci sta aiutando molto, a me in primis! Ci supporta in tutto e alla fine dei fatti i risultati si vedono.

Risultati che per te in questo 2019 sono arrivati e anche di rilievo.
Pochi ci credevano e anzi quando decisi di andare al GF Vip sono stato attaccato, “insultato”, perché in questa mia scelta hanno visto un mio allontanamento dal judo per le luci delle spettacolo.
In realtà il GF Vip è stato un mezzo per promuovere la nostra disciplina, che per me è la più bella. Il judo mi ha salvato e la gente deve imparare dal judo. Come diceva il fondatore Jigoro Kano il judo è lo strumento per forgiare e migliorare la persona e con lei la società. Io ho portato il tatami in TV; nessuno ci è mai riuscito, è stata una rivoluzione. Su questo aspetto ho insistito molto con Mediaset e sono felice che loro abbiano recepito questa mia esigenza e l’abbiano sposata in pieno. E a dimostrazione che non sono andato al GF Vip per giocare, oltre ad essermi allenato tantissimo dentro la casa, una volta uscito al primo torneo a cui ho partecipato, il Grand Slam Parigi, il più importante e difficile al mondo, ho fatto medaglia e così anche a Dusseldorf.

WhatsApp Image 2019-07-08 at 10.56.49A proposito del Grand Slam di Parigi, colgo l’occasione per chiederti di spiegare il “Kings never die” che hai gridato alla telecamera uscendo dal tatami dopo la vittoriosa finale per il bronzo.
KINGS NEVER DIE: I RE NON MUOIONO MAI! E’ una metafora! Non era riferito solo a me, ma a tutte quelle persone grandi in qualcosa che non muoiono mai, cadono e si rialzano e riprendono il loro posto. Se sei Re dentro non muori mai, ti rifarai. Quando uno è un fenomeno non muore mai. Prendiamo Shoei Ono; dopo l’Olimpiade di Rio 2016 è stato fuori 2 anni, tutti lo davano per finito. Invece lui è tornato e ha distrutto tutti. Un po’ quello che è successo a me dopo il GF Vip; ma io le brutte parole le trasformo in benzina.

L’oro olimpico è per tutti un sogno, l’obiettivo della carriera. Tu a Rio 2016 l’hai conquistato. Adesso qual è il tuo prossimo sogno?
La prima Olimpiade è ormai acqua passata. Ora guardo avanti: voglio diventare leggenda e vincere all’Olimpiade di Tokyo 2020 nella cat. -73 kg ed arrivare così ad essere il primo nella storia a vincere 2 Olimpiadi in 2 categorie diverse. Ho bisogno di stimoli, di qualcosa che mi tiene vivo.
Sarei potuto rimanere altri 4 anni nei -66 kg, ma io non credo nel calo peso: se sei forte vinci in tutte le categorie. Ci vuole fiducia in se stessi. Molti calano e poi sono morti. Serve la tecnica, la precisione per vincere. Poi certo non tutti siamo uguali ma io ho la mia legge.

WhatsApp Image 2019-07-08 at 10.56.52Se dovessi smettere col Judo cosa ti piacerebbe fare? C’è qualche altro sport da combattimento in cui ti piacerebbe cimentarti?
Ad oggi ti dico che mi piacerebbe fare l’allenatore.
Se dovessi pensare ad un altro sport ti dico la MMA, però la Federazione non te lo permette nel senso che una volta che Sali sull’ottagono poi non puoi più tornare sul tatami.

In conclusione ti chiedo: per il bene del judo italiano e non, forse ci vorrebbero più Fabio Basile?
Non ci vorrebbero più Fabio Basile ma ci vuole gente con gli attributi, gente che non si fa sottomettere. Niente ipocrisia, che purtroppo è il problema di tanti campioni. Ci vuole sincerità!

 

 

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