EJU Expert per ripartire dai club

EJU Expert per ripartire dai club

“E’ fondamentale partire dai club per sviluppare il judo, ne sono convinto.” Sono le parole del vice presidente vicario della FIJLKAM, il maestro Franco Capelletti che sabato 4 gennaio ha aperto il seminario educativo promosso dall’European Judo Union nell’ambito del progetto “Judo Expert” e approdato per la prima volta in Italia grazie al Comitato Regionale [...]

Pubblicato da AC il 6 gen 2014 in Monza

“E’ fondamentale partire dai club per sviluppare il judo, ne sono convinto.” Sono le parole del vice presidente vicario della FIJLKAM, il maestro Franco Capelletti che sabato 4 gennaio ha aperto il seminario educativo promosso dall’European Judo Union nell’ambito del progetto “Judo Expert” e approdato per la prima volta in Italia grazie al Comitato Regionale Friuli Venezia Giulia e alla Yama Arashi Udine, a margine dell’affollatissimo Winter Camp 2014.

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Le due giornate di lavoro sono state affidate alla perizia del francese Jean Pierre Gibert intervenuto a Lignano in rappresentanza dell’EJU sul tema “Technical development for teaching young judoka aged 8 – 12 years”. Al centro dell’aggiornamento, il lavoro di base con i principianti di giovane età nell’approccio al tachi-waza e al ne-waza: valida ed efficace la proposta di esercizi propedeutici e giochi didattici utili a focalizzare l’attenzione sulle peculiarità dei gesti tecnici.

Il progetto “EJU expert” si avvale del contributo dei migliori tecnici mondiali che negli anni si sono stabiliti in Europa dando forma ad un team senza precedenti con l’obiettivo di formare gli insegnati di club; diretti da Ezio Gamba, sono dieci i grandissimi chiamati a guidare il progetto: Alexander Jatskevitch, Neil Adams, Maarten Arens, Jane Bridge-Charlot, Jean Pierre Gibert, Katsuhiko Kashiwazaki, Hiroshi Katanishi, Hirotaka Okada, Patrick Roux, Kaori Yamaguchi.

Rivolgendosi ai 159 tecnici intervenuti sia dall’Italia che dall’estero, il presidente Capelletti ha aggiunto: “Pensando al nostro movimento, mi viene in mente l’immagine di un iceberg di cui esce solo una piccola parte: le competizioni che sono visibili a tutti, che fanno rumore, che regalano vittorie. La parte più grande di questo iceberg però è quella sommersa, che non si vede: sono i club che fanno la grande parte del lavoro. Più sono le persone a praticare il nostro sport, più esso diventa importante: i club fanno un lavoro determinante perché i praticanti aumentino e l’aggiornamento di oggi è un punto chiave per questo…serve a voi per crescere e per far crescere il judo.”

L’auspicio è che il successo della due giorni di Lignano faccia da catalizzatore al risveglio del settore didattico che in Italia da troppo tempo, stenta a fare passi decisi.

 

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  1. nino vitanza says:

    Well Said !

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