Intervista ad Assunta Galeone: la regina dei 78 kg

Intervista ad Assunta Galeone: la regina dei 78 kg

Dopo un periodo di assenza tornano le interviste sulle pagine di Italiajudo. Prima ospite del 2017 è Assunta Galeone che con la vittoria del suo 7° titolo italiano assoluto, ci ribadisce l’importanza di disputare questa importante competizione, molto spesso snobbata, anche quando non esistono reali motivi per farlo. Assunta fa parte della “famiglia” delle Fiamme Gialle che ha riabbracciato, ma questa volta in veste di tecnico Ylenia Scapin, che con Massimo Sulli ha creato un mix vincente e i risultati sono dalla loro parte. Vi lascio alla lettura dell’intervista non prima di aver ringraziato ancora una volta Assunta e il Gruppo Sportivo Fiamme Gialle per la disponibilità.

Pubblicato da A. Cau il 21 feb 2017 in Iglesias

Dopo qualche periodo di assenza ritornano su Italiajudo le intervista e la prima ospite  del 2017 è Assunta Galeone, fresca vincitrice del suo 7° titolo Italiano Assoluto. Conosciamo tutti Assunta, più conosciuta come Susy, regina dei 78 kg in Italia. E’ un piacere ed un onore averla sulle nostre pagine. Buona lettura.

1) Ciao Assunta, iniziamo col farti i complimenti per la conquista del tuo 7° titolo italiano assoluto. Che cosa ti spinge a salire ancora sul tatami degli assoluti dopo aver calpestato i tatami più importanti al mondo.
Grazie prima di tutto. Ho da sempre un grande rispetto per gli Assoluti, e non sempre ho condiviso la scelta di alcuni colleghi di “snobbare” questa importante competizione, soprattutto quando motivi validi per evitarla non ci sono. Agli assoluti devono partecipare tutti, e anche io!

2) Hai dedicato la vittoria alle Fiamme Gialle. Dallo scorso anno è rientrata in veste di tecnico Ylenia Scapin. In che modo il nuovo ruolo di Ylenia ha inciso su questa dedica?
Ylenia è stata una grande atleta e speravo potesse rappresentare un valore aggiunto per il nostro gruppo in veste di tecnico e cosi è stato. Insieme, lei e Massimo Sulli, sono un’ottima squadra e mi hanno tanto capita in quest’ultimo periodo e aiutata a ritrovare la mia forma psico-fisica, quindi ho sentito di dedicare a loro, ma anche a tutto il gruppo, questa vittoria.

3) Tokyo 2020 rientra tra i tuoi prossimi obiettivi?
Vivo oggi, pensando al massimo alla cena di questa sera, quindi day by day.

4) Uno dei punti centrali del prossimo quadriennio è senza dubbio il DT Murakami. Ci puoi raccontare per cortesia che cosa significa lavorare con un tecnico straniero e quali sono le maggiori differenze con il passato?
Io con il M° Murakami non ho mai avuto un rapporto diretto perché, anche se presente sul tatami, il suo ruolo per me è quello di direttore tecnico che coordina una equipe e non di allenatore. Per quanto mi riguarda non è cambiato nulla… a parte il saluto ad inizio allenamento!

5) Nuovi regolamenti. Dalle prime gare sembra che abbiano fornito indicazioni positive. La tua opinione?
Credo sia ancora presto per avere un’idea valida riguardo a questo nuovo regolamento. Fino ad ora, comunque, a me non dispiace.

6) Quale regola ti piace di piu e quale non avresti inserito?
Mi piace che si necessita di score per vincere, ma non mi piace che ci siano solo 3 shido quindi per contro in alcuni incontri non si vede judo positivo. Avrei lasciato 4 shido, oppure paradossalmente li avrei aumentati in modo da poter punire con immediatezza il judo negativo.

7) Quale invece avresti aggiunto?
Non saprei al momento cosa aggiungere, magari se ne riparliamo tra qualche tempo avrò una risposta migliore.

8) Alle scorse Olimpiadi non ti sei qualificata per pochi punti e per uno stop forzato nella parte finale della fase di qualificazione. Come hai affrontato quel periodo e qual è la lezione appresa, se ce ne stata una?
Sicuramente non è stato un periodo facile e resta un evento che ha segnato me come donna, ma soprattutto come atleta. Ho imparato che a volte è meglio fare un passo indietro quando non si è pronti abbastanza; ho imparato che è importante ascoltare gli altri, ma molto più importante e necessario è ascoltare se stessi. Nulla ci indirizza di più che le nostre sensazioni e ho imparato a dargli voce. Anche se gli altri non ti rispettano, la vera lezione da dare è rispettare comunque, ma senza aspettarti nulla.


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