Fiorini e Lombardo alla grande!

Fiorini e Lombardo alla grande!

Partenza col botto per gli azzurrini impegnati nei Campionati Europei Cadetti di Atene: senza deludere le aspettative, Michela Fiorini ha conquistato il tetto d’Europa con una gara strepitosa; medaglia di bronzo per l’estro di Manuel Lombardo, quinta piazza per Andrea Carlino e Alessia Ritieni. Nonostante la giornata non fosse per lei delle migliori, Michela ha [...]

Pubblicato da AC il 4 lug 2014 in Monza

Partenza col botto per gli azzurrini impegnati nei Campionati Europei Cadetti di Atene: senza deludere le aspettative, Michela Fiorini ha conquistato il tetto d’Europa con una gara strepitosa; medaglia di bronzo per l’estro di Manuel Lombardo, quinta piazza per Andrea Carlino e Alessia Ritieni.

Nonostante la giornata non fosse per lei delle migliori, Michela ha sbaragliato i 44 kg con classe da vendere: dopo essersi imposta di cuore sull’ungherese  Mihalovits e sulla turca Beder, la torinese ha dato spettacolo con l’olandese Norder battuta per ippon e ha surclassato la campionessa europea uscente e vicecampionessa mondiale 2013 Leyla Aliyeva (AZE), ingabbiata senza scampo. La giovanissima azzurra conferma la linea positiva che quest’anno continua a vederla sul primo gradino del podio.www.eju.net

Al giovane Lombardo sta un po’ stretta la medaglia di bronzo in una gara dove ha impartito lezioni di carattere e di grande judo a mez’Europa: dopo una partenza prepotente col montenegrino Gusic, a tradirlo il ne-waza del belga Jorre Verstraeten, lo scorso anno terzo ai mondiali di Miami proprio grazie alla sua grande abilità nel ne-waza. Senza darsi per vinto Manuel s’è riscattato sbaragliando l’olandese Van Den Brink e l’ucraino Skopnenko negli incontri di recupero, per imporsi e regolare i conti col russo Kazbek Achmizov nella finale per la medaglia di bronzo. Tanta classe per un bronzo oggi che segna un punto di partenza per domani.

Sei incontri sono valsi il quinto posto per il glaciale Carlino (50 kg), che ha interpretato con determinazione la sua gara nonostante qualche difficoltà col judo russo: partito senza problemi con l’armeno Hakobyan, Andrea è stato fermato dal russo Zabolotnyi (poi vincitore della categoria); nei recuperi il torinese ha eliminato inappellabile il cipriota Zenonos, l’azero Huseynov ed il turco Celik ma è purtroppo incappato nel micidiale russo Konstantin Simeonidis nella finale che l’ha costretto ai piedi del podio.

Quinta piazza agrodolce anche per Alessia(48 kg), interprete di una giornata partita col turbo e conclusa ai piedi del podio: superate di gran classe la georgiana Beboshvili, l’olandese Visser e la turca Tas, Alessia non è riuscita ad agguantare il passaggio nella finalissima per mano della francese Blandine Pont, che l’ha superata di yuko; un po’ amara la finale per il bronzo con la slovena Marusa Stangar che è stata micidiale al suolo.

Meritevoli di un encomio anche le settime piazze di Fabrizio Magozzi (55 kg) e Giovanni Esposito (60 kg), entrambi autori di una battaglia senza riserve che li ha visti ben figurare sul tatami greco: quattro incontri per Fabrizio, cinque per Giovanni non sono bastati per agguantare una medaglia ma hanno confermato il valore di due talenti a cui non resta che continuare a crescere sull’ottima strada appena imboccata.

Oggi in gara anche Simona Pollera e Mario Petrosino che non hanno ingranato come avrebbero voluto.

“I nostri cadetti non hanno deluso” ha commentato con soddisfazione Nicola Moraci, presidente della Commissione Nazionale Attività Giovanile “Con la medaglia d’oro di Michela abbiamo festeggiato la cinquantesima medaglia raccolta dall’inizio della nostra attività tra mondiali, europei ed EYOF. Oggi i ragazzi hanno combattuto bene: sono saliti sul tatami con una resa in alcuni casi oltre le aspettative soprattutto sul piano fisico…al terzo minuto di gara gli altri (compresi russi ed ucraini) scoppiavano quando i nostri ancora avevano energie da vendere. Michela è stata grandissima: in una giornata in cui non era certo al meglio, si è confermata come la più forte; per lei, numero uno del ranking mondiale, ogni incontro è stata una battaglia perché tutti di fronte a lei davano il meglio. E’ stato un grande anche Manfioriniuel peccato per la semifinale col belga in cui a tradirlo è stato un passaggio in ne-waza. Ad Alessia va l’encomio del miglior ippon della giornata: con un uchi-mata spettacolare ha lasciato tutti a bocca aperta…peccato che negli ultimi incontri le sia mancata la determinazione per arrivare sul podio.  Anche Andrea Carlino ha detto la sua senza paura. Buona la gara di Magozzi e Pollera, così come quella di Giovanni Esposito a cui un arbitraggio non troppo convincente ha tagliato la strada contro un ucraino che non meritava. Peccato per Petrosino che non è entrato in gara come sappiamo sa fare. Nel complesso è stata una buona partenza: pensiamo a com’erano le cose quest’anno all’inizio del circuito internazionale e contiamo che in squadra manca Angelo Pantano che sarebbe stato una facile medaglia…”

Oggi complimenti da più fronti anche per l’arbitro Roberta Chyurlia: per lei esordio con classe in un campionato d’Europa.

Domani sarà la volta di Nadia Simeoli, Chiara Lisoni, Gabriele Sulli, Leonardo Casaglia e Andrea Dal Zennaro.

 

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  1. Antonio says:

    Pur senza togliere nulla all’atleta Angelo Pantano voglio precisare alcuni aspetti di questa disciplina che vengono insegnati sin da principio, primi fra tutti RISPETTO ed UMILTA’.Affermare che una possibile prestazione in gara a questi ultimi Campionati d’Europa dell’atleta sopracitato avrebbe portato una MEDAGLIA FACILE denota poco rispetto di coloro i quali, nella categoria stessa, non sono riusciti a giungere sul podio e nei confronti degli avversari stessi, oltre che ad un’eccessiva sicurezza ed arroganza, specialmente se riscontrate nei tecnici.RISPETTO ed UMILTA’ sono principi findamentali in questo sport e DOVREBBERO essere i TECNICI i primi trasmetterli ai loro atleti e tali affermazioni li sconfessa.

    • Alessandro Comi says:

      A nome della redazione di Italiajudo la ringrazio per il suo contributo. Penso che le parole del M.° Moraci, che ho raccolto ieri al termine della gara, non manchino di rispetto a nessuno dei “non medagliati” primo fra tutti a Fabrizio Magozzi che ieri ha esordito in azzurro nei 55 kg con un settimo posto che ad inizio stagione poteva suonare quasi impensabile ma soprattutto combattendo da “grande”, come Moraci stesso ha in altro modo sottolineato. E’ innegabile d’altronde che un Campione Europeo in carica che ha iniziato la stagione con una medaglia d’oro in Coppa Europa a Zagabria – quale è Angelo Pantano – avrebbe avuto tutte le carte in regola per salire anche sul podio di Atene senza grosse difficoltà. Dire questo a mio avviso non significa mancare di rispetto agli altri, piuttosto significa conoscere il valore dei propri atleti ed essere loro vicini quando “cause di forza maggiore” hanno negato un Europeo alla loro portata.

      AC

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