Francesca Giorda: “Io amo fare Judo”

Francesca Giorda: “Io amo fare Judo”

Oggi sulle nostre pagine l’intervista del nostro caporedattore Alessandro Cau a Francesca Giorda, medaglia d’argento al Grand Slam di Antalya

Pubblicato da Alessandro Cau il 6 apr 2021 in Iglesias

È la tua prima medaglia in un Grand Slam, soprattutto in una finale tutta italiana, ci puoi dire le tue sensazioni?
Mi sono imposta di non esultare dopo la vittoria in semifinale perché volevo restare concentrata e non “accontentarmi” di un secondo posto. Ero molto carica e nella mia mente continuavo a visualizzare l’incontro e quello che dovevo fare; purtroppo l’emozione mi ha fatto perdere la lucidità necessaria per poter combattere contro un’atleta forte come Francesca Milani.

Come ci si prepara per poter vincere una medaglia ad un Grand Slam?
Ho lavorato tantissimo sui miei punti deboli, durante le ultime gare ho notato che avevo molti  problemi con le mancine per esempio, quindi ho fatto interi allenamenti con Martina Lo Giudice, che è la mancina più forte che conosca, mi metteva in tutte le situazioni che patisco di più in gara, è un po’ frustrante perché mi “picchia un sacco”, ma ne è valsa la pena. Non ho trascurato niente, dalla preparazione fisica, a quella mentale, per non parlare della fisioterapia. Ho cercato di controllare tutto quello che è possibile controllare.

Un atleta di livello pensa solo all’allenamento o riesce a coltivare altre passioni?
Ho sempre voluto continuare a studiare  e iscrivermi all’università, tra un po’ di tempo lo farò, ora però nella mia testa c’è solo un obbiettivo ed è Tokyo, preferisco spendere tutte le mie energie e le mie attenzioni in questo, per adesso non ho spazio per nient’altro.  Però leggo tantissimo, la lettura mi aiuta molto anche durante il calo peso per distrarmi un po’.

Ci sono stati dei momenti difficili durante il tuo percorso? E come hai reagito?
Di momenti difficili ne ho avuti molti, tantissimi, dovuti a problemi fisici e alcuni dovuti a parecchie persone che non credevano in me e pensavano fossi un’atleta “finita”. Ho reagito cercando di ascoltare solo chi vuole il mio bene, stringendo i denti, lavorando sodo e concentrandomi sul perché io faccio tutto questo: perché io amo fare judo!

Il poter gareggiare rispettando un severo protocollo anti-COVID dimostra che si può ripartire! Secondo te si può applicare positivamente anche in Italia con le competizioni nazionali?
Questa è davvero una domanda difficile. Andare a fare le gare in questo momento è comunque un rischio, infatti nelle ultime due gare molti atleti iscritti sono risultati positivi. Con questo sistema della “bolla” effettivamente stiamo riuscendo a trovare un modo sicuro per poter arrivare in gara sani; penso che questo sia l’unico modo, ora  come ora, per poter tutelare gli atleti.
Nello stesso tempo però credo che per poter applicare questo protocollo alle competizioni nazionali la difficoltà maggiore stia proprio nel creare una “bolla” per tutti gli iscritti. Non so se la federazione, le varie società  e gli atleti stessi abbiano la possibilità di fare questa cosa, so solo però che se non ci si allena in un ambiente controllato il rischio aumenta davvero tanto.