Intervista ad Antonio Ciano

Intervista ad Antonio Ciano

All’indomani dei Campionati d’Europa Assoluti di Judo, svoltisi dal 24 al 27 aprile a Montpellier, Italiajudo ha intervistato Antonio Ciano, il capitano della nazionale italiana, olimpionico a Londra 2012 e gia’ vice campione continentale. Dalle sue parole, si evince una voglia di migliorare nonostante i 33 anni di eta’, ma anche una grande disponibilità verso [...]

Pubblicato da Ennebi il 8 mag 2014 in Bruxelles

All’indomani dei Campionati d’Europa Assoluti di Judo, svoltisi dal 24 al 27 aprile a Montpellier, Italiajudo ha intervistato Antonio Ciano, il capitano della nazionale italiana, olimpionico a Londra 2012 e gia’ vice campione continentale. Dalle sue parole, si evince una voglia di migliorare nonostante i 33 anni di eta’, ma anche una grande disponibilità verso tutti i  componenti della squadra.

Antonio, guardandoti combattere in questo Europeo ho avuto l’impressione che tu non fossi proprio in forma. Mi sbaglio?

In realta’ la forma c’era. Anzi, sento che sto tornando in forma, quella dei bei tempi. Piuttosto ho accusato l’impatto con la competizione, che e’ stato emozionante. Anche se ho una certa esperienza, l’emozione si fa sempre sentire ed e’ una compagna che non mi lascia mai solo in queste occasioni. E’ inutile nasconderlo e, purtroppo, non e’ vero che la tensione della gara e’ inversamente proporzionale all’esperienza. Per certi aspetti, avere più esperienza significa avere anche maggiore consapevolezza di cosa vuol dire affrontare una gara come il Campionato d’Europa.

Quali sono i due incontri che voi commentare del tuo Europeo?

Con l’atleta svedese, a mio parere, ho disputato il miglior incontro di questo Europeo. Con il bielorusso posso solo dire che mi si e’ spenta la lampadina. Lo avevo gia’ battuto a Baku, e non lo avevo per niente sottovalutato… posso solo dire di aver staccato la spina.

Il greco sembrava un atleta ampiamente alla tua portata. Non e’ cosi?

Si sono d’accordo con te. Il greco non e’ un atleta da finale per il bronzo in un campionato d’Europa, o quando meno non aveva tutte le carte in regola per poter arrivare dov’e’  arrivato. Tuttavia, qui a Montpellier ha superato se stesso e ha fatto un’ottima gara, battendo non solo me, ma anche il moldavo, poi ha perso per tre shido a due contro il georgiano e in finale con il tedesco ha perso per yuko solo al golden score.

E non hai nulla da dire per quanto riguarda le sanzioni? A me una e’ sembrata dubbia.

Anche secondo me la seconda sanzione che ho ricevuto era dubbia, non ritengo di essere stato passivo. Aggiungo pero’ che nell’ultimo minuto io avevo fatto ben 4 attacchi, e invece lui zero, oltre ad aver perso un po’ di tempo a terra. Il rammarico e’ piu’ sulla sanzione non data all’ultimo minuto, perche’ secondo me era un incontro dove dovevamo giorcacela al golden score.

Al di la della sanzione,  pensi che avresti potuto fare qualcosa di più?

Purtroppo non ci alleniamo solo noi, si allenano anche gli altri. Anche gli altri fanno le loro esperienze e anche gli altri migliorano. Il greco e’ stato un gradino superiore questa volta e anche se in allenamento mi e’ capitato di batterlo senza problemi, la gara e’ qualcosa di diverso. In gara c’e’ la suspance, si ha una diversa preoccupazione, c’e’ il pubblico, specialmente in un contesto come quello francese. Nel judo non conta chi e’ piu’ forte sulla carta. Il greco se l’e’ giocata come meglio poteva e, a mio avviso, se l’e’ giocata bene.

Ora ti aspetta il Brasile?

Si, dal 12 al 25 maggio saremo in Brasile ad allenarci. Credo sara’ una bella esperienza.

Confermi la tua corsa per Rio 2016?

Certo! Altrimenti non avrei fatto nemmeno gli Europei. Non avrei cominciato ad allenarmi come una volta senza un obiettivo importante come quello Olimpico e, aggiungo: non sono il tipo che comincia qualcosa per non portarla al termine. Mi impegnero’ con tutto me stesso per centrare la qualificazione. In realta’ avevo cominciato ad allenarmi duramente lo scorso anno, ma ho dovuto fermamrmi per alcuni infortuni, quali l’operazione al menisco a pochi giorni dai campionati italiani a squadre. Ho cercato di recuperare il piu’ in fretta possibile per fare la gara a suqadre e dare il mio contributo al team delle fiamme gialle. Purtroppo a Lignano mi sono infortunato di nuovo al gomito e all’alluce. Nonostante lo stop forzato, non mi sono arreso, ho dimezzato le ferie di Natale per rimettermi subito al lavoro, anche perche’ alla mia eta’ non posso permettermi di stare troppo tempo fermo. La macchina dopo un po’ si arruginisce e la devo sempre tenere in movimento. Cio’ per dirti che ho preso la decisione di tornare sul tatami con serieta’, determinazione e convinzione.

La concorrenza negli 81 kg all’interno della nazionale italiana con Massimiliano Carollo la vedi come una opportunità o come una minaccia?

Sicuramente e’ una opportunita’. Ci tengo a precisare che non c’e’ solo Massimiliano, c’e’ anche Luca Poeta, Giovanni Carollo e Matteo Marconcini. La competizione interna, quella sana come la nostra, non puo’ farci che bene ed e’ chiaramente una opportunita’ per migliorare prima e meglio. La cosa positiva e’ che la Nazionale ci mette in condizione di non essere nemici, si e’ fatto un discorso di squadra: dobbiamo essere prima di tutto un team forte ed ognuno deve cercare di prendere il meglio dall’altro. La qualificazione olimpica non si vince contro un compagno di squadra, piuttosto la si conquista in un Europeo, in un Mondiale e sui tatami internazionali. Quindi, io cerchero’ di prendere qualcosa da loro, anche perche’ ritengo che nonostante sono il piu’ anziano, a 33 anni posso ancora migliorare, e nel contempo cerchero’ di mettere la mia esperienza a disposizione dei miei compagni di squadra, inclusi tutti i ragazzi negli 81 kg. L’obiettivo e’ quello di migliorare tutti insieme. Sara’ poi il direttore tecnico, una volta che si sara’ confrontato con i collaboratori tecnici, a decidere i due titolari per le competizioni piu’ importanti. La cosa che e’ ci tengo a sottolineare, e’che se un compagno di squadra migliora, attraverso questi anche tutti gli altri possono migliorare. Mi fa piacere che tutti noi abbiamo ben recepito questo messaggio.

Secondo te, chi sono stati i migliori atleti di questo Europeo 2014?

Sicuramente Dex Elmont e Clarisse Agbegnenou.


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