Il “punticino”: a tutti!

Il “punticino”: a tutti!

Il 9 e 10 di novembre si sono svolte in tutt’Italia le fasi di qualificazione ai Campionati Italiani esordienti B e ai Campionati Italiani a squadre Cadetti e Junior/Senior. Con gioia mi sono diretto in Veneto, a Montebelluna, per assistere alle fasi di qualificazione. Oltre ad essere contento e curioso di dare un’occhiata a ciò [...]

Pubblicato da Ennebi il 26 nov 2013 in Milano

Il 9 e 10 di novembre si sono svolte in tutt’Italia le fasi di qualificazione ai Campionati Italiani esordienti B e ai Campionati Italiani a squadre Cadetti e Junior/Senior.

Con gioia mi sono diretto in Veneto, a Montebelluna, per assistere alle fasi di qualificazione. Oltre ad essere contento e curioso di dare un’occhiata a ciò che pensavo essere un movimento interregionale – nel seguito sarò più chiaro su quest’aspetto – ero curioso di vedere dal vivo l’utilizzo del sistema di gestione pre-gara denominato KANNON, di cui mi hanno molto parlato ultimamente.

Devo dire che sono rimasto stupito da questo strumento fantastico che facilita e velocizza le operazioni di peso grazie ad un semplice sistema di preiscrizione. Ciò si traduce anche in un efficiente strumento di generazione delle pool, in quanto KANNON è in grado di interfacciarsi con entrambi i software di gestione gara utilizzati in Italia, winjudo ed eurojudo.

Sono rimasto ancora più stupito quando ho saputo che il Veneto utilizza questo strumento da qualche anno (non da ieri).  L’utilizzo di questo strumento su scala nazionale ci farebbe fare un salto in avanti non indifferente sulla gestione delle competizioni, portandoci al passo dei grandi Paesi europei e migliorando notevolmente l’esperienza di vita di una competizione che si svolge nella nostra penisola, con notevoli vantaggi nel numero di iscritti e nel numero di club stranieri. L’utilizzo del KANNON da parte di altre regioni quali Friuli Venezia Giulia e Piemonte sono un chiaro esempio di innovazione da cui prendere spunto.

Ciò detto, faccio un’ulteriore considerazione sulle qualificazioni regionali.

Poco più di un mese fa, ho apprezzato come Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige si fossero uniti per organizzare un’unica competizione valida come qualificazione alla fase finale di Coppa Italia.

Quest’accorpamento oltre ad avere indubbi vantaggi economici, che di questi tempi non si possono in alcun modo ignorare, ha delle peculiarità che ci tengo a sottolineare.

Prima su tutti, il livello degli atleti qualificati alla fase nazionale, decisamente superiore rispetto allo scenario rappresentato da tre qualificazioni distinte. Subordinato a quest’aspetto, si rilevano ulteriori due caratteristiche:

  • maggiore crescita di tutte le parti coinvolte, ovvero tecnici, atleti e commissari di gara, grazie al confronto con un livello medio più alto
  • maggiore valorizzazione dell’attività regionale

Fatte queste premesse, ero convinto che dal passo in avanti fatto a inizio ottobre in occasione delle qualificazioni per la Coppa Italia, non si potesse tornare indietro, e invece… giunto a Montebelluna vengo a sapere che la fase di qualificazione dei Campionati Italiani Esordienti B e dei Campionati Italiani a squadre si svolgeva per la sola regione del Veneto.

Alle mie richieste di chiarimento mi è stato risposto che troppi club si sono opposti a questo sistema, in quanto penalizzante.

Penalizzante? E perché mai – mi sono chiesto – ?

Poi ho finalmente capito: la fase finale di Coppa Italia non porta punti a differenza dei campionati italiani esordienti B…  e il punticino è prezioso per poter chiedere e ottenere qualcosa a tempo debito.

Ciò che ho capito e che mi ha profondamente rattristato è che siamo ancora troppo legati a questo fantomatico “punticino” che nessuno dice di volere, ma che in realtà tutti desiderano.

Per questo “punticino” succedono cose assurde e molti lo adulano quasi fosse una divinità. Ciò che è inammissibile è che perfino il risparmio economico, la crescita regionale e nazionale del movimento judoistico possano passare in secondo piano in nome del “punticino”.

In realtà il “punticino” è un gradissimo strumento per far sentire la propria voce e per fare qualcosa per migliorare ciò che non va. Peccato che spesso e volentieri diventa solo merce di scambio e piuttosto che uno strumento utile a migliorare, diventa un impedimento alla innovazione e al miglioramento di cui abbiamo bisogno.

Inoltre, va fatta una ulteriore riflessione: è giusto che una competizione come il campionato italiano esordienti b sia a punti? A mio parere, il “punticino” legato agli esordienti b esaspera quella che dovrebbe essere l’attività di base.

E ancora: il “punticino” che dovrebbe essere uno strumento di democrazia, per come è attualmente strutturato non è affatto democratico. Perché non fare in modo che tutti i club affiliati alla federazione abbiano diritto di voto, anche solo con un “misero” punticino? Probabilmente, in uno scenario simile, tante valide iniziative come quella della qualificazione di coppa Italia nel nord-est italiano sarebbero ancora valide e ampiamente attuate.

Ciò detto, prima che venga cambiato il regolamento, per il quale c’è bisogno di tempo e di confronto, dobbiamo cambiare il nostro punto di vista con cui guardiamo al punticino: da merce di scambio a voce forte da esprimere in prima persona (e non tramite delega) per ottenere innovazione e miglioramenti.

Dunque, mi chiedo: vogliamo o no progredire? Vogliamo cambiare? Vogliamo CRESCERE tutti insieme?

Se la risposta è positiva, dobbiamo cambiare mentalità cominciando proprio dal “punticino”.


  1. Raffaele says:

    Ben detto! Condivido

  2. Zanesco Claudio says:

    Spett. sig. ENNEBI, sembra che Lei mi abbia letto nel pensiero o, forse si sia ricordato del mio intervento nell’ultima assemblea nazionale, dove il sottoscritto ha cercato di portare all’evidenza del mondo federale un’anomalia, ovvero quella che un terzo della federazione dirige gli altri 3 terzi, un intervento che sul posto aveva ricevuto i complimenti di molti addetti ai lavori, lo stesso Presidente Pellicone aveva risposto ufficialmente che ” cosa vuole Zanesco che in quattro anni non riesca a fare un punto con un esordiente?” , più o meno le parole erano state queste, ecco l’arcano, per la conservazione di un sistema di democrazia cosi esclusivo. Aggravato dal fatto che alcune gare sono inutili ” Coppa Italia” fa si che il risultato sia questo, non si cresce perchè non si vuole punto e basta e la colpa è solo dei diretti interessati. Dimenticavo il sottoscritto e Croceri erano soli a chiedere questa cosa, e l’invito al nuovo consiglio direttivo nazionale relativo ad affrontare questa situazione è rimasto un appello nel vuoto, Buona fortuna
    Zanesco Claudio

    • amministratore says:

      Gentile Sig. Zanesco,
      purtroppo l’anno scorso non ero presente all’assemblea della federazione, per cui non ho potuto ascoltare il suo intervento, né tantomeno la risposta “ufficiale” del presidente. Ne consegue che non mi sono limitato a copiare un suo concetto, piuttosto l’ho letta nel pensiero, come ha lei stesso sospettato :)

      Battute a parte, credo che la mia e la sua tesi (e quella di Croceri) si sovrappongano in parte, per poi divergere nella sostanza, mi spiego meglio: direi che c’è un insieme intersezione tra il suo e il mio insieme. Tuttavia, ognuno di esso, gode di autonomia propria.

      Ciò che ci tenevo a sottolineare nell’articolo è che a mio parere il diritto di voto va dato ad ogni club affiliato alla federazione, ma nello stesso tempo ritengo sia giusto premiare quelle associazioni che fanno attività sportiva agonistica (bene e seriamente).

      A mio parere, legare il diritto di voto esclusivamente all’attività sportiva agonistica può portare ad esasperazioni e ad anomalie che impediscono l’innovazione e il miglioramento di tutto il movimento, si veda per esempio quanto riportato sopra per le qualificazioni.
      Per quanto riguarda la coppa Italia, devo dissentire: è una gara che non porta punti, è vero, ma cela un significato importantissimo: è la gara di chi il judo lo fa per passione (non per professione) e lo fa mentre porta avanti gli studi oppure da lavoratore. In alcuni casi sussistono entrambe le cose.

      Il portare punti o meno – a mio parere -non ha nessuna relazione con l’importanza della gara. Proprio per questo nel mio articolo invito tutti ad un cambio di prospettiva. Siamo tutti noi a dover dare importanza alla coppa Italia, al di là del punticino, e devo dire che quest’anno si è fatto un passo avanti con una organizzazione che ha dato la giusta importanza all’evento.

      A cambiAre, o meglio, a migliorarci, dobbiamo essere disposti tutti, non dobbiamo aspettAre che chi decide prenda le decisioni giuste, o quelle che vorremmo attuare noi. Bisogna essere propositivi ed ottimisti, sempre secondo il mio modesto parere.

      Ne approfitto per ringraziarla pubblicamente per i suoi interventi su questo blog, sempre presenti: l’interazione e lo scambio di pensieri è uno dei motivo principali per cui è nata Italiajudo ed è alla base di ogni forma di democrazia.

      Grazie,
      Ennebi

  3. carmine says:

    Spett.le sig.Ennebi
    trovo molto strano il suo articolo..specialmente dopo la sua visita a Montebelluna. Si sa che ci sono regioni, che hanno più interesse di altre ad accorpamenti per le qualificazioni. E sono, guarda caso, le regioni che hanno maggior interesse a portare alle fasi finali il maggior numero di atleti, che in una fase a qualificazione regionale, vedrebbe parecchi suoi atleti non qualificati. Altro che punticini..Qualche anno fa, questo sistema di accorpamento di regioni, se non sbaglio, è stato recepito da ben poche regioni. (Una di queste fu il veneto/friuli/trentino. Dopo l’immediata uscita del trentino, è stata l’ultima a tornare indietro rispetto al resto d’Italia) E solo da chi aveva dietro un grosso movimento alle spalle..Strano che sia venuto a fare queste considerazioni alle qualifiche in Veneto..

    • Zanesco Claudio says:

      Scusate, mi riprometto di non parlarne più dopo questa mia, anche per non essere noioso e ripetitivo, vero la Coppa Italia e il vero campionato italiano per non professionisti, allora meglio chiamarlo campionato Italiano, rimettendo in moto l’assoluto per tutti; per quanto riguarda la democrazia interna, vero nocciolo della questione, ribadisco che non è possibile che circa un terzo delle società affiliate possano esprimersi democraticamente con il voto e gli altri tre terzi NO, come di l’editorialista, tutti devono poter dare il proprio contributo, magari chi si impegna di più nell’agonistica qualcosa di più potrebbe aver diritto di dire, ma per la Fed, è meglio una società con 25/30 affiliati di livello nazionale o 200 tesserati che pagano la quota?, non saprei dire, di sicuro 200 affiliati non agonisti alle tariffe attuali sono bei soldini, è inevitabile che se votano tutti, jujitsu aikido, sumo compresi la geografia del potere potrebbe cambiare e qui… fate voi

    • amministratore says:

      Gentile sig. Carmine,
      non sono venuto in Veneto con chissà quali intenzioni ‘malvagie’. Come ho già scritto nell’articolo, sono andato a Montebelluna per vedere dal vivo uno strumento eccezionale: kannon. Poi, avendo notato altre cose e ritenendole particolarmente importanti, ne ho parlato. Tuttavia, il ragionamento che ho fatto nell’articolo riguarda tutta Italia e non solo il veneto. Mi pare chiaro!

  4. Carmine says:

    Spett.le sig.Ennebi
    capisco che non sia venuto in Veneto con intenzioni malvage, però citando quello che ha detto nell’articolo “…Quest’accorpamento oltre ad avere indubbi vantaggi economici, che di questi tempi non si possono in alcun modo ignorare…” mi sarei aspettato che di questo accorpamento non si parlasse solo in termini di punticini ma anche allora di un accorpamento dei comitati regionali..! Ne sparirebbero ben due con relative poltrone. E allora adesso mi dica se è solo una questione di punticini?
    Rispondendo al sig.Zannesco credo che chi si impegna nell’agonismo spendendo soprattutto tempo e anche denaro, dico che sicuramente ha più voce in capitolo(o dovrebbe averlo) di chi beatamente se ne sta ai margini e pretende di decidere su tematiche ed aspetti che non hanno nessuna ricaduta sulla propria attività amatoriale.
    Saluti
    Carmine

    • amministratore says:

      Sospetto seriamente di essere stato frainteso. Forse non è chiaro che L’accorpamento fatto in occasione delle qualifiche di coppa Italia è stato visto (perlomeno dal sottoscritto) in una chiave molto positiva. Al contrario, il fatto di non aver perseverato in tale accorpamento mi ha fatto capire che il punticino vale prima di ogni altra cosa. E poi ho detto che il punticino è uno strumento importante perché consente di dire la propria, peccato che spesso viene utilizzato come merce di scambio. In queste affermazioni non c’entra nulla il comitato regionale del veneto in sè. Le sue ulteriori riflessioni sull’accorpamento dei comitati possono essere condivisibili…. Ma mi permetta di aggiungere che non ho alcuna pretesa di risolvere la discussione con il mio pensiero e basta. La possibilità di commentare (meglio se con nome e cognome reali) è stata proprio attivata perché tutti potessero contribuire alla discussione.

      Grazie,
      Ennebi

  5. Zanesco Claudio says:

    Dallo statuto delle federazione di Ginnastica, il diritto al voto si matura già nell’attività regionale, con le opportune modifiche questo basterebbe a stravolgere tutto nell’attuale FIJLKAm, e si parla della FederGinnastica non della luna

    Art. 11 – Assemblea Nazionale
    1. L’Assemblea Nazionale è il massimo organo della F.G.I., ed è
    composta dagli aventi diritto a voto. Come tale esamina e
    delibera su tutte le attività relative alla vita federale indicando, ove
    necessario, i mezzi e gli strumenti, anche normativi, per il
    raggiungimento dei fini statutari.
    2. Partecipano all’Assemblea senza diritto di voto:
    a) i Presidenti onorari della F.G.I.;
    b) il Presidente della F.G.I.;
    c) i componenti del C.D.F.;
    d) i componenti del Collegio dei revisori dei conti;
    e) componenti degli organi di giustizia;
    f) i tesserati che ricoprono cariche elettive negli organismi
    internazionali ai quali la F.G.I. risulta affiliata;
    g) i Presidenti dei Comitati regionali e provinciali, partecipanti
    nella loro specifica funzione, ed i Delegati regionali;
    h) i rappresentanti delle A.S. affiliate che non hanno maturato il
    diritto di voto.
    3. Partecipa all’Assemblea con diritto di voto, nella quantità riportata
    dalla tabella, la A.S. che al momento dello svolgimento sia
    affiliata da almeno dodici mesi e che abbia svolto attività sportiva
    ginnastica stabilita dai programmi federali e/o attività agonistica
    stabilita nel calendario federale in una o più discipline sportive di
    cui all’art. 1,comma 4 ed a condizione che alla data di
    convocazione dell’Assemblea partecipi all’attività sportiva ufficiale
    della FGI.
    Alla A.S. che ha svolto, con carattere continuativo, effettiva attività
    sportiva ginnastica stabilita dai programmi federali è riconosciuto
    il voto di base (1° livello della tabella).
    Alla A.S. che ha svolto, in una o più discipline sportive, attività
    agonistica stabilita nel calendario federale, approvato con
    deliberazione del C.D.F. ed emanato prima dell’inizio di ogni anno
    sportivo, sono attribuiti i voti plurimi ( 2° e 3° livello della tabella). FEDERAZIONE GINNASTICA D’ITALIA
    10

    1° livello Voto di base
    Voti 1 Attività sportiva Prevista nei programmi federali
    Discipline
    sportive
    ARTISTICA
    MASCHILE
    ARTISTICA
    FEMMINILE
    RITMICA GINNASTICA
    PER TUTTI
    AEROBICA TRAMPOLINO
    2° livello voti plurimi
    Voti 1 Regionale Regionale Regionale Regionale Regionale Regionale
    Voti 2 Interregionale e
    Nazionale
    Interregionale e
    Nazionale
    Interregionale e
    Nazionale
    Interregionale,
    Nazionale e
    Internazionale
    Interregionale e
    Nazionale
    Interregionale e
    Nazionale
    3° livello voti plurimi
    Voti 4 Interregionale Interregionale Interregionale Assoluti ed
    Internazionale
    Assoluti ed
    Internazionale
    Voti 6 Nazionale
    Internazionale
    Universiadi
    Giochi del
    Mediterraneo
    Campionati
    Europei Junior
    Nazionale
    Internazionale
    Universiadi
    Giochi del
    Mediterraneo
    Campionati
    Europei Junior
    Nazionale
    Internazionale
    Universiadi
    Campionati
    Europei Junior
    Coppa del Mondo
    Camp.
    Mondiali
    Campionati Europei
    Junior e Senior
    Coppa del Mondo
    Camp. Mondiali
    Camp. Europei
    Junior e Senior
    Voti 8 Coppa del Mondo
    Camp. Mondiali
    Camp. Europei
    Senior

    Coppa del Mondo
    Camp. Mondiali
    Camp. Europei
    Senior
    Coppa del
    Mondo
    Camp. Mondiali
    Camp .Europei
    Senior

    Voti 9

    Giochi Olimpici Giochi Olimpici Giochi Olimpici Giochi Olimpici
    Il voto di base ed i voti plurimi sono cumulabili. Non sono
    cumulabili i voti acquisiti in una stessa disciplina ed alla A.S.
    spettano i voti del maggior livello raggiunto. I voti acquisiti in
    diverse discipline sono cumulabili, purché conseguiti con atleti
    diversi. Sono cumulabili i voti conseguiti nelle gare di squadra con
    atleti della stessa A.S. che abbiano gareggiato in altre discipline.
    Nel caso in cui una A.S. svolga esclusivamente attività agonistica
    di 2° e/o 3° livello, dei voti plurimi assegnati un voto viene
    considerato quale voto di base.
    Ai fini dell’assegnazione dei voti va considerata l’attività sportiva
    ed agonistica dell’ultimo anno solare precedente l’Assemblea.
    4. I voti acquisiti dall’atleta concesso in prestito nelle gare di squadra
    sono attribuiti alla A.S. che lo ha in prestito.
    Per tutta la rimanente attività agonistica i voti sono attribuiti alla
    società di appartenenza.
    5. Contro l’errata o omessa attribuzione dei voti è ammesso ricorso al
    C.D.F. entro cinque giorni dalla pubblicazione dell’elenco degli
    aventi diritto di voto. Il C.D.F. decide in via definitiva ed
    inoppugnabile.
    6. L’Assemblea Nazionale è composta dai legali rappresentanti
    delle A.S. aventi diritto di voto, o dai loro delegati purché dirigenti
    in carica.
    Ogni Presidente di società, o il suo delegato, può rappresentare
    oltre la propria, tramite delega anche un’altra società,
    appartenente alla medesima regione, se all’Assemblea hanno
    diritto di partecipare fino a 100 società votanti, due società fino a
    200 società votanti, tre società fino a 500 società votanti quattro
    società fino a 1000 società votanti e cinque società oltre le 1000
    società votanti.
    Le deleghe devono essere conferite per iscritto e contenere il

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