Giovanni Esposito: la classifica la guarderò alla fine

Giovanni Esposito: la classifica la guarderò alla fine

Vi proponiamo oggi l’intervista a Giovanni Esposito, fresco medagliato d’argento al Grand Slam di Tel Aviv 2021 (photo @ijf)

Pubblicato da Alessandro Cau il 23 feb 2021 in Iglesias

Complimenti per questa splendida medaglia, come ti sentivi in gara? Raccontaci le tue sensazioni.
In questa gara mi sentivo davvero bene, sia mentalmente che fisicamente. Volevo vincere, come sempre tra l’altro, ma nelle ultime gare purtroppo alcuni imprevisti, tra cui l’arbitraggio, non me l’hanno permesso. Per fortuna questa volta sono riuscito ad esprimere il mio Judo e a far bene. Sono certo che questo è solo l’inizio e che presto arriveranno altre medaglie ancora più importanti.

Questa medaglia ti ha permesso di guadagnare punti importantissimi per la Ranking, la qualificazione per Tokyo 2021 è sempre più vicina?
Grazie a questa medaglia ho ottenuti 700 punti in Ranking, ma al momento è presto per guardare la classifica, preferisco raccogliere quanti più punti possibili e guardare la classifica alla fine.

Nonostante le tante difficoltà di questo periodo, ti abbiamo visto davvero in gran forma, sei riuscito a performare al meglio in questa competizione sia sul lato fisico che psicologico, come ci sei riuscito?
L’approccio psicologico a questa gara è stato fondamentale. Nei giorni che precedevano la competizione ne parlavo appunto con i miei genitori e i miei amici, sapevo di poter fare una grandissima gara e battere chiunque. Poi nel Training Camp di Antalya ho avuto l’opportunità di confrontarmi con molti atleti stranieri e ho cercato di studiarli. Inoltre, mi ha aiutato tanto anche la preparazione fisica con Felice Romano, sono riuscito ad aumentare il carico nel lavoro con i pesi e mi sentivo davvero forte sulle prese.

Dedichi questa medaglia a qualcuno in particolare?
Questa medaglia la dedico alla mia famiglia, in particolare a mio fratello Antonio che purtroppo quel giorno è stato fermato agli ottavi di finale dall’atleta mongolo, poi la voglio dedicare al Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre ed infine al mio allenatore Raffaele Parlati che mi allena e mi segue ovunque.