In attesa dei Direttori Tecnici…

   21/02/2013- Periodo caldo di grande attesa quello che stiamo vivendo in prospettiva della prima riunione del nuovo quadriennio del consiglio nazionale FIJLKAM per quanto concerne il settore judo, in programma venerdì 22 febbraio 2013.   Tra le tante decisioni che il consiglio di settore dovrà affrontare, il mondo del judo italiano è in attesa di [...]

Pubblicato da Ennebi il 9 set 2013 in Milano

 

 21/02/2013- Periodo caldo di grande attesa quello che stiamo vivendo in prospettiva della prima riunione del nuovo quadriennio del consiglio nazionale FIJLKAM per quanto concerne il settore judo, in programma venerdì 22 febbraio 2013.

 

Tra le tante decisioni che il consiglio di settore dovrà affrontare, il mondo del judo italiano è in attesa di conoscere i nomi dei direttori tecnici delle squadre nazionali: universitaria, giovanile e maggiore. Ma potrebbero aggiungersi due nomine ormai necessarie considerata l’intensa attività nazionale e internazionale che stanno vivendo due settori in crescita come master e kata: probabilmente si istituzionalizzeranno due figure di riferimento per i rispettivi settori.

 

La scelta già attuata nella lotta e nel karate che vede l’accorpamento della classe junior a quella senior sembra poco appropriata al nostro settore. D’altronde i risultati ottenuti negli ultimi anni dalla commissione tecnica giovanile a capo delle classi cadetti e junior parlano forte e chiaro. Anche perché un accorpamento dei più giovani alla classe assoluta più difficilmente sostiene la crescita tecnica, tattica e mentale dell’atleta che comincia un certo discorso da cadetto per poi instaurarne uno diverso da junior. Del resto l’Italia del judo ha già attuato una scelta di questo tipo con la sperimentazione del quadriennio 2005-2008 che ha raccolto risultati decisamente sottotono rispetto al quadriennio successivo.

Piuttosto andrebbe analizzata e risolta la questione che vede molti atleti medagliati in campo internazionale nelle classi under 18 e under 21 non avere il medesimo successo quando si affacciano alla classe di età superiore. L’eliminazione dell’attività nazionale Under 23 non sembra essere di aiuto in tal senso.

 

In uno scenario simile, è chiaro che la nomina più attesa è quella del DT della nazionale maggiore. Le indiscrezioni sui papabili sono state e continuano ad essere davvero tante, fino al punto che la battuta più comune che ci si è cominciati a scambiare riguardava la nomina di Fabio Capello come prossimo direttore tecnico! Del resto, mai porre limiti alla provvidenza, se non fosse per il budget, decisamente lontano dalla nostra portata!

 

Tuttavia, un’indiscrezione ricorrente e pertanto ritenuta plausibile vede il nuovo DT provenire dal mondo manageriale.

Perché no: potrebbe essere un segno di coraggio e di innovazione, rappresentata da una figura giovane e nello stesso tempo autorevole, capace di condurre nella medesima direzione una squadra, fatta non solo di atleti ma anche di tecnici.

Riuscire in un simile intento non è affatto cosa facile ma è possibile laddove non si impone un pensiero, una tattica o una strategia, piuttosto laddove si trova insieme il percorso da intraprendere. Dunque, il DT deve essere un leader capace di condurre senza imporsi, capace di accrescere la stima e la fiducia da parte dell’intero team, dotato di spiccate abilità psicologiche per comprendere, capire e comunicare con gli altri, capace di introdurre regole chiare per tutti.

 

Inoltre, una figura lontana dai giochi politici potrebbe mettere d’accordo più parti, assicurando trasparenza e imparzialità.

 

Infine, ci farebbe piacere che il settore universitario e quello giovanile siano utilizzati alla stregua di una scuola di formazione per i nostri tecnici più giovani e più promettenti.

 

Staremo a vedere cosa ratificherà il prossimo consiglio a cui auguriamo un grande in bocca al lupo nella speranza che si attuino scelte coraggiose.

 


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