EJO Roma e Oberwart: la parola ai protagonisti

EJO Roma e Oberwart: la parola ai protagonisti

Lo scorso fine settimana, come abbiamo già documentato negli articoli dedicati, i nostri ragazzi erano impegnati su due versanti: i ragazzi nell’EJO di Roma e le ragazze nell’EJO di Oberwart. Italiajudo ha avvicinato a fine gara quasi tutti i ragazzi che sono stati impegnati in questi due appuntamenti, e ha raccolto le loro impressioni a fine gara.

Pubblicato da AleC il 21 feb 2019 in Iglesias

Lo scorso fine settimana, come abbiamo già documentato negli articoli dedicati, i nostri ragazzi erano impegnati su due versanti: i ragazzi nell’EJO di Roma e le ragazze nell’EJO di Oberwart. Italiajudo ha avvicinato a fine gara quasi tutti i ragazzi che sono stati impegnati in questi due appuntamenti, e ha raccolto le loro impressioni a fine gara.

Partiamo da Domenico Di Guida, medaglia d’oro nella cat. -90 kg, nella finale tutta italiana con Lorenzo Rigano:

“ La gara è andata abbastanza bene e sono contento. Sono contento per i sacrifici che faccio nonostante i tanti dolori fisici che ogni giorno mi tormentano e che comunque mi costringono a fare allenamenti alternativi e non come vorrei. In gara stavo bene e ho battuto anche gente medagliati alle Olimpiadi di Rio, vedi il cinese ai quarti di finale.
5 incontri tutto sommato gestiti abbastanza bene. Ciò mi fa sperare in un futuro con ancora più medaglie, qualcosa mi sento ancora di dare. Ringrazio il mio gruppo sportivo FIAMME AZZURRE che ha creato un gruppo fantastico, la mia famiglia e la mia ragazza. La vittoria la dedico a mio nonno che pochi mesi fa ci ha lasciati, amante di questo sport! “

Questo il commento di Lorenzo Rigano, appunto medaglia d’argento nella cat. -90 kg:

“ Questa medaglia è frutto di tanti sacrifici. La aspettavo ormai da tempo dopo che mi era sfuggita per un soffio all’Open di Bucarest. Sono contentissimo e penso che questo possa essere un punto di partenza e un ottimo trampolino di lancio per mettermi in mostra in futuro. Ringrazio tutto lo staff delle fiamme gialle per darmi la possibilità di allenarmi e crescere con loro, la mia famiglia ed in particolare mia madre e mio zio Corrado Bongiorno nonché mio allenatore, che mi supportano e mi aiutano a rincorrere il mio sogno. “

​Due medaglie nella cat. -66 kg e partiamo da Matteo Piras, medaglia d’argento:

 ” Innanzitutto sono contento di aver conquistato questa medaglia e sopratutto di aver disputato una finale dove mi son giocato l’oro fino alla fine e per un soffio non son riuscito a vincerlo! Poi son contento di come l’ho affrontata questa gara, perché circa una settimana prima mi son fatto male ad una costola ed avevo paura di compromettere la prestazione e quindi la gara, ma grazie al lavoro con i fisioterapisti e gli allenatori del Centro sportivo carabinieri son riuscito ad affrontare la competizione al massimo e al meglio! Diciamo che sono molto contento della parte psicologia, della mia mentalità trovata in gara, e in merito vorrei ringraziare il mio mental coach Marco Pacifico che mi è stato molto vicino sopratutto in questo periodo di preparazione!​ “

Sempre nella cat. -66 kg Mattina Miceli ha conquistato la medaglia di bronzo:

“ Era un po’ che non gareggiavo, e sabato è stata una buona occasione per rimettermi in gioco, risalire sul tatami e provare delle belle sensazioni. È stato bello salire sul podio, specialmente perchè si trattava di una medaglia all’European Open, per me la prima in questo contesto. Bello poi, esserci riuscito in casa, con il mio pubblico, con la mia famiglia e con la mia società al completo (Banzai Cortina Roma). Soddisfatto e contento, ringrazio tutti coloro che mi supportano, alla prossima. Un bacio “dar micio” “

Stesso risultato per Salvatore d’Arco nella cat. -81 kg:

“ Da piccolino sognavo di partecipare a questa competizione così importante. Due anni ho realizzato questo piccolo sogno. Ho deciso però di alzare l asticella Oggi e cercare di andare a prendermi la medaglia. 4 incontri durissimi che mi hanno portato a conquistare una preziosissima medaglia di bronzo in un torneo di qualificazione olimpica. Dedico questa medaglia alla mia famiglia, a mio fratello Vincenzo oggi in veste di coach, al mio maestro, alla mia società la Nippon Club, ma sopratutto alla mia fidanzata che mi ha sempre sostenuto e dato la forza per non mollare ​”.

Per quanto riguarda le ragazze impegnate a Oberwart, iniziamo dalla veterana Lucia Tangorre, cat. -78 kg:

“ Gara con numerosi iscritti, e presenza di molte atlete appartenenti alle zone alte della ranking mondiale. La mia gara è stata molto sotto tono , non mi sono espressa con le mie massime capacità, forse un po’ dovuto al fatto che sono stata fuori dalle competizioni per 8 mesi a causa di un infortunio importante, questa con la gara di Sofia e quella di Praga saranno degli ottimi test per il mio “fisico” e per proseguire il lungo e intenso anno pieno di appuntamenti. “

Sofia Petitto era invece impegnata nella cat. -48 kg:

“ Da quest’anno sono passata senior e questa è una delle prime gare all estero senior a cui partecipo. Sinceramente mi sentivo in forma, purtroppo ho beccato subito al secondo incontro una brasiliana ostica con cui ho perso per osae-komi . Mi sento all altezza e le sensazioni sono buone anche se ancora non sono riuscita a dimostrarlo. Prossima gara sarà il gran prix di marrakesh i primi di marzo , gara di altissimo livello , ma io sono sempre pronta a tutto e sono certa che farò del mio meglio come ho sempre fatto. “

Questo il commento di Martina Greci, cat. -63 kg:

“ Riguardo alla gara posso dire di non essere stata me stessa: ho fatto degli errori un po’ superflui, ma da quelli posso solo imparare e continuare a lavorare, come sto facendo, a testa bassa e cercare di fare sempre meglio. Infine spero di esprimere tutta me stessa nel prossimo appuntamento del 2 marzo a Praga preparandomi al meglio.​ “

Samanta Fiandino, invece era impegnata nella cat. -57 kg:

Sinceramente non sono soddisfatta della mia gara, la sensazione di aver potuto far meglio con la britannica Nairne rimane. La stavo controllando bene, non la sentivo superiore o più forte,  ma mi è mancato il guizzo per finalizzare ed a questi livelli si paga. Alla fine mi ha chiuso a terra al golden score e li è finita la mia gara. Peccato, perché con Laura (Di Toma) avevamo pianificato bene l’incontro ed avevo tutte le carte in regola per passare il primo turno.
Sto pagando l’ultimo anno in cui ho rallentato con l’attività agonistica per concentrarmi di più nello studio. Sono stata molto impegnata tra il tirocinio e la preparazione della tesi ed ho fatto molte meno gare, soprattutto a livello internazionale. Ho perso un pò l’approccio mentale a questo tipo di gare, per cui adesso devo lavorare per recuperarlo. Assieme al mio coach (il M° Paolo Natale direttore tecnico del Dojo Equipe Bologna) stiamo pianificando un percorso che mi riporti ad essere competitiva al più presto. Ho voglia di togliermi delle soddisfazioni ed ho voglia di confermare quelle buone sensazioni che ho avuto in queste due primi uscite internazionali stagionali dove mi è mancato solo il risultato.