Grand Prix di Tel Aviv: la parola ai protagonisti

Grand Prix di Tel Aviv: la parola ai protagonisti

Italiajudo ha avvicinato a fine gara quasi tutti i protagonisti medagliati del Grand Prix di Tel Aviv dello scorso fine settimana, e ha raccolto le loro impressioni a fine gara.

Pubblicato da AleC il 28 gen 2019 in Iglesias

Riordinando casualmente alcune riviste mi capita tra le mani un vecchio numero di Sportweek, dell’anno 2000 che presentava disciplina per disciplina tutti gli atleti azzurri che avrebbero preso parte all’Olimpiade di Sydney.
Quando si arriva al Judo il titolo dell’articolo recita: “Tatami Impossibile”, perchè viene vista come una missione impossibile per l’Italia riuscire a conquistare una medaglia, nonostante ad Atlanta 1996 Girolamo Giovinazzo con l’argento e Ylenia Scapin con il bronzo ci regalarono due grandi medaglie.
A Sydney c’era ancora Giovinazzo (che nel mentre era passato di categoria), c’era Giuseppe “Pino” Maddaloni, considerato però acerbo per l’Olimpiade (era campione d’Europa in carica), c’erano Michele Monti, Luigi Guido, Francesco Lepre e poi le donne (cui il giornalista da più possibilità), con un quartetto composto da Ylenia Scapin, Emanuela Pierantozzi (lei una medaglia olimpica già l’aveva vinta ma il cronista se lo dimentica), Jennifer Gal (medagliata per l’Olanda ad Atlanta) e la giovane Cinzia Cavazzuti.
Come finì quell’Olimpiade?? Pino Maddaloni ORO, Girolamo Giovinazzo, Ylenia Scapin, Emanuela Pierantozzi BRONZO, Luigi Guido, Cinzia Cavazzuti e Jennifer Gal QUINTI.
Di certo non un’Olimpiade da comprimari, ma bensì un’Olimpiade da PROTAGONISTI.

Vi chiederete: perchè questa introduzione? Perchè leggendo quel vecchio articolo mi è tornato alla mente il Grand Prix di Tel Aviv appena concluso, dove l’Italia ha conquistato il secondo posto nel medagliere con 2 ORI, 2 ARGENTI e 1 BRONZO, e i medagliati sono tutti giovani atleti che forse molti non vedevano alla fine sul podio, nonostante il loro palmares (vi dicono niente 3 titoli del mondo juniores in carica?), ma addirittura eliminati nelle prime fasi.
Ma c’è da dire di più! Chi non è riuscito a salire sul podio non ha fatto la comparsa a Tel Aviv, ma ha disputato un grande torneo, giocandosi fino all’ultimo la possibilità di poter salire sul podio.

A fine gara Italiajudo è riuscita ad avvicinare quasi tutti i medagliati e a raccogliere a caldo un loro commento sulla gara.

Partiamo da Maria Centracchio, che a Tel Aviv conquista la sua seconda medaglia in un Grand Prix (2018 argento a Tashkent) e prima d’oro:

“Questa gara per me ha avuto un significato particolare, infatti la dedico a mio zio che ho perso due settimane fa. In particolare, non potendo essere presente e vicina ai miei familiari in quanto ero impegnata a preparare questa gara, ci ho tenuto oggi a ricordarlo così”

Passiamo ad Alice Bellandi, campionessa del mondo e d’europa junior in carica, che con l’argento di Tel Aviv conquista la sua prima medaglia nell’IJF World Tour:

” Sono contenta per la gara, non tanto per il risultato perchè in finale, vuoi per un pò di inesperienza o troppa fretta e voglia di vincere ho azzardato troppo.
Nella fase eliminatoria ho fatto degli incontri di cui sono molto soddisfatta; nel primo incontro sono “entrata in gara”, mentre nel secondo con l’olandese Van Dijke (terza al Masters 2018) in parita di waza-ari a 3 secondi dalla fine sono riuscita a vincere l’incontro. In semifinale con la danese Sook sono riuscita ad andare subito in vantaggio di waza-ari, ma su un mio errore ho subito il suo waza-ari, ma al golden score, già in vantaggio di due shido sono riuscita a farle prendere l’hansoku-make.
In generale sono molto contenta della gara, è un periodo difficile da cui sono uscita abbastanza a testa alta. La prossima volta spero e sono sicura che andrà meglio, devo solo acquisire più esperienza. Sono molto contenta di aver aperto l’anno con questa medaglia “

Anche Giovanni Esposito conquista a Tel Aviv la sua prima medaglia nell’IJF World Tour:

È stata una medaglia molto importante anche perché venivo da qualche piccolo infortunio e nonostante non ero nella mia perfetta forma sono riuscito a battere e a tenere testa avversari molto forti. Peccato per la finale che per un piccolo errore ho dovuto cedere la medaglia d’oro. Ringrazio la mia famiglia,il mio maestro Raffaele Parlati e il mio gruppo sportivo Fiamme azzurre che mi sostiene e mi aiuta nella crescita.

Nicholas Mungai è invece alla sua terza medaglia nell’IJF World Tour dopo i bronzi del Grand Prix di Zagabria 2017 e del Grand Slam di Ekaterinburg 2018:

“Sono abbastanza contento per la gara, mi sentivo bene e cominciare l’anno con una medaglia fa piacere, e mi aiuta a conquistare qualche punto verso le Olimpiadi. C’è rammarico per la finale perché si poteva fare, Clerget è un atleta molto forte ma c’è mancato poco ed è stato più bravo di me. Da lunedì si ricomincia l’allenamento in preparazione del Grand Slam di Parigi. Voglio ringraziare la mia famiglia che mi sostiene sempre, l’Akyiama Settimo, dove mi alleno e dove ho preparato questa gara, Raffaele Toniolo che mi ha seguito in maniera egregia e il gruppo sportivo dell’Esercito”

Christian Parlati, anch’egli campione del mondo juniores in carica, conquista a Tel Aviv la sua prima medaglia nell’IJF World Tour, e nel suo percorso sconfigge avversari del calibro dell’ungherese Attila Ungvari e del portoghese Anri Egutidze:

” Mi fa piacere iniziare bene l’anno, dispiace un pò per la semifinale che potevo gestire diversamente. Sono contento di essere riuscito comunque da un sorteggio difficile e aver conquistato la medaglia “

 

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