Il Campionato di Judo: da Scampia un’idea per il futuro

Il Campionato di Judo: da Scampia un’idea per il futuro

  Far parlare del judo e di quanto sia divertente lottare su un tatami, promuoverne l’etica anche attraverso la pratica agonistica: utopia? Forse no. Ci ha provato Gianni Maddaloni che con una proposta coraggiosa ha incendiato i giovedì sera campani degli ultimi mesi del 2014. Passato purtroppo in sordina, il “Campionato di judo” ha infatti [...]

Pubblicato da AC il 21 gen 2015 in Monza

 

Far parlare del judo e di quanto sia divertente lottare su un tatami, promuoverne l’etica anche attraverso la pratica agonistica: utopia? Forse no. Ci ha provato Gianni Maddaloni che con una proposta coraggiosa ha incendiato i giovedì sera campani degli ultimi mesi del 2014.

Passato purtroppo in sordina, il “Campionato di judo” ha infatti coinvolto cinque team di giovani judoka in una rassegna a tappe che fatto del judo “combattuto” uno vero e proprio show.

Distillando il meglio di una gara in un’ora di spettacolo, a confrontarsi sotto gli occhi dei curiosi ma soprattutto di televisioni e stampa locale, i judoka di cinque club campani arruolati per difendere i colori dei loro sponsor come avviene negli sport di vertice. La vera novità del Campionato è stata quella di portare il judo nelle stazioni e nei centri commerciali, suscitando interesse e sorpresa nelle centinaia – o forse migliaia – di persone “inciampate” nel tatami insolitamente collocato.

Lo scorso novembre abbiamo incontrato Gianni Maddaloni nel centro commerciale “Campania” di Marcianise, in occasione di una delle serate di Campionato. A due mesi di distanza riaccendiamo i riflettori su un’iniziativa che può parlare al futuro…

Maestro, da dove è nata l’idea di un campionato itinerante?

Amo questo sport e desidero farlo conoscere alla gente: nei palazzetti siamo sempre gli stessi, pochi parenti o solo i maestri…per far parlare di noi dobbiamo imparare a “salire in cattedra” con i nostri valori come la disciplina e l’educazione, senza esasperare l’agonismo anche quando diventa uno strumento per diventare visibili. Questo è un evento che cerca di interessare il territorio campano anche grazie a degli sponsor che in questi luoghi insoliti per il judo trovano riscontro e visibilità: il loro contributo non è elemosina ma diventa vera e propria energia per noi se con lo sport li rendiamo visibili…

Perché il nome “campionato”?1014940_10203060237322048_6844877775829733252_o

Quando si parla di “campionato” si pensa subito al calcio, l’associazione è immediata… abbiamo voluto ispirarci a quello, concentrando il meglio del judo in un’ora di spettacolo, come avviene allo stadio dove le partite si consumano in 90 minuti e la gente, salvo rare occasioni, non ha modo di annoiarsi. Ci sono altre esperienze positive che vorremmo fare nostre, come quella del terzo tempo del Rugby che trasforma l’agonismo in condivisione a bordo tatami. Del judo abbiamo preso la formula della gara a squadre che è senz’altro quella più avvincente.

Si tratta dunque più di competizione o di promozione? Quali sono gli obiettivi del campionato?

Oggi l’obiettivo è di promuovere il judo fuori dai suoi ambienti tradizionali, domani magari sposteremo l’accento sulla competizione: io sogno in grande e guardo con ammirazione il modello della Liga tedesca.

È dunque possibile esportare il modello di questo Campionato fuori dal contesto regionale campano?

Per ora guardo nel mio giardino, qualcuno dalle regioni limitrofe ci ha chiesto di partecipare ma per ora siamo solo in fase sperimentale. Di certo questo può essere uno spunto capace di fare nascere esperienze simili nelle altre regioni…si tratterà poi di guardarsi negli occhi e capire se potremo trovare una sinergia che come primo interesse abbia il judo e far parlare bene di questo sport.

Questa formula potrebbe rappresentare un’alternativa ai campionati italiani a squadre?

Perché no? Purtroppo servono più introiti dall’esterno e la Federazione ha altre preoccupazioni ma prima o poi….sognando sarebbe bello avere qualcosa di simile in tutte le regioni d’Italia per arrivare ad una finalissima con poche squadre: uno spettacolo di poche ore, per divertire.

Con questa iniziativa, il judo agonistico può proporsi come modello educativo anche a chi è abituato alle esasperazioni tipiche di altri sport?

Se penso alla finale a squadre di Lignano 2014 sono stato protagonista di un’esperienza di segno negativo: sono stato fischiato e apostrofato dal pubblico e mi ha fatto male…è vero, avevo sbagliato e più che per esuberanza, per paura di fronte a degli avversari molto forti, ma non sono stato capito. In quell’occasione non siamo stati capaci di passare nessuno dei valori positivi del nostro sport…e dico siamo, mettendomi io in prima fila. Dobbiamo educarci tutti e quella del Campionato è un’occasione per spostare l’attenzione dal risultato – pure importante – al confronto, alla promozione, all’essere piacevoli per chi ci guarda.

Per quanto di breve durata, l’esperienza del “Campionato di Judo” targato Maddaloni è stata una proposta ambiziosa per promuovere un judo che non si accontenta di stare tra gli “sport minori”. Il “Campionato” è infatti uno spunto interessante per tutto il judo italiano: l’esigenza di guardare al judo agonistico da una prospettiva diversa da quella a cui siamo abituati è d’altronde largamente condivisa ed attuale; occorrono idee nuove e una nuova vitalità per trasformare il judo italiano dalla passione di una nicchia di addetti ai lavori ad uno sport popolare, accattivante per chi guarda da fuori ed interessante per chi potrebbe investire. Un sogno? Se ci credessimo, no…

 

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  1. marco bottinelli says:

    Il M° Maddaloni oltre a essere l’insegnante di cui tutti conosciamo i risultati, sia sportivi che sociali,oggi anche scrittore, ha evidentemente la vena creativa del vero napoletano.La cosa bella che nell’intervista ha l’ ”umilta” di citare le sue fonti di ispirazione (liga tedesca,rugby).Sono queste come altre le idee innovative che urgono fortemente per dare un po’ di visibilità al ns. sport cosi ben avviato sul viale del tramonto.Senza visibilità non si ha ne base (si vedano i trend numerici delle palestre degli ultimi anni) ne sponsor (senza soldi come si mantengono le squadre agonistiche, le trasferte ma anche semplicemente le borse e le tute), senza una base ampia e motivata sarà difficile avere atleti di vertice.
    La mia domanda però e questa : come mai le idee arrivano sempre e solo da singoli creativi e non dagli uffici marketing federali? Ci sono nazioni più evolute di noi, almeno dal punto di vista organizzativo,STUDIARE,COPIARE e ADATTARE alle ns. esigenze non dovrebbe essere troppo difficile! Dobbiamo aumentare l’autonomia finanziaria Federale dalle sovvenzioni statali che causa di forza maggiore tendono a diminuire,quindi farci vedere dai media e acquisire sponsor diventa una priorità a tutti i livelli. La troppa attenzione al mantenimento dello status quo ovvero del potere (nazionale, regionale, provinciale o condominiale), in un panorama sempre ricco di controversie e personalismi, a volte distoglie dai veri obbiettivi rischiando che i re si trovino seduti e regnanti su cumuli di macerie fumanti. Comunque bravo M°Maddaloni bella idea continui a sviluppare nuove proposte che oggi servono più di ogni cosa.

  2. Assegno Lucio says:

    Complimenti al M° Maddaloni. Trovo l’iniziativa interessante e trovo che possa porre le basi per superare l’oligarchia dei nostri parrucconi.

  3. Zanesco Claudio says:

    Complimenti a Maddaloni. Anni fa la Libertas ha fatto qualcosa di simile a Mantova con una gara in un supermercato; con Paschini abbiamo provato delle soluzioni, portare tanti bambini e i loro genitori a vedere una gara di grandi atleti che durasse poco tempo; ha ragione Bottinelli, le idee ci sono , ma non arrivano da chi di dovere, serve un cambio di mentalità generale, aggiungo io anche la gara tipo Oldrini a punti, più avvincente e più capibile, aspettiamo fiduciosi…..

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