Do you have a dream?

Do you have a dream?

  1/09/2013- È stata un’Italia deludente quella andata in scena ai Campionati del Mondo di Rio De Janeiro 2013. La Direzione Tecnica affidata, secondo la nuova concezione, ad una commissione di pari, ognuno con precise responsabilità – il ruolo gestionale affidato al manager Raffaele Toniolo, mentre agli allenatori Pino Maddaloni, Dario Romano, e Luigi Guido sono [...]

Pubblicato da Ennebi il 12 set 2013 in Milano

 

1/09/2013- È stata un’Italia deludente quella andata in scena ai Campionati del Mondo di Rio De Janeiro 2013.

La Direzione Tecnica affidata, secondo la nuova concezione, ad una commissione di pari, ognuno con precise responsabilità – il ruolo gestionale affidato al manager Raffaele Toniolo, mentre agli allenatori Pino Maddaloni, Dario Romano, e Luigi Guido sono affidati rispettivamente gli atleti maschi, le atlete donne, e le squadre militari e universitarie – ha schierato a Rio 10 atleti, dei 18 disponibili: 5 maschi e 5 femmine. Gli atleti italiani hanno disputato in totale 16 incontri, vincendone 6, per una percentuale di successo del 37,5%.

 

In effetti, la pessima prestazione dei precedenti mondiali di Parigi 2011 con solo il 26% di incontri vinti è stata migliorata: un incremento di vittorie pari all’11,5%. Tuttavia, sarebbe stato davvero impossibile fare di peggio.

 

Prima del mondiale abbiamo letto che “questa squadra è composta da dieci ragazzi giovani, con ottimi risultati internazionali a livello junior e under 23…”. È vero, a Rio abbiamo schierato una squadra giovane.

 

Ma… giovane rispetto a chi?

 

Sicuramente la scelta operata dagli allenatori della commissione tecnica è in controtendenza rispetto alle scelte italiane degli ultimi anni. Tuttavia, se andassimo a verificare l’età media degli atleti medagliati a questi campionati del mondo, resteremo probabilmente sbalorditi nel constatare che corrisponde di fatto all’età media degli atleti del team italiano. La squadra italiana presentata a Rio ha un’età media di 23 anni. Se considerassimo solamente i 14 ori di Rio, scopriremmo che l’età media è di 24 anni, e sarebbe potuta arrivare fino a 21 anni, se non fosse stato per l’oro conquistato dal 31enne MAMMADOV nei 100 kg (a tal proposito si vedano le tabelle in calce all’articolo).

 

Come è possibile? Perché gli atleti “giovani” di altri Paesi conquistano la medaglia e i nostri no?

 

Forse perché è diffusa in Italia la strana e maledetta associazione tra “è un giovane atleta” e“deve fare esperienza”. Eppure di esempi di giovanissimi campioni ne abbiamo avuti, basti pensare a Ylenia Scapin, tanto per fare un esempio, ma non sono bastati a farci capire che un atleta giovane può fare risultato.

 

Schermata 2013-09-17 a 12.07.33 AM

 

Nel contempo, c’è da considerare che lo scenario judoistico mondiale è cambiato negli ultimi anni: ora si fa esperienza sui tatami di tutto il mondo fin da ragazzini, cosa impensabile fino a pochi anni fa. Probabilmente è il caso di mettere da parte questa maledetta necessità di dover fare esperienza!

 

Ben venga il puntare su atleti giovani, purché siano meritevoli. Ma se da un lato si è voluto puntare su atleti “giovani”, dall’altro risulta davvero difficile comprendere l’assenza di atleti italiani in alcune categorie, i quali avrebbero potuto dire la propria. In questo caso la scelta è stata ancora diversa e perentoria: “troppo giovani, anche se meritano”.

 

Ma che cosa significa? Se è vero che ci sono atleti junior che meritano di dover partecipare ad un mondiale senior, che cosa stiamo ad aspettare? Forse perché ci teniamo che facciano le loro medaglie nella classe di appartenenza? O per quale altro motivo?

 

Se davvero il nostro obiettivo è quello di paragonarci e confrontarci senza alcun timore, prima o poi, con le grandi nazioni di questo sport, allora significa che è proprio da loro che dobbiamo attingere, chiaramente riadattando il tutto nel nostro contesto, che presenta delle particolarità e unicità oggettive. In Francia, tanto per fare un esempio, classificarsi al quinto posto di un mondiale o anche di una rassegna continentale è davvero un buco nell’acqua. Noi siamo andati molto lontani da un risultato che sia solamente simile a quello appena citato. Eppure, abbiamo parlato di “soddisfazione” per un qualche incontro vinto. Per carità, è giusto complimentarsi con un atleta che ha disputato un buon incontro, sia che l’abbia perso, sia che l’abbia vinto, tuttavia bisogna essere onesti e guardare in faccia alla realtà: c’è tanto lavoro da fare e probabilmente un quadriennio non sarà sufficiente per raggiungere obiettivi appaganti.

 

È innegabile, inoltre, che il nuovo team di lavoro sia stato insediato davvero troppo tardi perché si possano registrare dei risultati soddisfacenti in così poco tempo.

Pertanto, auguriamo a tutto lo staff un grande in bocca al lupo per il grande lavoro che lo attende e nel contempo auspichiamo che vengano finalmente attuati dei cambiamenti, che in realtà speravamo di vedere già operativi.

 

In primis, l’augurio che la maggior parte dei judoka italiani auspicano, è di avere tutti le stesse opportunità. Non basta selezionare una squadra con dei criteri obiettivi, bisogna che venga attuata una grande operazione di trasparenza che dia ad ognuno la possibilità di entrare in Nazionale e di conquistare l’accesso alla qualificazione olimpica.

I criteri oggettivi devono essere pertanto chiari a priori per tutti e non essere resi noti a giochi fatti. Tale operazione di trasparenza permetterebbe una pianificazione dell’attività agonistica anche per i club privati. Il judo di alto livello non dovrebbe essere relegato ad una piccola cerchia di “intimi amici”, ma dovrebbe essere una opportunità accessibile a chiunque abbia voglia di mettersi in gioco e di allenarsi duramente con dedizione e passione. Solo così potremmo crescere tutti insieme, sperando di poterci confrontare con le grandi potenze di questo sport.

 

Inoltre, il secondo auspicio riguarda i Campionati Italiani Assoluti affinché tornino ad essere presi in considerazione in maniera determinante. In Francia pluri Campioni Olimpici e pluri Campioni del Mondo calpestano il tatami Assoluto come una delle gare più importanti della stagione, permettendo ai meno esperti e ai più giovani di confrontarsi con dei fuoriclasse e con degli atleti di altissimo livello. Questo significa crescere tutti insieme!

Perché in Italia gli Assoluti tornino a risplendere e a recuperare l’importanza che avevano in passato, è necessario che si svolgano al più tardi entro gennaio, in modo da consentire a chi seleziona gli atleti per i circuiti internazionali di poter considerare l’assoluto come un Assoluto.

 

Infine, ci piacerebbe conoscere quali sono gli obiettivi dichiarati per i quali si continuerà a lavorare in futuro. E’ difficile, se non impossibile, impostare e pianificare un determinato lavoro senza che vi siano degli obiettivi chiari e raggiungibili. Questa impostanzione, inoltre, consente una facile ed efficiente misurazione dei risultati ex post e consente di valutare la qualità del lavoro svolto.

 

Non ci resta che attendere e sperare, con tanta voglia di crescere e con lo sguardo rivolto al futuro: ci vuole coraggio per cambiare e anche tanta determinazione!

 

Do you have the same dream? 

 

 

 

“Sono le azioni che contano.

I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere,

sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni.

Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.”

Gandhi

 

 

 

 

Tab. 1 – I campioni del mondo di Rio2013
Atleta Paese Categoria Classe
TAKATO, Naohisa JPN 60 1993
EBINUMA, Masashi JPN 66 1990
ONO, Shohei JPN 73 1992
PIETRI, Loic FRA 81 1990
GONZALEZ, Asley CUB 90 1989
MAMMADOV, Elkhan AZE 100 1982
RINER, Teddy FRA +100 1989
MUNKHBAT, Urantsetseg MGL 48 1990
KELMENDI, Majlinda KOS 52 1991
SILVA, Rafaela BRA 57 1992
GERBI, Yarden ISR 63 1989
ALVEAR, Yuri COL 70 1986
SOL, Kyong PRK 78 1990
ORTIZ, Idalys CUB +78 1989
Tab. 2 – Il team Azzurro di Rio2013

 

Atleta Paese Categoria Classe
PARLATI, Enrico ITA 73 1992
Andrea, Regis ITA 73 1990
CAROLLO, Massimiliano ITA 81 1992
FACENTE, Walter ITA 90 1987
DI GUIDA, Domenico ITA 100 1992
MOSCATT, Valentina ITA 48 1987
GIUFFRIDA, Odette ITA 52 1994
GIORGIS, Valentina ITA 63 1991
GWEND, Edwige ITA 63 1990
GALEONE, Assunta ITA 78 1986

 

 

 


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