Intervista al Presidente Falcone

Intervista al Presidente Falcone

Italiajudo ha intervistato il dott. Domenico Falcone ad un anno esatto dal suo insediamento alla guida della FIJLKAM, che ha cambiato lo scenario federale in cui viviamo. Molti i temi trattati, dalla clamorosa dismissione del maestro Raffaele Toniolo come DT della nazionale, alla liberalizzazione dei Tornei del World Tour, passando per le nomine che il [...]

Pubblicato da Ennebi il 15 mar 2015 in Sydney

Italiajudo ha intervistato il dott. Domenico Falcone ad un anno esatto dal suo insediamento alla guida della FIJLKAM, che ha cambiato lo scenario federale in cui viviamo. Molti i temi trattati, dalla clamorosa dismissione del maestro Raffaele Toniolo come DT della nazionale, alla liberalizzazione dei Tornei del World Tour, passando per le nomine che il consiglio nazionale ha recentemente deliberato, senza tralasciare il tema piu’ caldo del momento, ovvero il rinnovamento dello statuto federale, necessario non solo al fine di riprisitnare i principi democratici tra tutti i tesserati, cosi’ come impone il CONI, ma anche affinche’ si attuino i cambiamenti che tutti da molto tempo stiamo aspettando. 

Buona lettura! 

 

Ad un anno dal suo insediamento come Presidente della FIJLKAM, qual e’ il bilancio e quali sono gli obiettivi sia in termini di risultati che di crescita dell’intero movimento federale?

Come ho detto in più di una occasione, a febbraio 2014 e’ nata una “nuova Federazione”, per usare una espressione utilizzata dal Vicepresidente vicario Franco Cappelletti. In effetti e’ proprio così, c’e’ un nuovo Presidente ed un nuovo Segretario generale, sono nuovi i rapporti che si stanno instaurando nel Consiglio e con i tesserati. La Federazione e’ molto complessa e succedere ad una personalità carismatica come quella di Matteo Pellicone è un compito notevole che sto affrontando con il massimo impegno, soprattutto per la convinzione che la nostra è una grande Organizzazione che ha sempre mostrato il suo valore e che ha ancora enormi potenzialità da realizzare. Io vedo la nostra Federazione come un grande arco che noi tutti tendiamo: i dirigenti, gli allenatori, gli arbitri, gli appassionati, mentre la freccia che ha l’obiettivo di centrare il bersaglio, rappresenta i nostri atleti. Perciò possiamo vedere il risultato di un atleta di alto livello come un lavoro che mette insieme tanti fattori: tanto duro allenamento che coinvolge i compagni di squadra, i tecnici, il preparatore atletico, il fisioterapista, il medico, lo psicologo, i dirigenti e persino il pubblico e gli appassionati. Questo e’ uno degli aspetti che sto seguendo maggiormente perché l’atleta talentuoso non può arrivare al risultato senza il supporto di tutto il team. Di questo sono convinto e per questo che insisto e insisterò sul lavoro di squadra.

Presidente, che cosa non ha funzionato secondo Lei e secondo tutto il Consiglio di settore nella precedente direzione tecnica del Judo? E perché si è scelto di rimuovere il DT e di non mettere mano a tutto lo staff tecnico?

Il Consiglio di settore, dopo le Olimpiadi di Londra, ha introdotto un forte cambiamento designando un DT non inserito nei Gruppi Sportivi Militari. Sapevamo, però, che ciò avrebbe necessitato di una valutazione in corso. Dopo un congruo periodo ci e’ sembrato chiaro che erano necessari degli aggiustamenti. Purtroppo Raffaele Toniolo ha manifestato l’impossibilità di essere presente in maniera più continua nei raduni collegiali della squadra a causa dei suoi impegni di lavoro e questa sua assenza ha causato numerosi malintesi all’interno del settore tecnico. Il Consiglio ha ritenuto che la presenza costante del Direttore Tecnico a Roma fosse un aspetto di fondamentale importanza e, dopo un’attenta analisi, è stata presa la decisione di avvicendare Toniolo. Ma ribadisco ancora una volta che la motivazione principale che ha guidato la scelta del Consiglio di settore e’ stata la non presenza del DT al Centro Olimpico di Ostia. Non è mai venuta meno la stima per le capacità e le competenze tecniche né sue né di nessun membro dello Staff.

Una critica mossa al DT Raffaele Toniolo da alcuni tecnici e’ stata quella di aver tutelato in particolare gli atleti del proprio club e quelli del club del fratello, ovvero dell’Akiyama Settimo Torinese. Questo e’ un altro motivo che ha inciso sulla scelta del consiglio di settore?

Non e’ questo il punto. La poca armonia nello Staff tecnico, ripeto, dovuta all’assenza in collegiale del DT, ha creato un clima troppo individualistico. Questa cosa chiaramente non doveva accadere. Ripeto che la metafora dell’arco è quella che ci rappresenta. Siamo intervenuti per ricreare l’armonia che si era perduta e che è essenziale per massimizzare il lavoro degli atleti.

Qual e’ il Suo ruolo all’interno della commissione tecnica e qual e’ il ruolo del segretario generale Ing. Benucci?

Nessuno di noi ha competenze tecniche judoistiche, va da sé che il nostro ruolo è quello di facilitare la “normalizzazione” della situazione. Si tratta, chiaramente, di una fase transitoria nella quale abbiamo assunto una posizione super partes, di garanzia della più ampia trasparenza possibile.

Quando comincerà a lavorare con i nostri atleti il tecnico giapponese e che ruolo svolgerà nel dettaglio? Possiamo considerarlo il nuovo Direttore Tecnico a tutti gli effetti? 

Il maestro Kiyoshi Murakami, 8° dan del Kodokan, è arrivato in Italia lo scorso 22 gennaio e ha già iniziato a lavorare con il nostro Staff. È stato scelto in quanto è la persona che meglio concilia la cultura orientale con quella occidentale e le sue competenze tecniche sono note a tutti. Il suo ruolo è quello di Consulente tecnico della Commissione Tecnica Nazionale e, per riprendere le parole del Vicepresidente Cappelletti, è un “valore aggiunto” per lo Staff tecnico. In questa fase, scegliendo di non nominare un Direttore Tecnico, ma una Commissione, il Consiglio non ha voluto che ci fosse una struttura classicamente gerarchica. Anche il ruolo del Consulente tecnico deve essere considerato super partes, il maestro Murakami sarà presente a tutti i raduni collegiali visionando ed intervenendo dove e quando ce ne sarà bisogno. Sarà l’indicatore della Commissione per le scelte tecniche e organizzative, ma le decisioni scaturiranno da un lavoro collegiale, su questo voglio essere chiaro.

Come mai si e’ passati ad un staff tecnico dedicato alla classe Juniores?

Molto tecnici hanno chiesto maggiore attenzione per i propri atleti quando sono nelle squadre nazionali, in particolare nelle classi giovanili, dove capita più spesso che un ragazzo si trovi per la prima volta in ritiro con la nazionale. Abbiamo accolto questa richiesta con uno Staff dedicato che sia concentrato sulle esigenze degli atleti più giovani; lo scopo è dare attenzione a tutti.

Il Consiglio di novembre ha nominato Laura Di Toma “Responsabile delle Rappresentative Nazionali”, Massimo Sulli “Responsabile della nazionale universitaria”,  Paolo Natale “Responsabile degli allenamenti interforze”. Quali sono i loro ruoli? In particolare, linserimento del Maestro Massimo Sulli non e’ forse una scelta che riequilibra i rapporti tra tutti i club militari? Non era piu’ opportuno nominare un esponentne del mondo sportivo universitario?

Come ho già detto l’obiettivo del Consiglio e mio è quello di rendere possibile la migliore armonia all’interno del settore Judo. Le Commissioni sono state ridefinite in base a questa esigenza prioritaria e sono certo che le persone designate come responsabili dei vari momenti della vita judoistica, universitaria, interforze, di rappresentanza nazionale, sono le più idonee a contribuire a raggiungere questo essenziale scopo. Ribadisco che dobbiamo fare “gioco di squadra” per far evolvere il nostro mondo, tutti devono mettere in campo le proprie risorse per il bene comune.

La nomina del Maestro Gaetano Minissale come Suo consigliere da cosa scaturisce e quali obiettivi vuole perseguire?

Per rimanere nel tema del “gioco di squadra” considero importante avvalermi dell’esperienza e delle capacità di una personalità di spicco come quella del Maestro Minissale. C’è bisogno della collaborazione di tutti e a tutti, secondo le loro competenze, ho chiesto collaborazione.

Se da un lato la liberalizzazione totale può avvantaggiare gli atleti più abbienti, non ritiene che questa lacuna possa essere colmata dando delle borse di studio o quanto meno dei rimborsi per i migliori atleti che hanno meno reddito oppure che non l’hanno per niente?

Ne abbiamo già parlato in Consiglio, sopratutto per le fasce giovanili. Le liberalizzazioni sono più facili per le Regioni di confine, andare all’estero è meno oneroso. Stiamo pensando al modo migliore per erogare dei premi per Club e Atleti che si trovano in Regioni geograficamente meno felici: mi riferisco in particolare alle zone del sud Italia. Il nostro obiettivo è dare pari opportunità a tutti. Bisogna utilizzare la “buona politica” per trovare delle soluzioni che accontentino tutti o quasi.

 Lei pensa che sia possibile affiancare tecnici di club e tecnici federali, sia in gara sia in collegiale?

Non è un’idea nuova, in numerose occasioni in passato i tecnici di Club hanno lavorato fianco a fianco con lo Staff federale anche in gara e da questa collaborazione c’è sempre stato un arricchimento reciproco. La cooperazione è possibile nella misura in cui esiste reciproca collaborazione e si riesce a fare “lavoro di squadra”. Attraverso lo scambio continuo tra tecnici federali e Club, possiamo ambire ad una crescita anche di chi gestisce l’attività degli atleti nelle squadre giovanili.

Al fine di recepire il nuovo regolamento di giustizia sportiva recentemente modificato dal CONI, e’ stato cambiato lo Statuto. Sebbene il regolamento consenta in questo caso straordinario di non passare per l’Assemblea, come mai la FIJLKAM ha intrapreso questa strada mentre altre Federazioni hanno preferito convocare l’Assemblea?

L’11 giugno 2014  il Consiglio Nazionale del CONI ha autorizzato il Presidente Malagò a nominare per ciascuna Federazione un commissario ad acta per procedere alle modifiche statutarie e del regolamento di giustizia federali ai fini dell’adeguamento alle norme indicate dalla “Commissione di Giustizia”. Lo stesso CONI ha imposto tempi strettissimi per l’adeguamento degli Statuti per la parte riguardante la Giustizia Sportiva. Anche noi, come tutte le altre Federazioni Sportive, abbiamo proceduto con l’adeguamento richiesto.

Sempre a proposito dello Statuto federale, in Assemblea lo scorso 1 febbraio 2014 ha promesso che avrebbe messo mano allo Statuto. A che punto siamo su questo aspetto?

Come ho già detto lo Statuto può accogliere nuove istanze, fermo restando i principi informatori stabiliti dal CONI. Possiamo riflettere su modalità diverse dalle attuali per l’attribuzione del punteggio alle Società, ma dobbiamo stare attenti a non creare situazioni che si prestino ad interpretazioni poco democratiche. Il dialogo con le diverse anime della nostra famiglia esiste e lo stiamo portando avanti con il Consiglio federale; dobbiamo studiare insieme la strada che condurrà al futuro della nostra Federazione. Voglio ribadire che siamo tutti coinvolti in questo cammino, lo dobbiamo fare insieme nel modo più costruttivo.

Che cosa ne pensa invece di valorizzare l’attività’ regionale affiche’ contribuisca all’assegnazione di punti in Assemblea?

Ho già detto che voglio la partecipazione di tutte le Società nel trovare la soluzione migliore su questo tema perché dobbiamo chiarire come, per usare le tue parole, valorizzare l’attività regionale. Innanzitutto occorre chiarire di quale attività regionale stiamo parlando: delle qualificazioni nelle singole Regioni? E qui si pone il problema della disomogeneità sul territorio. Allora parliamo di accorpamento delle Regioni più piccole? Possiamo ipotizzare questo associato alla ranking? Insomma, le ipotesi sono tante. Dobbiamo contemperare la buona organizzazione durante la gara con gli atleti che ben rappresentano il territorio; possiamo trovare la soluzione migliore se sapremo lavorare tutti insieme. Faremo una sorta di “censimento” sul territorio e tutte le Società potranno esprimersi al riguardo, sono certo che da questo coinvolgimento usciranno le proposte che ci guideranno nelle scelte.

Qual e’ il Suo più grande desiderio come Presidente della FIJLKAM? Che cosa Le piacerebbe accadesse?

Sogno una grande Federazione, con atleti all’altezza dei nostri grandi del passato, che abbiano le migliori condizioni per arrivare ai più grandi risultati internazionali e, in primis, alle Olimpiadi. E sogno che la grande eredità di Matteo Pellicone, la passione che lo ha sempre mosso in tutta la sua lunga carriera, venga accolta per la crescita comune della nostra grande famiglia sportiva.

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  1. precupo says:

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  2. Porcari Giuseppe says:

    Gent.mo Presidente
    Ho letto con molta attenzione l’intervista da lei rilasciata a ItaliaJudo e devo dissentire su alcune sue dichiarazioni.
    Lei dice che dal Febbraio 2014 e’ NATA UNA NUOVA FEDERAZIONE ( anche se usa una espressione del V.P.Vicario FRanco Cappelletti ), ma la sua espressione qual’e'? Ci crede davvero quando fa’ certe affermazioni o si diletta a mortificare le nostre intelligenze?
    Peccato che, di nuovo, in un anno non sia emerso nulla, anche se sono stati invertiti i fattori il risultato non e’ cambiato,non cambia e non cambiera’.
    Non e’ una visione pessimistica, o disfattistica, la mia e’ una risultante di 60 anni di appartenenza a questa Federazione di cui 40 condivisi, con molta criticita’,DICHIARATA, alla dirigenza.
    Quando lei dice che e’ cambiato il Presidente,ed il Segretario Generale, dimentica di dire, che nella gestione di questa Federazione, non e’ cambiato il metodo,umn metodo chiuso, sordo ,assolutistico e unidirezionale, che si diverte a giocare al VECCHIO GIOCO DELLE TRE CARTE, ma che purtroppo, le CARTE SONO TRE E SONO SEMPRE QUELLE.
    E proprio perche’ la nostra Federazione ha ancora, nonostante tutto,delle grandi potenzialita’ avrebbe bisogno di tutta altra attenzione, di grande rispetto verso tutti gli atleti di valore E NON,verso tutte le Societa’, gli Insegnanti ed i Dirigenti che la compongono.
    Lei ha dichiarato nell’assemblea di Febbraio che, avrebbe reso questa Federazione, piu’ moderna e piu’ democratica rivedendo LO STATUTO.
    FORSE E” SU QUESTO CHE SI COSTRUISCE UNA NUOVA FEDERAZIONE
    Ora dalle sue dichiarazioni, non solo non solo rimanda questo impegno assunto, ma parla, DI SITUAZIONI CHE POTREBBERO CREARE INTERPRETAZIONI POCO DEMOCRATICHE.
    Forse le sfugge, che quando si parla di democrazia, IL NOSTRO STATUTO, deve rivedere quelle parti dell’ART 14 ELEGGIBILITA” E CANDIDATURE e dell’ART 19 I CONSIGLI DI SETTORE che rendono la nostra Federazione incapace di generare un rinnovamento all’interno delle proprie strutture, dove per NUOVA FEDERAZIONE vediamo il vecchio che resiste, inamovibile a dispetto dei Santi e dei principi informatori stabiliti e voluti dal CONI
    Per quanto riguarda la parte tecnica, devo convenire che la scelta dello staff tecnico della squadra Juniores e’ di Suprema Eccellenza
    Mi complimento, con LAURA DITOMA,con MASSIMO SULLI e con PAOLO DI NATALE per il nuovo incarico ricevuto ed auguro loro buon lavoro, con la speranza che non si tratti dell’ennesima strategia Federale, guidata dalla Commissione Tecnica,DEL FARE PER NON FAR FARE e gli addetti ai lavori mi capiscono benissimo, poiche’ questo sistema e’ stato adottato, dalla Federazione in passato moltissime volte.
    Vorrei pero’ farle una domanda: come mai Massimo Sulli, nonostante abbia dimostrato una grandissima capacita’ arbitrale internazionale, non lo vediamo presente tra i migliori arbitri mondiali, magari componente di una commissione Internazionale?
    Perche LAURA DI TOMA e PAOLO DI NATALE non fanno parte dello staff tecnico Europeo come molti loro colleghi Francesi o delle altre nazioni
    Dire che sono tutti e tre tecnici di spessore ( Ne abbiamo tanti altri) che pero’ vengono sempre fermati, nei lidi nazionali.
    Mi rifiuto di pensare che non vengono proiettati in campo Internazionale perche’ ,magari, non sanno la lingua Inglese.
    Ecco perche’ temo che questa buona iniziativa finira’ come le altre, immiserita da una ingerenza che non permettera’ di esprimere a questi, prescelti, le loro potenzialita’,GIA’PER LA VERITA’sperimentata in passato dalla stessa Federazione e strumentalizzata al solo uso Federale.
    Quando lei Sig. Presidente,dice di volere fortemente un gioco di squadra, deve convenire che la squadra si forma con giocatori che parlano la stessa lingua ed ascoltano le esperienze e la capacita’ dell’allenatore.
    Ora noi partiamo dalla realta’che non abbiamo una sola squadra ma TRE( JUDO LOTTA KARATE ) con allenatori diversi che non parlano la stessa lingua e non hanno nulla in comune se non la Forzata Convivenza in una unica Federazione.Ed e’ qui che le situazioni si fanno complicate, dove le esigenze di un Settore, ES. IL JUDO,vengono mortificate e tenute inamovibili e sottoscacco dalle esigenze o volonta’ degli altri o di uno dei tre settori a seconda degli interessi della Presidenza.
    Ma allora Presidente,come fa a parlare CITO QUANTO DA LEI DETTO
    ” MA DOBBIAMO STARE ATTENTI A NON CREARE SITUAZIONI CHE SI PRESTINO AD INTERPRETAZIONI POCO DEMOCRATICHE.
    Ma dove la vede la democrazia nel nostro ordinamento federale, non mi verra’ a dire che il cambiamento di un punteggio da attribuire alle societa’ potra’ far scaturire, NELLA NOSTRA FEDERAZIONE una peggior o miglior democrazia?
    Forse le sfugge, che la DEMOCRAZIA all’ interno del nostro STATUTO
    e’ inesistente quando si pretende di blindare la PRESIDENZA FEDERALE O LA FORMAZIONE DEL CONSIGLIO FEDERALE ad una forzatura legata ai TRE SETTORI che non esprimono, e non esprimeranno mai il loro consenso ad un candidato, se non DESIGNATO DALL”ALTO, E’ questa la democrazia di cui parla?
    Se una disciplina di un Settore ha un problema, e decide di esprimere il dissenso con le sue Societa’per un cambiamento nel proprio Settore, non lo puo’ fare perche’ legato dallo STATUTO alla decisione degli altri Settori e forse questa la democrazia di cui parla?
    E potrei andare avanti ,con esempi, all’infinito ma mi fermo qui,
    augurandomi, che lei Presidente non parli piu’ di DEMOCRAZIA del nostro STATUTO ma che agisca affinche’ il nostro Statuto diventi con i cambiamenti veramente DEMOCRATICO, e che la sua PRESIDENZA diventi una PRESIDENZA ACCLAMATA ED ELETTA E NON SOLAMENTE IMPOSTA.

    • Paolo Natale says:

      Bom dia.
      Eu falo portogues, y tambien hablo y entendo un poco de espanol.
      J’ avais connu le Maitre Murakami apres le tournois de Paris en
      1990, pendant la periode de developpement du judo feminin olympic
      sponsorisee par Mikihouse.
      Thanks to Mr. Porcari for your words, but I guess that the problem is not only the language.
      Cordiali saluti
      Paolo Natale

      • laura says:

        Quanto a Lei Dottor Paolo Natale, posso solo dire che, come sempre, è il più “AVANTI” di tutti….

    • laura says:

      Nonostante non la conosca personalmente, le porgo i miei più sentiti complimenti per aver espresso, sebbene non esaustivamente, le criticità della nostra Federazione e della Presidenza in primis, ma non solo.
      Sembra che essere schietti ed onesti intellettualmente e moralmente sia una rarità, se non addirittura un difetto e di sicuro un penalità nel DECADENTE e VETUSTO sistema FIJLKAM.
      Nella speranza viva che ci siano VERI cambiamenti, per il bene del JUDO porgo,
      sentiti ringraziamenti e cordiali saluti.
      L.M.

  3. Vittorio Serenelli says:

    Grande Paolo!!!

  4. Porcari Giuseppe says:

    Gent.ma LAura gent.mi appassionati
    il cambiamento di questa Federazione dipende da noi.
    Dobbiamo mettere insieme le nostre intelligenze, le nostre idee. le nostre proposte, dobbiamo con forza far sentire la nostra voce, esprimere il nostro dissenso con fermezza.
    Tutto questo va fatto per far capire ai nostri dirigenti, e chiamo in causa i consiglieri federali con il V.P. Cappelletti che non siamo, un branco di pecore, come amano definirci,o non abbiamo l’anello al naso,come spesso ci etichettano.I nostri consiglieri federali si facciano interpreti di questo cambiamento, se hanno a cuore le sorti dl Judo Italiano, il nosrto V.P.Capelletti con tutti i consiglieri federali, sa’ benissmo che nel panorama delle federazioni del CONI , la FIJLKAM e’ quella che ha il peggiore degli Statuti, fuori da qualsiasi logica di democrazia interna ed esterna. Non abbiano paura di confrontarsi con il nuovo, se uno e’ bravo non deve trincerarsi dietro i veti ,le furbizie , si abbia il coraggio di cambiare e se sono bravo saro’ eletto con il consenso della base e non con i compromessi le vendite all’asta di DAN di POSTI VARI nelle mille commissioni create a posta da questa federazione per accontentare e prenderci in giro tutti.Sollecitiamo i nostri dirigenti a fare il loro dovere,a non appropriarsi solo della sedia, diano gli indirizzi al presidente Federale Dott. Falcone affinche’ riporti questa federazione all’onore di essere tale. Andiamo avanti tutti insieme per il cambiamento.

  5. Gianluca says:

    Leggendo la risposta del Maestro Natale mi sovviene un interrogativo: ma allora che i motivi siano veramente da cercare altrove?! Pensiamo veramente che non sia un problema di lingua?! NON CI POSSO CREDERE!!!

  6. Porcari Giuseppe says:

    Grazie Gian luca della sua partecipazione, continuiamo a chiederci il perché delle tante anomalie che questa Federazione ci riserva.
    Continuiamo a chiederci perché dopo 50 anni il nostro Judo non può esprimere una sua autonomia politica gestionale.
    Perché i nostri cugini Francesi hanno portato avanti la loro Federazione facendola diventare tra le Federazioni più prestigiose della Francia e del Mondo UN MILIONE DI TESSERATI, proteggendo e qualificando, con il diploma di stato, i propri insegnanti, sostenendoli con una grande politica di espansione e con le innumerevoli iniziative inserite in un serio programma Federale?
    FORSE SONO PIU’ INTELLIGENTI DI NOI? NON CREDO.SICURAMENTE HANNO DEI DIRIGENTI CHE POSSONO OCCUPARSI, IN AUTONOMIA, DELLA LORO DISCIPLINA.
    Continuiamo a chiederci perché noi non sappiamo quanti tesserati siamo e perché dobbiamo essere tra le CENERENTOLE delle Federazioni, inquadrati tra gli sport minori ?
    Forse perché abbiamo dei dirigenti distratti da altre necessità? O perché mantenendo il nostro Judo ai minimi storici, non farlo apparire, non farlo crescere, non valorizzarlo è un ottimo sistema per amministrarlo senza problemi?
    Queste domande questi interrogativi devono farci pensare e se non vogliamo farci ridurre ,in senso buono,NUMERICAMENTE come la LOTTA ,che va rispettata e rispetto quale regina tra gli sport dobbiamo intervenire e partecipare al nostro cambiamento cominciando dallo STATUTO : PARLIAMONE

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