IJF Hall of Fame: Anton Geesink e Charles Palmer

IJF Hall of Fame: Anton Geesink e Charles Palmer

Nel secondo appuntamento della nuova rubrica dedicata alla IJF Hall of Fame parleremo dei due judoka introdotti nella cerimonia del 2003 e precisamente l’olandese Anton Geesink e l’inglese Charles Palmer.

Pubblicato da A. Cau il 1 nov 2018 in Iglesias

Nel secondo appuntamento della nuova rubrica dedicata alla IJF Hall of Fame parleremo dei due judoka introdotti nella cerimonia del 2003 e precisamente l’olandese Anton Geesink e l’inglese Charles Palmer.

ANTON GEESINK

oktober2014_010-buste-fotokooren2Anton Geesink nasce ad Utrecht il 6 aprile 1937. Si avvicinò al judo all’età di 14 anni quando, durante l’intervallo di una partita di calcio, vide una dimostrazione della disciplina orientale. Dal giorno si dedicò con passione al judo, allenandosi la sera visto che durante il giorno lavorava come operaio.
Nel 1951 partecipa al suo primo campionato europeo conquistando la medaglia d’argento, ma l’anno successivo conquista la medaglia d’oro nella cat. 1° dan. Sarà l’inizio di un dominio ininterrotto sul gradino più alto del podio fino al 1964 (con la sola eccezione del 1956 quando non vi prese parte causa boicottaggio olandese per l’invasione sovietica in Ungheria). E’ giusto precisare che Geesink, come molti pesi massimi, oltre a partecipare alla gara specifica della categoria, gareggiava anche in quella Open, riuscendo a vincere il doppio alloro in ogni edizione (tranne a Parigi nel 1955 dove si piazzò al secondo posto). Nel 1965 conquistò le sue uniche medaglie di bronzo in un campionato europeo, mentre nel 1967, anno del suo ritiro dalle competizioni si congeda con l’ennesima medaglia d’oro. Alla fine il suo palmares europeo conta 21 ori, 2 argenti e 2 bronzi.

Geesink è poi passato alla storia, anche per essere stato il primo europeo ad infrangere il dominio giapponese a livello mondiale, per ben due volte. La prima nel 1961 nell’edizione dei Campionati del Mondo del 1961 a Parigi, quando battè prima Akio Kaminaga e Hitoshi Koga, e in finale Koji Sone, campione in carica dal 1958.
La seconda volta, e forse è stata la più traumatica per l’intero Giappone, è stata nell’edizione dei Giochi Olimpici di Tokyo del 1964. Il judo era all’esordio nel panorama olimpico e i padroni di casa erano sicuri di fare cappotto; ci stavano anche riuscendo visti gli ori conquistati nelle cat.  -68, -80 e +80. Nella finale Open Anton Geesink si trovò a fronteggiare Akio Kaminaga, che sconfisse nuovamente (dopo la vittoria nel mondiale 1961) ammutolendo un Budokan pronto invece a festeggiare.

Al termine della carriera agonistica si dedicò all’insegnamento. Nel 1987 diviene mentre del Comitato Olimpico Olandese e successivamente membro del CIO.
Muore ad Utrecht il 27 agosto 2010.

 

CHARLES PALMER

Charles_PalmerCharles Stewart William Palmer nasce a Londra il 15 aprile 1930. Si avvicinò al judo all’età di 14 anni e una volta passato al Budokwai (primo club di judo in europa aperto all’adesione pubblica, fondato  nel 1918 da Gunji Koizumi che nel 1920, con la visita di Jigoro Kano ricevette il grado di Nidan) sotto la guida di Gunji Koizumi e Trevor Leggett raggiunse il primo dan.

E’ in questo periodo che, prestando servizio nella Reale Polizia Militare, iniziò l’insegnamento del judo, oltre alla carriera agonistica.
L’amore per la disciplina e la voglia di accrescere il suo bagaglio di conoscenza lo portò, nel 1951, a trasferirsi in Giappone. Per fare ciò lavorò presso l’ambasciata britannica a Tokyo come guardia di sicurezza e studiò presso il Kodokan.

Al rientro in Inghilterra entrò nella nazionale del suo paese, di cui ne divenne capitano.

Al termine della carriera agonistica si dedicò a quella dirigenziale. Nel 1961 divenne presidente British Judo Association (BJA) e ne rimase a capo fino al 1985. Nel 1965 l’Assemblea Generale della IJF lo presidente succedendo a Risei Kanō, e divenendo il primo non giapponese a capo della Federazione Internazionale.

In questa veste si battè, con successo, affinchè il CIO desse regolarmente spazio al judo nel programma olimpico a partire dall’Olimpiade di Monaco 1972. Nel 1975 fu membro fondatore dell’Assemblea Generale delle Federazioni Sportive Internazionali e ne fu presidente per dodici anni. Nel 1983 fu eletto presidente del Comitato Olimpico Britannico.

Muore a Londra il 17 agosto 2001