DiversaMENTE con il potere al popolo

DiversaMENTE con il potere al popolo

Il DiversaMENTE di oggi invita i club con diritto di voto a riflettere sulle scelte effettuate dal nostro attuale presidente della FIJLKAM, che per paura di perdere ha deciso di concorrere senza avversari alla presidenza della FIJLKAM per il prossimo quadriennio. Ennebi invita ad una ulteriore riflessione: eleggere dei consiglieri senza programma e scelti dall’alto significherebbe avere un consiglio asservito alla volontà di una sola persona, ovvero il presidente che ha scelto i propri collaboratori; di contro, votare dei consiglieri che hanno manifestato palesemente il proprio programma e che hanno accettato il confronto sullo stesso significa dare il comando al popolo.

Pubblicato da Ennebi il 18 ott 2016 in Ginevra, Svizzera

Nelle scorse edizioni di DiversaMENTE si è sottolineata l’importanza di andare a Roma a votare, oggi più che mai, visto che per la prima volta dal 1981 abbiamo delle persone da scegliere, quanto meno tra i candidati consiglieri, visto che il candidato presidente con molta probabilità sarà ancora una volta uno solo. Il fatto che tutti vadano a votare rappresenta un grande cambiamento rispetto al passato, fondamentale affinché un cambiamento di più ampio respiro si realizzi. Ciò vale ancora di più per quei club che esprimono un solo punticino. Infatti, per quanto misero possa sembrare, il punticino questa volta farà la differenza.

Nelle scorse puntate di DiversaMENTE abbiamo anche parlato dell’importanza di informarsi prima di esprimere il voto e in particolare di quanto sia fondamentale analizzare i programmi dei candidati, laddove ci siano, in modo che si faccia una scelta consapevole.

Nell’ultimo numero di DiversaMENTE abbiamo invece sottolineato l’importanza di uscire allo scoperto per coloro che vogliono candidarsi. Con grande gioia c’è stato un riscontro più che positivo sin dall’uscita della nostra rubrica: infatti, in aggiunta al prof. Bernardo Centracchio che fin dallo scorso marzo ha espresso le proprie intenzioni a candidarsi nella componente insegnanti tecnici, si sono aggiunti il M. Angelo Beltrachini e il M. Corrado Croceri, entrambi candidati nella componente dirigenziale, che ricordiamo avrà due rappresentanti, e l’avv. Katia Di Cagno, candidata come rappresentante degli atleti ed unica donna per il momento a concorrere per un seggio nel consiglio nazionale della FIJLKAM. Tutti quanti hanno anche presentato un proprio programma elettorale. La loro candidatura verrà ufficializzata dopo aver depositato presso la segretaria federale le 25 proposte di candidatura provenienti da 5 regioni diverse. Lo sapremo il 3 novembre 2016, ovvero un mese prima delle elezioni.

Ai precedenti, dobbiamo aggiungere nella componente dirigenziale anche il dott. Giuseppe Matera, ufficiale dell’arma dei Carabinieri, il quale non ha pubblicamente annunciato la propria candidatura e non ha nemmeno fatto circolare un proprio programma. Seppure il dott. Giuseppe Matera dovesse trovare le proposte di candidatura necessarie, i rumors dicono che potrebbe non avere i requisiti necessari, ovvero essere stato tesserato negli ultimi 10 anni per 2 anni in un club affiliato alla FIJLKAM. A verificare ciò dovrà pensarci il Segretario Generale, l’Ing. Massimilano Benucci.

Ai sopra citati, si aggiunge quella che tutti ormai conoscono come “squadra del presidente”, composta dai maestri Antonio Di Maggio e Franco Capelletti per la componente dirigenziale, dal M. Gino Nasti per gli insegnati tecnici e dal M. Giovanni Strazzeri in rappresentanza degli atleti. Il presidente Domenico Falcone ha dunque scelto gli uomini che vorrebbe al proprio fianco una volta che verrà certamente eletto, in quanto unico candidato. Non lo ha fatto con un annuncio pubblico, né tanto meno tramite una conferenza stampa o un comunicato stampa, ma l’ha fatto informando la maggior parte dei presidenti e vice presidenti dei comitati regionali FIJLKAM – ovvero coloro che devono autenticare le proposte di candidatura – in modo che si sparga la voce. Si è perfino arrivati ad una forzatura di una gravità inaudita, su cui arriveranno presto i primi ricorsi: alcuni vice-presidenti regionali hanno inviato delle email ai propri referenti di club volte alla raccolta di proposte a favore di componenti della “squadra del presidente”! I candidati del presidente non hanno nemmeno un proprio programma, ma avranno il programma imposto dall’attuale presidenza, che tuttavia ancora non è pubblico. Chissà se mai lo sarà.

Dunque, se da un lato il dott. Domenico Falcone ha deciso di essere l’unico candidato alla presidenza della FIJLKAM al fine di assicurarsi la propria poltrona fino al 2020, dall’altro ha anche scelto di formare la propria squadra, seppure nessuno glie l’abbia chiesto e rischiando che quest’ultima non abbia la maggioranza in consiglio. E’ vero: la “squadra del presidente” era una tradizione sotto l’impero Pellicone, ma lo scenario era diverso ed i candidati non avevano avversari.

Come mai il dott. Domenico Falcone ha preso questa importante scelta?

E’ molto facile.

Da un lato è evidente che il presidente Domenico Falcone abbia avuto la paura di non essere eletto qualora avesse avuto un avversario alla carica di Presidente della FIJLKAM. Ne è chiara testimonianza il fatto che altrimenti il dott. Domenico Falcone avrebbe semplificato il processo di raccolta delle proposte di candidatura, come richiesto da ogni fronte, a partire da questo canale e passando perfino per molti esponenti della lotta e del karate. Da non combattente qual è – infatti il dott. Domenico Falcone non ha mai praticato nessuno degli sport di combattimento che rappresenta – ha scelto di non “combattere” ma di vincere a tavolino.

Dall’altro lato, il dott. Domenico Falcone ha scelto una squadra per il semplice fatto che laddove dei consiglieri con un proprio programma dovessero essere eletti, allora avrebbero un “potere contrattuale” molto forte in seno al consiglio nazionale. Di contro, dei consiglieri scelti dall’alto non potranno mai opporsi alla volontà del presidente proprio perché nel consiglio nazionale ci arriverebbero per scelta del presidente stesso. Dunque, per riassumere, votare la “squadra del presidente” significa dare il potere ad unica persona, ovvero il dott. Domenico Falcone, mentre votare dei candidati con un proprio programma significa dare finalmente il potere ai tesserati della FIJLKAM.

Un’ultima riflessione riguarda lo scenario in cui la “squadra del presidente” non dovesse avere la maggioranza nel consiglio di settore. Che cosa succederebbe? Forse il presidente Domenico Falcone non ha valutato che restare presidente sarebbe in questo caso del tutto inopportuno e l’unica strada percorribile sarebbe quella delle dimissioni – quanto meno per chi ha un briciolo di senso del pudore.

Il DiversaMENTE di questa settimana invita tutti coloro che hanno diritto di voto a ridare il potere al popolo, ad avere il coraggio di cambiare e sopratutto a superare la paura di non farcela. Del resto, NOI siamo combattenti. Il cambiamento è possibile sopratutto grazie ad una solida unione da esprimere attraverso il voto, libero e scevro da qualsiasi condizionamento e promessa elettorale. Dunque, uniamoci e scegliamo con coraggio: è questo l’unico modo per combattere contro l’oligarchia instaurata nella nostra federazione. Del resto, chi sceglie, vince. Chi subisce, soccombe. Sempre.


  1. Claudio Zanesco says:

    Be va a finire che vengo a Roma a vedere come finisce!!!
    Ah proposito e il mio amico Stefano Stefanel?

  2. Uke Previdente says:

    Buongiorno, leggendo questo articolo, che puntualmente fa l’esatta disamina dell’attuale situazione pre-elettorale (a prescindere dalla posizione del Dott. Matera), sorge una riflessione che qualsiasi persona conoscitrice dell’ambiente judoistico potrebbe legittimamente fare. Se da una parte c’è una forte richiesta di novità, ovvero di un rinnovamento delle cariche di Consiglieri, provenienti soprattutto dalla base, e la riprova di ciò è contenuta sui social network, dove quasi quotidianamente si possono leggere scritti in tal senso, da un’altra si rimane un po’ stupiti, quando si viene a conoscenza di bruschi cambiamenti “di rotta”, da parte di persone che fino ad oggi hanno cercato di far compiere all’intero movimento quella inversione di scelta tanto agognata. Utilizzo il termine “stupiti” in quanto è vero che fra qualche mese sarà Natale, e quindi bisogna iniziare ad inviare le letterine a Babbo Natale, ma sembrerebbe un po’ prematuro iniziare già da ora. Ma pensandoci con più attenzione, invece, non è affatto da stupirsi, poiché le letterine possono servire a chiedere regali, ma possono essere utilizzate anche per convincere a fare passi indietro, a mettere la testa sotto la sabbia a mo’ di struzzo, sulla base delle solite promesse da marinaio. Queste elezioni, mai come questa volta, dovrebbero incarnare lo spirito dello Judo, dove si sale lealmente sul tatami, si combatte e poi alla fine ci si saluta, rendendo onore al vincitore; viceversa si iniziano ad avvertire le prime avvisaglie di giochi poco edificanti!

  3. Carlo Grava says:

    E’ vero che non siamo come i “whatsamerica” di Sordiana memoria, ma secondo me è un modello interessante quello dei confronti tra candidati. Non so se gli “uomini del Presidente” (spero non simili a quelli di Nixon…) e gli “eversivi” come dicono in giro ( sottovoce e di nascosto), sarebbero felici di farlo prima delle elezioni ed organizzato da Athlon-Italiajudo- Samurai e altri organi di informazioni specializzati nella materia e conosciuti dagli elettori……

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