Fort Lauderdale: azzurri bloccati

Fort Lauderdale: azzurri bloccati

E’ un’Italia che non riesce ad ingranare la marcia vincente quella di Fort Lauderdale. Pollice verso per la seconda giornata di gara in cui, alla cattiva sorte che ha accompagnato gli azzurri fin dal primo sorteggio, si è aggiunta l’insulsaggine arbitrale, capace con Odette Giuffrida di farsi spettacolo grottesco. A decidere il primo incontro più [...]

Pubblicato da AC il 24 ott 2014 in Monza

E’ un’Italia che non riesce ad ingranare la marcia vincente quella di Fort Lauderdale. Pollice verso per la seconda giornata di gara in cui, alla cattiva sorte che ha accompagnato gli azzurri fin dal primo sorteggio, si è aggiunta l’insulsaggine arbitrale, capace con Odette Giuffrida di farsi spettacolo grottesco.

A decidere il primo incontro più arduo della giornata tra due delle favoritissime – da un lato la campionessa continentale junior in carica con il suo bottino di successi nel tour internazionale senior, dall’altro la stellina francese Amandine Buchard, bronzo agli ultimi mondiali di Chelyabinsk – è stata infatti la bieca lettura di un kata-guruma della Buchard contenuto dalla difesa acrobatica dell’azzurra: assegnato uno yuko inesistente dall’arbitro centrale, il punteggio è stato annullato dopo oltre un minuto per essere quindi ripristinato dopo pochi secondi – con la scusa ufficiale che era trascorso troppo tempo tra l’azione e la rettifica…ma le rettifiche non avvengono anche ad incontro terminato?? – trasformando l’incontro in un clamoroso e vergognoso pastiche arbitrale: senza quello yuko, il match sarebbe andato all’azzurra per due sanzioni di vantaggio. Vittoria invece assegnata alla francese e mondiale infranto per Odette con rabbia e rammarico.

E’ partita invece con grinta e determinazione l’avventura iridata di Maria Centracchio: il suo ippon al primo incontro ha messo fuori gioco la venezuelana Yolanda Arcos; fatale per la molisana l’incontro-scontro con l’incontenibile campionessa nipponica Momo Tamaoki; nella stessa categoria falsa partenza per Miriam Boi che non è riuscita ad imporsi sulla cinese Li Yiying. In gara oggi anche il campione mondiale uscente Antonio Esposito che purtroppo non ha ritrovato le stesse sensazioni di Ljubljana 2013 ed ha ceduto il passo al cubano Magdiel Estrada.jrworlds_final_300x375

Cinque medaglie ma “solo” un oro per il Giappone già padrone del medagliere: è stata nipponica la finalissima dei 57 kg dove Momo Tamaoki ha sorpreso la più esperta compagna di squadra Christa Deguchi. Le altre medaglie d’oro sono andate a Russia e Sud Korea rispettivamente nei 66 e nei 73 kg con Egor Mgdsyan e Changrim An e alla Francia con Amandine Buchard.

A completare il medagliere dei 66 kg dietro a Mgdsyan, Hifumi Abe (JPN), protagonista di una finale al cardiopalma con il russo e Baruch Shmailov (ISR), medaglia di bronzo con Ricardo Santos Junior (BRA); da notare che agli ultimi europei U21 di Bucarest, Mgdsyan cedeva il passo a Matteo Medves che dopo averlo schiantato con uno spettacolare waza-ari lo eliminava col peso di quattro sanzioni. E’ stato giapponese anche il secondo gradino del podio dei 73 kg, dove An nella finalissima ha domato Yuji Yamamoto; i bronzi sono andati a Koba Mchedlishvili (GEO), sul primo gradino del podio di Miami ai mondiali cadetti 2013, e al portoghese Nuno Saraiva. Altissimo il livello della finale dei 52 kg dove la Buchard ha fulminato Larisa Florian (ROU); terzo gradino del podio per Astride Gneto (FRA) e Mako Uchio (JPN). Tutta giapponese la vetta dei 57 kg con la doppietta Tamaoki – Deguchi davanti alla canadese Catherine Beauchemin-Pinard e alla russa Dewy Mezhetskaia.

In due giornate di gara i nostri azzurri si sono battuti con determinazione con i migliori: basti pensare ai campionissimi nipponici che hanno eliminato Pantano e Basile, alla stella di Taipei che ha superato di misura Manzi e alle donne di ieri tra cui si sono imposti senza appello i nomi della Buchard e della Tamaoki. Per rendere giustizia ai nostri, oltre a creare ex-novo un “ministero degli esteri” presente ed efficace, la politica judoistica italiana dovrebbe farsi un profondo esame di coscienza a partire dai nomi e dall’esperienza degli atleti che in questi giorni stanno salendo sul podio…è un dato di fatto: altrove sui giovani si investe.

Oggi, alle 16.00 in Italia, sarà la volta di Martina Greci e Alessandra Prosdocimo: Martina se la vedrà con la giovanissima nipponica Nami Nabekur, Alessandra con l’ostica ed assai nota bosniaca Aleksandra Samardzic.

In bocca al lupo!

 

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