Donne dirigenti… perché si.

Donne dirigenti… perché si.

Nel giorno in cui il mondo celebra le donne, Italiajudo ripropone per la prima volta on-line un articolo pubblicato il 12 dicembre 2015 su Italiajudo Magazine, al momento l’unica uscita cartacea di Italiajudo. Più di tre anni fa, con un anno di anticipo dalle elezioni nazionali della FIJLKAM, Italiajudo immaginò un governo fatto solo di donne e, senza sorpresa, trovammo molti nomi papabili. Quest’oggi molte delle donne annoverate nel nostro articolo hanno raggiunto ulteriori traguardi importanti: tanto per fare degli esempi, l’Arch. Maria Grazia Perrucci è membro del consiglio nazionale della FIJLKAM, prima eletta tra i dirigenti alle ultime elezioni nazionali; Cinzia Cavazzuti è vice presidente del comitato regionale lombardo, coadiuvata nella sua apprezzata attività da Donata Burgatta; la maestra Laura Di Toma è Team Manager delle Squadre nazionali; l’arbitro e avvocato penalista Roberta Chyurlia è stata lo scorso anno la prima donna italiana ad arbitrare una finale del Grande Slam di Parigi, premiata come migliore arbitro del 2017, è oggi in corsa per prendere parte alle Olimpiadi di Tokyo 2020; Ylenia Scapin è rientrata nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle, questa volta come allenatrice, ed è anche collaboratrice tecnica delle squadre nazionali; Ilaria Sozzi è componente della commissione nazionale disabili della FIJLKAM; mentre Cristina Fiorentini presiede la commissione nazionale rapporti con la Scuola per il settore Judo. Non citammo Monica Piredda, che attualmente presiede la commissione nazionale Kata e Master per il settore judo. Sono solo degli esempi. Come scrivemmo a fine 2015, ci sono tante altre donne che non vengono citate in questo articolo e, invece, lo meriterebbero.

Il ringraziamento della redazione di Italiajudo va non solo alle donne citate in questo spazio, ma anche a tutte quelle donne che ogni giorno lavorano e si adoperano per la promozione e la divulgazione del judo, magari in una dimenticata scuola di periferia… Con tale pensiero, la redazione di Italiajudo augura un felice giorno internazionale della donna a tutto il mondo dell’educazione e dello sport, maschi inclusi, perché si celebrino le nostre eccellenze senza limitazioni, come è giusto che sia.

Pubblicato da Ennebi il 8 mar 2019 in Manila, Filippine

È vero che in una società perfetta dovrebbero contare innanzitutto i meriti, le capacità, i risultati ottenuti e non il sesso di appartenenza, che si tratti di un maschio oppure di una donna. La nostra tuttavia non è una società perfetta e per ragioni culturali e storiche le donne scontano, in particolar modo in un settore come quello dello sport, una condizione sfavorevole. È cosi che le quote rosa servono a superare questo svantaggio. Nel mondo del judo le donne non sono mai state rappresentate in consiglio nazionale, pur avendo contribuito alla crescita del nostro movimento in maniera importante, basti pensare ai tanti risultati di rilievo ottenuti nelle maggiori competizioni internazionali, di gran lunga più importanti di quelli ottenuti dai colleghi maschi. Per questo motivo, abbiamo immaginato una federazione governata da sole donne e abbiamo scoperto – in  verità senza grande stupore – che sono davvero tante coloro che possono rappresentarci per meriti, capacità e determinazione da vendere. Quali potrebbero essere i nomi da fare, se potessimo eleggere il prossimo consiglio nazionale completamente al femminile? Proviamo a pensare…

LAURA DI TOMA

Signora del judo italiano, ha dedicato la propria vita allo sport. Come atleta ha vinto ben 4 ori europei e ha conquistato la medaglia d’argento ai Campionati del Mondo di New York 1980; come tecnico, dopo una lunga e formativa esperienza in club privati, é stata allenatrice della nazionale femminile ed é da due quadrienni e mezzo punto di riferimento dello staff della nazionale giovanile, con risultati di primissimo piano. Classe 1954, Laura Di Toma è una persona molto saggia, pacata, ma sempre chiara, lineare a precisa e sopratutto giusta ed onesta. Le sue battaglie le conduce in silenzio, dietro le quinte, con tenacia e convinzione. Dopo il Campionato del Mondo di New York è partita la lotta ufficiale per l’inserimento del Judo Femminile alle Olimpiadi: tutte le medagliate di quel mondiale hanno scritto al Comitato Olimpico Internazionale per essere ammesse ai Giochi minacciando di citare in giudizio il CIO. Laura era una di loro.

MARGHERITA DE CAL

Anche lei una saggia del judo italiana. Campionessa del mondo a New York 1980 e due volte oro agli Europei, é docente di educazione fisica e pertanto conosce molto bene il mondo della scuola dove ha lavorato per oltre 30 anni. È specializzata nell’insegnamento ai bambini, che esercita dal 1969 con grande successo, ha inoltre una grande esperienza nella psicomotricità. Chi la conosce dice che é schietta e sincera e sopratutto molto umile. Ha lottato assieme a tutte le medagliate dei mondiali di New York per l’inserimento del judo femminile alle Olimpiadi.

ALESSANDRA GIUNGI

Bronzo olimpico a Seoul, ove fu introdotto il judo femminile, ha sfiorato il podio a Barcellona 1992, dove un anno prima aveva conquistato il titolo di Campionessa del Mondo. Ai mondiali é salita su tutti i gradini del podio (1,1,1), così come ai campionati d’Europa (2,2,4). Una donna grintosa e sempre positiva, genuina e spontanea, é stata collaboratrice dello staff tecnico della nazionale. È una dei testimonial dell’Osservatorio Nazionale Bullismo e Doping.

EMANUELA PIERANTOZZI

Vanta nel suo palmares due titoli del mondo conquistati nel 1989 e nel 1991, due medaglie olimpiche ad Atlanta e Sydnety e due ori agli Europei. Per due anni é stata tecnico della nazionale giovanile. Nel 1997 riscopre il ruolo di ambasciatore dello sport per il ministero dello sport e dell’educazione. È anche stata membro del Board Committee del CONI dal 2001 al 2005. Insegnante di educazione fisica, é stata dapprima ricercatrice presso la Facoltà di Scienze Motorie di Bologna e dal 2011 presso il DINOG dell’università di Genova, dove svolge anche la professione di docente. La Pierantozzi è anche una scultrice: la sua opera più nota è una statua in bronzo di Marco Pantani a Cesenatico.

CINZIA CAVAZZUTI

Un oro e tre bronzi continentali, un podio olimpico sfiorato a Sydeny 2000: un nome una garanzia, un concentrato di potenza e di umiltà, una donna per il judo. La ex azzurra sta portando avanti un progetto con una missione speciale: le donne sul tatami. Insieme alle colleghe Donata Burgatta, Elena Cavalli, Elena Marzorati ed Elena Scialpi ha messo a punto un circuito che partito dalla Lombardia poco più di un anno fa ha cominciato a girare l’Italia con grande successo. La sua attività di tecnico é cominciata tuttavia ben 4 anni fa: una volta abbandonando l’alto livello e dopo un periodo lontana dal judo, ha scelto di tornare alle basi osservando ed imparando dai più piccoli.

DONATA BURGATTA

La vice campionessa d’Europa 1996 e bronzo alle Universiadi nello stesso anno, grazie all’esperienza acquisita in dieci anni di collaborazione con il CUS Milano nell’allenamento dei piccoli rugbisti, si è fatta interprete di un lavoro d’incontro e di sintesi motoria e concettuale: da una parte cadute, squilibri, contatto, dall’altra rispetto delle regole e dell’avversario oltre ad un’etica sportiva fondata innanzitutto sulla disciplina di sé e degli altri. È lei la protagonista indiscussa del connubio vincente tra rugby e judo in Italia. All’estero questa analisi sta producendo ottimi risultati: in Francia e in Inghilterra dove esistono da tempo collaborazioni sistematiche tra le federazioni, Judo e Rugby si muovono in sinergia.

MARIA GRAZIA PERRUCCI

Architetto, esperta nella gestione delle competizioni come pochi, membro del team informatrico della federazione europea di judo (EJU), ottima comunicatrice, pacata e competente, è vice presidente del comitato regionale settore judo del Friuli Venezia Giulia. E’ anche presidente di giuria. Efficientissima come pochi, sarebbe un ottimo ministro degli interni e potrebbe essere lei il nuovo “Direttore delle gare”, dando finalmente un senso a questa figura soppressa dopo il flop degli Assoluti di Asti 2014.

Mi fermo qui, ma potrei continuare per ore. Il bronzo olimpico Lucia Morico, Ylenia Scapin con la sua idea per rivoluzionare la formazione degli insegnanti tecnici come ci ha raccontato nella sua intervista (ndr pubblicata su Italiajudo Magazine il 12 dicembre 2015), il primo arbitro mondiale donna, solamente 36enne, Roberta Chyurlia, l’official dellIJF Elisabetta Fratini, l’olimpionica Laura Zimbaro, l’efficiente organizzatrice di gare e stage Milena Lovato, la coppia super medagliata nei Kata, Ilaria Sozzi e Marta Frittoli, ma anche Cristina Fiorentini, bronzo europeo che si dedica ora al progetto “Difesa in Rosa” con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della violenza proprio sul gentil sesso, Manuela Tadini stella pluri-medagliata nella classe master sono altri nomi che vi vengono in mente e, sicuramente, ci sono tante altre che non ho citato e, invece, lo meriterebbero. Di qui, l’idea di dare a voi lettori la parola: scriveteci segnalandoci la donna che secondo voi potrebbe rappresentarci in consiglio nazionale, allegate una breve spiegazione e noi pubblicheremo i vostri suggerimenti on-line una volta a settimana su italiajudo.com. Dunque, che aspettate? Scriveteci!

Italiajudo Magazine, 12 dicembre 2015


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