Laura Di Toma: «Bisogna decidere da che parte stare e metterci la faccia»

Laura Di Toma: «Bisogna decidere da che parte stare e metterci la faccia»

Italiajudo vi propone l’intervista a Laura di Toma, candidata al Consiglio Nazionale della FIJLAKM in rappresentanza degli insegnanti tecnici per il settore Judo.

Pubblicato da Ennebi il 12 feb 2021 in Barcellona, ESP

In un periodo difficile come questo, con quali strumenti pensa di aiutare le società sportive nel caso Lei dovesse essere eletta?

Il contatto è essenziale nel judo ed è essenziale nella vita di tutti i giorni. Proprio tramite il contatto, la pratica del judo ha portato sia bambini che adulti a molteplici benefici che si possono misurare in salute fisica, emotiva e mentale. In pratica, il contatto è essenziale per il benessere delle persone. Ci sono molteplici società sportive, grandi e piccole, che grazie al collegamento famiglia-scuola-sport e alla pratica del judo sono riusciti a trovare una soluzione per i bambini piú problematici. Per ricominciare, ritengo sia importante pubblicizzare attraverso ogni canale possibile non solo i valori positivi legati al judo, ma anche i benefici che derivano dalla pratica della nostra disciplina sportiva. In questa maniera potremo ri-attivare il collegamento famiglia-scuola-sport ed al tempo stesso acquisire nuovamente la fiducia dei genitori rispetto a quello che abbiamo fatto in passato e ciò che torneremo a fare in futuro. La Federazione giocherà un ruolo chiave nel pubblicizzare in maniera massiva attraverso ogni mezzo – televisione, radio e social network sono solo alcuni esempi – i messaggi positivi legati al judo e sarà altrettanto importante coinvolgere i comitati regionali.

Lei ha ricoperto il ruolo di Team Manager delle squadre nazionali. Qual è il resoconto della Sua esperienza all’interno della commissione tecnica nazionale?

Vengo dal territorio ed entrare nella direzione tecnica è stata per me una esperienza importante. Da un lato mi ha permesso di conoscere meglio le problematiche della squadra che si sta preparando per la sfida Olimpica, dall’altro lato mi ha dato l’opportunità di portare all’attenzione dei tecnici federali anche le problematiche degli atleti del territorio, ovvero dei giovani agonisti che scalpitano per poter entrare nel club della nazionale. Non è stato un lavoro facile e ritengo che si possa migliorare dal punto di vista del coinvolgimento dei comitati regionali. Il COVID ha frenato il piano di crescita che coinvolge i territori e credo che bisognerà ripartire da questo punto.

Proprio in funzione della Sua esperienza come Team Manager all’interno della commissione tecnica nazionale, come vede il ruolo del direttore tecnico e del proprio staff?

La direzione tecnica deve essere molto forte sia nel prendere le decisioni legate alla squadra olimpica sia per quanto riguarda le classi cadetti e juniores. È fondamentale che la direzione si interfacci con tutte le commissioni. Non è possibile fare altrimenti: ci deve essere un collegamento forte ed uno scambio di informazioni sugli atleti e sui programmi. La collaborazione tra tutto lo staff tecnico ed i club, dove la maggior parte degli atleti si preparano, è indispensabile. Il COVID ci ha insegnato che la comunicazione può avvenire in tanti modi anche a distanza e nel futuro dobbiamo fare tesoro di questo insegnamento.

Secondo Lei attualmente ci sono in Italia insegnanti tecnici all’altezza di ricoprire il ruolo da direttore tecnico oppure bisognerà andarlo a cercare all’estero?

In Italia ci sono tecnici molto capaci di poter assolvere la funzione di Direttore Tecnico della Nazionale. È chiaro che ci deve essere un collegamento con la politica federale: Presidente, Consiglieri e Direttore Tecnico dovranno chiarire ruoli e responsabilità, in modo che sia chiaro quali sono i perimetri di azione di ognuna delle parti in causa.

Quali sono le tre priorità che porterà all’attenzione del Consiglio al fine di elevare il movimento judoistico italiano sia dal punto di vista tecnico che tattico?

La formazione è senza dubbio la cosa piú importante e deve interessare tutti, dal tecnico della piccola società ai tecnici delle società piú grandi. Il collegamento con il mondo della scuola è altrettanto importante. Oggi giorno alcune società già entrano nelle scuole. Ritengo tuttavia che manchi un progetto comune che possa intensificare la relazione tra judo e scuole. In ultimo, mi piacerebbe vedere un piú stretto collegamento con il mondo politico, come ad esempio il Ministero dello Sport e dell’Istruzione. In quest’ultimo caso la Federazione dovrà incidere e farsi sentire. Ci sono tante realtà che hanno portato avanti in piena autonomia progetti importanti. Ritengo che la Federazione abbia il compito di raccogliere queste informazioni, capitalizzarle per poi farle proprie, visto che una Federazione ha piú forza rispetto alle singole iniziative, soprattutto dopo un periodo così difficile.

Come potremmo capitalizzare l’esperienza degli atleti di alto di alto livello che terminano l’attività agonistica e che non hanno esperienza come allenatori?

Da atleta non avrei mai pensato di cimentarmi nell’insegnamento. Quando sei atleta pensi solamente ai tuoi obiettivi. Quando ho terminato l’attività agonistica ed ho deciso di insegnare, ho trovato molte difficoltà, principalmente legate alla formazione. Infatti, sono andata a cercarmi le opportunità formative principalmente in Francia. Per gli atleti che smettono è importantissima la formazione, che deve essere graduale. È chiaro che non possono andare immediatamente a gestire una squadra nazionale. Ritengo che possiamo sfruttare la loro esperienza sia all’interno dei Comitati Regionali, nel territorio, sia all’interno delle squadre nazionali. Avrebbe molto senso continuare a convocarli e affidare loro gli atleti piú giovani sotto la guida dello staff tecnico, che ha piú esperienza. In questa maniera, potremo riscontrare una crescita piú veloce ed omogenea degli atleti di alto livello che decidono di cimentarsi nell’insegnamento.

Lei ritiene che la FIJLKAM abbia una gestione trasparente?

Ritengo che si possa fare di piú dal punto di vista della comunicazione, che deve essere ben gestita. La Federazione deve tenere tutti aggiornati sulle iniziative che sta intraprendendo. Per esempio, ho saputo che durante questa pandemia spesso e volentieri i nostri vertici federali si sono interfacciati con il CONI, con il Ministero della Salute e con Sport e Salute. Tuttavia, non credo che questi sforzi siano stati ben comunicati. A tal proposito, ribadisco ancora una volta l’importanza di utilizzare ogni mezzo a nostra disposizione per comunicare in maniera efficace ed efficiente anche a distanza.

Qual è la Sua posizione sul doppio tesseramento per gli atleti che entrano nei gruppi sportivi militari?

Nel nuoto, gli atleti che entrano nei Gruppi Sportivi militari possono fare gare diverse da un campionato italiano con la propria società di appartenenza. L’ho visto proprio in Emilia Romagna, dove ciò ha stimolato anche alcune sponsorizzazioni. Ritengo che dobbiamo andare ad approfondire come altre Federazioni, tra cui il già citato  Nuoto e la Ginnastica, abbiano gestito quest’approccio. Ritengo che potrebbe essere una cosa molto positiva nel caso sia gestita bene.

Guardando lo statuto della Fijlkam, essa si occupa non solo del judo di alto livello ma anche di quello promozionale e amatoriale. A che tipo di iniziative sta pensando per supportare anche queste due categorie?

L’agonismo è una parte del judo importante, tuttavia è vero che ci sono anche altre sfaccettature, come ad esempio il judo amatoriale, il movimento kata e quello master. Ogni aspetto è altrettanto importante e complementare. A tal proposito, ritengo che sia fondamentale che ogni judoka conosca il judo nel suo insieme. A mio parere, il modo migliore per supportare ogni sfaccettatura del judo è quella di sviluppare percorsi formativi specializzati, senza che tali specializzazioni precludano l’appredimento del judo nel suo insieme, a 360 gradi.

Come mai ha deciso di schierarsi al fianco del Presidente uscente Domenico Falcone?

Bisogna decidere da che parte stare. Nonostante non mi piace molto apparire, non ho avuto problemi a scegliere e a metterci la faccia.


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