Felice Mariani: «Deve essere superata l’antidemocraticità dello Statuto»

Felice Mariani: «Deve essere superata l’antidemocraticità dello Statuto»

Vi proponiamo l’intervista al candidato alla presidenza della FIJLKAM, il maestro Felice Mariani. Il presidente uscente, il dott. Domenico Falcone, ha invece preferito non rilasciarci una intervista.

Pubblicato da Ennebi il 24 feb 2021 in Barcellona, ESP

Lei è stato Direttore Tecnico della Nazionale per due quadrienni, dal 2005 al 2012. Di cosa va particolarmente fiero in riferimento al Suo passato alla guida dello staff tecnico nazionale?

Vado particolarmente fiero dei collaboratori che mi hanno affiancato. Lo staff con cui ho lavorato era estremamente competente e devo ringraziare ognuno di loro per aver contribuito a creare un ambiente di lavoro sereno ed affiatato. Quando abbiamo vissuto dei momenti critici, avere un team coeso ha fatto la differenza, permettendo agli atleti di non perdere la concentrazione.

Inoltre, vado fiero della medaglia d’oro conquistata da Giulia Quintavalle alle Olimpiadi di Pechino 2008 . Chiaramente, tutte le medaglie ottenute dagli azzurri mi hanno riempito di gioia, tuttavia, l’oro di Giulia è stato speciale in quanto voluto e costruito negli anni attraverso un percorso difficile che l’ha vista persino cambiare categoria. La vittoria di Giulia rappresenta tuttora una grandissima soddisfazione, anche perché è stato il primo titolo olimpico conquistato da una donna italiana nel judo.

C’è invece qualcosa di cui si è pentito o che farebbe in maniera diversa?

Sicuramente ci sono delle scelte che, col senno di poi, non farei esattamente allo stesso modo. Se potessi tornare indietro nel tempo, darei piú spazio agli allenatori dei club. L’esempio del nuoto italiano, arrivato ai vertici mondiali anche grazie al coinvolgimento degli istruttori del territorio, conferma che è questa la strada da seguire per la crescita di tutto il movimento. Un altro aspetto su cui farei scelte diverse riguarda la liberalizzazione dei tornei internazionali, che oggi rappresenta la normalità. All’epoca non avevo colto subito l’opportunità di crescita che atleti ed insegnanti avrebbero potuto sperimentare attraverso la partecipazione libera ai tornei del World Tour. Non l’ho fatto al momento al giusto, però l’ho fatto in un secondo momento.

Proprio su quest’ultimo punto, negli ultimi anni, club e famiglie hanno sostenuto spese importanti per consentire la partecipazione dei propri atleti ai tornei internazionali, con notevoli benefici per le casse federali. Non è forse arrivato il momento di riconoscere questi sforzi e rendere la liberalizzazione una cosa equa e giusta?

Sono d’accordo. In riferimento alla liberalizzazione, ritengo sia arrivato il momento di definire dei criteri chiari e trasparenti con il fine di assegnare degli aiuti economici a quegli atleti che ben figurano in campo internazionale, ma anche ai club che lavorano bene nel territorio.

Viviamo una crisi profondissima senza precedenti. Come pensa di sostenere le società sportive in questo periodo difficile nel caso dovesse essere eletto?

Il centro olimpico di Ostia deve essere messo a frutto e diventare fonte di ricavi piuttosto che un centro di costi. In questa maniera, gli introiti derivanti dalla gestione del PalaPellicone potranno essere distribuiti alle società sportive. Quando avrò la possibilità di approfondire gli aspetti del bilancio federale, potrò identificare ulteriori opportunità di ottimizzazione della struttura.

Dovremo poi essere capaci di intercettare i ristori che il Governo metterà a disposizione. A tal proposito, la mia veste di politico potrebbe essere una opportunità: sono infatti già al lavoro con alcuni miei colleghi per assicurare che ulteriori ristori vengano allocati al mondo dello sport, visto che quelli previsti non sono sufficienti.

Il rinnovo dello Statuto è parte del suo programma elettorale. Ci può spiegare meglio i tre punti principali di tale riforma? 

Deve essere superata una volta per tutte l’antidemocraticità dello Statuto. Per prima cosa bisogna consentire a chi vuole candidarsi di poterlo fare. Pertanto, bisogna ridurre il numero di proposte di candidatura necessarie per poter correre alla presidenza della FIJLKAM. Dato che il settore Lotta ha solamente un centinaio di società sportive, reperire 30 proposte per potersi candidare è ovviamente limitante. Si potrebbe definire una percentuale, per esempio del 3% rispetto al numero di club, proposta che ho già avanzato in diversi decreti. La seconda priorità su cui bisogna agire riguarda i voti multipli, che sono talmente sproporzionati da consentire la formazione di maggioranze precostituite. Il terzo aspetto che ritengo prioritario riguarda il riconoscimento del diritto di voto anche ai club degli sport associati come aikido, sumo e grappling.

Lei ha intenzione di passare per l’Assemblea Nazionale per il rinnovo dello Statuto?

Ovviamente si, sono convintissimo dell’importanza di far approvare il nuovo Statuto della FIJLAKM dall’Assemblea. Altre federazioni lo fanno, non vedo perchè dovrebbe essere un problema per noi. Non possiamo fare le cose come se fossimo nel medioevo.

Cosa pensa della formazione degli insegnanti tecnici?

Prima di tutto ritengo ci sia la necessità di armonizzare la formazione degli insegnanti tecnici nei territori. Dobbiamo arricchire l’offerta formativa e specializzarla. Bisogna poi valorizzare la figura del maestro di judo in modo che un genitore che porta un figlio in un club venga accolto con la medesima professionalità e competenza indipendentemente da dove si trovi, Palermo, Napoli, Roma, Milano, Torino, ecc..

Si parla molto di formazione degli insegnanti tecnici, mentre invece la formazione dei dirigenti sportivi viene sempre messa in secondo piano. Come mai?

La formazione è fondamentale per ogni categoria, incluso l’aspetto dirigenziale. Infatti, i dirigenti vengono sempre più coinvolti in attività e organizzazioni complesse che per funzionare bene richiedono la realizzazione contemporanea e coordinata di numerose funzioni. Dobbiamo fornire anche a chi sceglie di fare il dirigente sportivo le conoscenze basilari, sia in ambito normativo, sia in ambito gestionale, includendo nozioni focalizzate sulla capacità di analisi strategica, di progettazione e di gestione delle risorse umane. La scuola centrale di Roma doveva essere rivisitata, stando alle promesse, prontamente disattese, fatte alle ultime elezioni. La formazione è un aspetto importante del mio programma perché consente a tutti noi di essere al passo con i tempi.

Una critica che Le viene avanzata riguarda l’incompatibilità pratica piuttosto che legislativa nello svolgere la professione di Presidente della FIJLKAM assieme a quella di Onorevole della Repubblica italiana. Qual è la Sua opinione?

Vi sono presidenti di federazioni che svolgono un altro lavoro e ciò non ha mai rappresentato un problema. È la passione che fa la differenza. Il fatto che io sia uno sportivo prestato alla politica rappresenta a mio parere una opportunità per il mondo della FIJLKAM, poichè posso farmi portavoce di alcune battaglie in parlamento e nella Commissione Cultura e Sport, come ad esempio l’erogazione di contributi a favore delle società sportive, pesantemente colpite dalla pandemia.

Per concludere, vuole aggiungere qualcosa?

Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto, sia attraverso le proposte di candidatura, sia tramite il sostegno che mi è stato palesato. Siamo giunti alla fine di un’era: sono molto orgoglioso di aver intrapreso un percorso volto alla democraticità della FIJLKAM e sono molto contento di essere riuscito a candidarmi alla presidenza della FIJLKAM assieme al presidente uscente, abbattendo un muro di gomma elevato molti anni fa.


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