Il commento di Franco Capelletti di ritorno dai mondiali juniores

Il commento di Franco Capelletti di ritorno dai mondiali juniores

Il Maestro Franco Capelletti è un’icona del judo nazionale. Classe 1938, nato nella provincia di Brescia, è l’unico in Italia ad avere il X Dan.
All’età di diciannove anni lascia il calcio, dove ha intrapreso la propria carriera sportiva, per dedicarsi al judo e si tessera per il club Kodokan Tadashi Koike. Nel 1975 entra nello staff della nazionale come direttore tecnico, ruolo che ricoprirà fino al 1988 e dal 2004 al 2008 (Fonte delle date appena citate: Wikipedia e lo stesso M. F. Capelletti). Successivamente, è stato consulente tecnico dell’imperatore Matteo Pellicone, poi Consigliere e infine vicepresidente Federale. Dal 1994 ricopre ininterrottamente cariche di rilievo nell’European Judo Union: dapprima aiuto direttore sportivo, poi direttore sportivo, poi ancora capo della direzione sportiva e infine vice presidente. Successivamente entra nell’IJF come membro della Commissione Educazione e Coaching, ruolo che ancora ricopre. Ha presenziato i massimi livelli del Judo Internazionale per dieci edizioni dei Giochi Olimpici, incluso Rio De Janeiro.
E’ nella IJF Hall of Fame ed ai vertici del judo mondiale, ha ricevuto l’onorificenza “Ordine del Sol Levante” dal governo giapponese per l’impegno nella diffusione a livello internazionale del judo e per il contributo dato nel promuovere l’interscambio culturale fra Italia e Giappone, ha visto nascere e crescere il judo tricolore sviluppando una visione d’insieme ampia frutto di un’esperienza più unica che rara.

Pubblicato da Ennebi il 12 nov 2018 in Parigi, FRA

Maestro Franco Capelletti, ben tornato sulle pagine di Italiajudo. L’Italia raggiunge un primato storico ai Campionati Mondiali Juniores con i tre ori di Lombardo, Parlati e Bellandi. Qual è la Sua analisi? 

Lo storico risultato delle Bahamas mi riempie di gioia. Parliamo di tre talenti indiscussi, che non hanno sbagliato nulla in questo mondiale. Un elogio agli atleti stessi, ai club e a tutto lo staff che ha seguito questi giovani talenti. C’è da dire che abbiamo sempre ben figurato nelle classe giovanili, anche se non abbiamo mai conquistato d’un solo colpo tre medaglie d’oro iridate. Il problema è nel passaggio nella classe Seniores, dove fatichiamo di più. Dobbiamo lavorare meglio a tal proposito.

Parliamo proprio della classe seniores. L’Italia si è piazzata all’ultimo posto del medagliere ai mondiali di Baku. Che cosa pensa sia successo? 

Sicuramente non siamo stati fortunati. Sono convinto che nel futuro arriveranno i risultati che tutti speriamo.

Se Lei avesse la possibilità di decidere, continuerebbe a dare fiducia al DT Murakami? 

L’unico Organo in grado di prendere decisioni a tal proposito è il Consiglio di settore. E come ben sa io non ne faccio parte. Ciò detto, io ho fiducia negli italiani, nel loro lavoro e nella loro passione.

Non credo abbia senso togliere il mandato da DT a Murakami in questo momento. Io aspetterei la fine del quadriennio ed in base ai risultati, prenderei le decisioni più opportune. Ripeto, sono convinto che l’Italia farà bene.

Maestro, alle scorse elezioni a fine 2016 Lei non è stato rieletto in seno al Consiglio Nazionale della FIJLKAM. Secondo Lei, perché non ce l’ha fatta? 

Semplicemente perché ho fatto il mio corso.

Lei è molto diplomatico. 

Non si tratta di essere diplomatico, è la pura realtà. Ad ogni modo, resto molto apprezzato all’estero e ciò mi da molte soddisfazioni.

La ringrazio, spero di risentirLa presto. 

Sono io che ringrazio Lei. Alla prossima!

 

 

 

 


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