Intervista a Nicola Moraci, Presidente della CNAG dal 2005 al 2016

Intervista a Nicola Moraci, Presidente della CNAG dal 2005 al 2016

Italiajudo ha avvicinato per telefono il Maestro Nicola Moraci, che ha cominciato a collaborare con le nazionali giovanili a fine degli anni 80, seguendo in questi anni tantissimi campioni come Pino Maddaloni, Roberto Meloni, Paolo Bianchessi e più recentemente Fabio Basile, Odette Giuffrida ed Elios Manzi, tanto per citarne alcuni.

Con Nicola Moraci abbiamo parlato dell’attività della nazionale cadetti di quest’anno. L’obiettivo è quello di fornire una chiave di lettura indipendente attraverso gli occhi di uno dei massimi esperti del settore, con una esperienza più che trentennale nella gestione delle squadre nazionali giovanili.

L’attuale CNAG si muove sul solco tracciato con enorme fatica proprio da Nicola Moraci, che assieme a Laura Di Toma per ben 12 anni ha condiviso l’onere e l’onore di seguire le nazionali giovanili in seno alla neo costituita CNAG. Moraci e Di Toma furono coadiuvati in un primo periodo da Raffaele Toniolo e successivamente, quando quest’ultimo è diventato D.T. della nazionale maggiore, da Sandro Piccirillo.

Foto: Franco Di Capua

Pubblicato da Ennebi il 3 set 2017 in Budapest

Maestro Nicola Moraci, la ringrazio per il tempo dedicatomi. Ha avuto modo di leggere la relazione dell’attuale CNAG pubblicata sul sito federale all’indomani dei mondiali U18 di Santiago del Cile?

Ho letto attentamente la relazione della nuova Commissione. Condivido l’analisi fatta dalla CNAG dove viene messa in risalto la grande mole di attività svolta dai club con la partecipazione ai tornei di Europ Cup ed ai vari training camp in giro per l’Europa.

Se il lavoro in gran parte viene svolto dai club, come il lavoro della CNAG può aiutare le società sportive e come Lei ha supportato i club nelle sua precedente esperienza in seno alla Commissione Giovanile? 

E’ indubbio che in questi ultimi anni a livello giovanile l’Italia si sia guadagnato sul campo una posizione tra le prime nazioni al mondo. Il format ITALIA che ho creato è stato copiato da diverse nazioni e molte mie iniziative inevitabilmente sono state riproposte dall’attuale CNAG. Mi riferisco al database, ai raduni della classe Esordienti B e agli Stage. I risultati che l’Italia dei cadetti ha ottenuto sono stati frutto, come ho sempre sostenuto, del lavoro dei tecnici dei club e dei grandi sacrifici che fanno le famiglie degli azzurrini. I responsabili della Commissione devono solo dimostrare di avere la capacità di organizzare al meglio le risorse e programmare l’attività tenendo conto delle varie esigenze.

Quando in un anno si hanno tre appuntamenti così importanti si finalizza tutto per il Mondiale. L’Europeo si può dire venga preparato dagli atleti nei propri club in quanto per motivi anche legati alla scuola un ritiro di pochi giorni non può certamente incidere su un risultato. Discorso diverso quando si ha la possibilità di avere un ritiro più lungo di preparazione degli EYOF e dei Mondiali. In questo caso, si permette ai tecnici della nazionale di dare un’impronta e dei piccoli correttivi ai cadetti convocati, colmando eventuali lacune.

Come valuta il 20esimo posto dell’Italia nel medagliere dei Campionati del Mondo Cadetti di Santiago del Cile? 

Per quanto riguarda il 20esimo posto nel medagliere ai Mondiali U18, dico che queste classifiche molte volte non rispecchiano il vero valore di una squadra. Mi permetto di muovere una critica che spero venga accolta in maniera costruttiva: io avrei fatto un ritiro più lungo in preparazione del Mondiale U18 conoscendo la difficoltà che nel mese di agosto molti club hanno nel reperire dei partner di alto livello con i quali fare allenare i propri atleti convocati. E’ logico che quando vi è un cambiamento ai vertici vi possa essere un miglioramento, una spinta in avanti oppure che si paghi lo scotto per inesperienza e incapacità di gestire determinate situazioni…

Secondo Lei, ha senso paragonare il numero di medaglie di quest’edizione dei mondiali U18 con la media del numero di medaglie ottenute nelle ultime edizioni?

Fa piacere che l’attuale Commissione sia riuscita ad ottenere un budget più elevato di quello che avevo a disposizione, portando in Cile ben 15 atleti, mentre il sottoscritto ha dovuto faticare molto per portare a Miami 4 atleti, ovvero Carlino, Prosdocimo, Carminucci e Manzi. Ricordo poi che quest’ultimo in quella occasione fu defraudato di un meritato titolo mondiale. Inoltre ritengo che sarà molto difficile, per una serie di circostanze, eguagliare i risultati ottenuti due anni fa dove alle Olimpiadi giovanili di Tblisi conquistammo con 12 atleti 5 ori, 1 argento ed 2 bronzi e dopo una settimana conquistare un titolo mondiale ed altre due medaglie.

Per rispondere alla Sua domanda, ha senso solo se si possono paragonare mele con mele. Le ho risposto?

Certo. E’ stato più che chiaro. Secondo Lei qual è la chiave di lettura che si dovrebbe dare a conclusione della stagione sportiva della nazionale cadetti? 

Quando si concludeva un Europeo, uno EYOF od un Mondiale non prendevo in considerazione le medaglie vinte, ma quelle che avevamo perso e quanto dovevamo fare per migliorare.

Ha apprezzato la decisione dell’attuale CNAG di allargare la rosa della nazionale cadetti, includendo la seconda squadra agli EYOF?

La scelta di schierare agli EYOF altri elementi in modo di allargare la rosa è stata sicuramente attentamente valutata dai 5 tecnici che compongono la CNAG. Quando si dispone di atleti di quasi identico livello credo sia giusto creare un’alternanza. In caso contrario, non sono cosi convinto che questa scelta abbia senso, cosi come non sono sicuro sia giusto negare l’esperienza di una Olimpiade ad un atleta che lo merita.

Che ne pensa della tanto discussa inclusione di Elisa Toniolo nella squadra dei mondiali U18?

Anche in questo caso, ritengo sia stata sicuramente una decisione attentamente valutata dai 5 tecnici che compongono la CNAG. Conosco troppo bene i maestri Piccirillo, Buongiorno, Zocco e Comi per pensare che si siano fatti condizionare dal nome dell’atleta ed immagino che essendo parte in causa, il DT Raffaele Toniolo non abbia partecipato alla decisione.

Lei avrebbe mai definito un quinto posto prima degli EYOF stessi come criterio sufficiente per la partecipazione ai mondiali? 

Probabilmente no.

Che cosa ne pensa della decisione di avere una CNAG formata da 5 componenti, mentre storicamente sono sempre stati 3? Lei ha una chiara idea di come si siano divisi i ruoli?

Sono convinto che sia stato un bene avere allargato la commissione a 5 elementi; quando eravamo solamente 3 dovevamo fare dei veri e propri salti mortali per conciliare gli impegni della nazionale con quelli personali. Per quanto riguarda la definizione dei ruoli, mi sembra che siano stati definiti in un comunicato federale.

Come prendeva le decisioni quando presiedeva la CNAG? 

Ho sempre cercato di prendere delle decisioni condivise non solo all’interno della CNAG ma sopratutto con i club. Nella maggior parte dei casi ci sono riuscito, ma chiaramente questo non è sempre possibile. Ritengo che se esiste un Presidente di Commissione significa che questi debba decidere assumendosene le responsabilità.

Per esempio, lo scorso anno quando ho dovuto fare le convocazioni per i Campionati d’Europa avevo trovato consenso all’interno della CNAG nella scelta di portare Nicolle D’Isanto, ma non vi era condivisione con alcuni club. Ho preso la decisione di portarla e me ne sono assunto le responsabilità. Poi Nicolle ha conquistato la medaglia e ho dimostrato di avere ragione.

Interessante. Visto che se n’è assunto le responsabilità, cosi come ha appena affermato, che cosa avrebbe fatto nel caso Nicolle D’Isanto non avesse conquistato una medaglia agli Europei?

Avrei rimesso il mio mandato nella mani dei consiglieri federali.

 

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