Grande Slam di Parigi con 60 nazioni: i commenti delle atlete dei 52 kg

Grande Slam di Parigi con 60 nazioni: i commenti delle atlete dei 52 kg

Il Grande Slam di Parigi – che assegna in questo quadriennio il doppio dei punti rispetto al passato – vedrà la partecipazione di atleti di altissimo profilo nonostante ci troviamo solamente ad inizio del quadriennio. Abbiamo raccolto i commenti pre-gara delle migliori atlete della categoria 52 kg femminile.

Pubblicato da Ennebi il 9 feb 2017 in Barcellona, ESP

E’ tutto pronto per il Grande Slam di Parigi in programma sabato 11 e domenica 12 febbraio 2017. Sono 60 le nazioni iscritte ad uno dei tornei più prestigiosi al mondo, per un totale di 431 atleti dei quali 270 maschi e 161 donne.

I tornei di Grande Slam assumono a partire da quest’anno un’importanza ancora maggiore rispetto al passato quadriennio: infatti, in seguito alla revisione dei punteggi validi per la ranking list mondiale, nel quadriennio 2017-2020 un torneo di Grande Slam vale 10 volte un torneo di Continental Open. I punti che si possono guadagnare performando bene in un torneo di Grande Slam sono stati raddoppiati rispetto al passato e al tempo stesso è stata ampliata la differenza in termini di punti acquisibili tra Continental Open e il resto dei tornei del World Tour, ovvero Europei, Grand Prix, Grande Slam, Masters e Mondiali.

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Per questo motivo, il Grande Slam di Parigi in programma per il prossimo week-end vedrà la partecipazione di atleti di altissimo profilo nonostante ci troviamo solamente ad inizio del quadriennio.

Una delle categorie più avvincenti alle Olimpiadi di Rio è stata senz’altro la categoria dei 52 kg, che ha regalato all’Italia tantissime emozioni con l’argento di Odette Giuffrida. A Parigi vi saranno quasi tutte le più importanti judoka di questa categoria di peso.

Basti pensare alla brasiliana Erika Miranda, tre volte medaglia iridata, che non è ancora riuscita a guadagnare una medaglia a Parigi: “Gareggiare è possibile ovunque, ma Parigi è un evento speciale dove l’arena è sempre piena di spettatori molto competenti che amano il judo. Questa sarà la mia prima competizione dopo Rio: mi manca molto l’adrenalina della gara e finalmente torno a fare quello che mi piace di più”. 

Un’altra atleta a secco di medaglie nel Grande Slam di Parigi è la 20enne padrona di casa Astride Gneto, che dichiara: “Ogni atleta sogna di combattere a Parigi perché abbiamo un pubblico straordinario. Qui ogni atleta può sentirsi unico grazie alla magica atmosfera di Parigi. Il Grande Slam di Parigi è un’ottima occasione per poter guadagnare qualche punto nella ranking list mondiale per poi proiettarsi sulle successive competizioni”. 

Tuttavia, la favorita per la vittoria viene dal Kosovo. Non ci riferiamo solamente alla campionessa olimpica Kelmendi, ma anche alla compagna di squadra Distria Krasniqi che ci aspettiamo di vedere nel final block. Quest’ultima dichiara: “Per quanto mi riguarda il Grande Slam di Parigi è speciale perché ha un grande pubblico molto preparato e perché è una gara molto tosta, la più importante tra tutti i Grande Slam ed i Grand Prix”. 

Majlinda Kelmendi ha vinto le ultime tre edizioni: “Ritengo che il Grande Slam di Parigi sia la più bella competizione al mondo. Mi piace tantissimo gareggiare a Parigi per il pubblico straordinario e per la presenza importante di campioni olimpici e del mondo che rende questa competizine straordinariamente interessante. Parigi sarà per me la prima competizione del 2017 e ho vinto le ultime tre edizioni, per questo significa molto per me”. 

La medaglia di bronzo continentale, l’israeliana Gili Cohen, non ha ancora preso una medaglia a Parigi: “Il Grande Slam di Parigi è il più prestigioso evento nel calendario. È storicamente una competizione molto tosta, con molti judoka di spessore provenienti da tutto il mondo. Per non parlare del team francese e del pubblico pronto a supportarlo. L’arena è magnifica tanto da farti avvertire di essere in uno degli eventi più importanti al mondo. Dopo Sofia, sarà per me la seconda gara dell’anno e farò il possibile per ben figurare”. 

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