Intervista ad Elisabetta Fratini, official IJF

06/06/2012 Un orgoglio per tutti gli italiani. Persona molto disponibile e di grandissima simpatia, rappresenterà l’Italia a Londra 2012. Non è un atleta, ma un ufficiale di gara. Parliamo di Elisabetta Fratini, 47enne di Spilimbergo, “official” dell’IJF (International Judo Federation). Per Elisabetta, la convocazione alle Olimpiadi era nell’aria da un po’, ma la certezza è [...]

Pubblicato da Alpeadriajudo.it il 4 set 2013 in

06/06/2012 Un orgoglio per tutti gli italiani.

Persona molto disponibile e di grandissima simpatia, rappresenterà l’Italia a Londra 2012.

Non è un atleta, ma un ufficiale di gara.

Parliamo di Elisabetta Fratini, 47enne di Spilimbergo, “official” dell’IJF (International Judo Federation).

Per Elisabetta, la convocazione alle Olimpiadi era nell’aria da un po’, ma la certezza è arrivata in occasione degli Homologation test che si sono conclusi nei giorni scorsi e che tutte le discipline olimpiche hanno effettuato a Londra con delle simulazioni di gara gestite dagli staff internazionali.

Leggiamo le sue parole.

 

Qual è stato il percorso di Elisabetta Fratini per arrivare alle Olimpiadi e quali sono le mansioni?

«Praticamente eseguiamo tutte le operazioni che danno ufficialità alla competizione, dall’accredito delle delegazioni, alla gestione dei sorteggi, la registrazione degli incontri, il sorteggio delle terne arbitrali e poi controlliamo la correttezza dei dati prima di metterli on-line in tempo reale. È un lavoro affascinante che, soprattutto in questi ultimi quattro anni ha vissuto un’evoluzione enorme, con la diretta streaming di tutte le gare del circuito europeo e mondiale, la trasmissione dei risultati real-time sul web. Quando ho iniziato, nel 2003 come assistente di Franco Capelletti, al tempo capo dei direttori sportivi EJU, non c’era ancora nulla di tutto questo e pensare di vedere una gara di judo, o conoscerne i risultati in diretta non era nemmeno un sogno».

 

Quali sono le qualità più importanti che devi saper esprimere per fare questo lavoro?

«La più importante ritengo sia la conoscenza delle lingue straniere (Elisabetta parla inglese, francese, giapponese, spagnolo e tedesco, ndr), poi una discreta capacità informatica (ad ogni gara lo staff monta e smonta tutta l’attrezzatura che viene messa in rete, ndr) e tantissima pazienza e precisione, soprattutto nel compilare la World Ranking List, mia competenza specifica in cui un punto segnato in più o in meno ad un atleta può fare una differenza enorme. In ogni caso, da settembre 2010,  questo è diventato il mio lavoro e nel 2011 sono stata in viaggio per 305 giorni, toccando 40 nazioni in 5 continenti e, a spanne, sono stata in aereo complessivamente almeno due o tre settimane».

 

Cos’è che ti affascina di più in questo lavoro e che emozione ti dà andare alle Olimpiadi?

«È affascinante il mondo del judo sportivo in sé, dalla dirigenza composta di persone speciali, ai coach, arbitri ed atleti con i quali, con l’andare del tempo, si instaura un rapporto di amicizia. L’Olimpiade per me è come per l’atleta il sogno di una vita. È l’espressione più alta dello sport ed esserci dentro è molto emozionante. Anche se continuo a gestire volentieri anche il Criterium Giovanissimi quando mi capita di essere a casa…».

 

 

In bocca al lupo ad Elisabetta per questa importante esperienza di Londra 2012!

 

 

 

 


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