Diario di una judoka italiana a Parigi

Diario di una judoka italiana a Parigi

Questa sera vi proponiamo la prima parte di una rubrica di due puntate dal titolo “Diario di una judoka italiana a Parigi” in cui Myriam Auteri ci svela i dettagli del percorso di formazione che ha recentemente intrapreso a Parigi per diventare Professoressa di Judo.

Buona lettura

Pubblicato da Myriam il 19 nov 2017 in Parigi

Sono diverse le domande che mi sono state fatte dall’Italia per quanto riguarda il corso per allenatori in Francia quindi colgo quest’occasione per condividere con voi la mia esperienza.

Vivo a Parigi da ormai 6 anni e fin da subito ho iniziato a dare lezioni di judo nei club transalpini. Purtroppo con il semplice diploma di Aspirante Allenatore conseguito in Italia qui non si va lontani… Dopo aver cercato di farlo riconoscere dalla federazione francese di Judo, mi è stato risposto che la qualifica di Aspirante Allenatore corrisponde al diploma francese che permette di fare lezione nei club sotto forma di volontariato non pagato e sempre accompagnata da un professore di judo titolare di un diploma ufficiale statale: la validità è di un anno e per il rinnovo bisogna effettuare degli stage.

Purtroppo, i costi e le ore da effettuare (1200h all’anno) per il conseguimento del diploma statale erano incompatibili con il mio lavoro.

Non mi sono però persa d’animo, perché iniziando ormai a conoscere lo Stato francese e i vantaggi offerti ai cittadini sapevo che avrei potuto trovare una opzione che si conciliava con le mie esigenze…. E così é stato.

Approfondendo un po’, ho infatti scoperto di aver diritto ad un anno di aspettativa a lavoro, pagata, a condizione di dimostrare di effettuare una formazione per una “riconversione professionale”.

La formazione che ho scelto di fare è quella di BPJEPS JUDO-JUJITSU (Brevetto Professionale Gioventù Educazione Popolare e Sport). Si tratta di un brevetto statale che mi permetterà di fare del judo il mio lavoro, senza la necessità di essere accompagnata da chicchessia. Un solo limite: il costo di 8.000 €.

Tuttavia, in Francia le formazioni possono essere finanziate da più enti: dal proprio club, dalla regione, dalla federazione che mette a disposizione dei posti ogni anno o dal pôle emploi, organismo nazionale che si occupa di aiutare i bisognosi di lavoro o di formazioni.

Una volta fatta la domanda ad un ente regionale ed illustrato il mio progetto ho ottenuto una risposta positiva, cioè il finanziamento totale della formazione.

Esistono diversi diplomi in Francia: CQP, BPJEPS, DEJEPS, DESJEPS. Ognuno ha le proprie caratteristiche a seconda delle ambizioni e i bisogni di ciascuno. Io ho deciso di effettuare il corso che mi permettesse di fare lezione in tutta autonomia, per diventare quello che qui si chiama professeur de judo che differisce dall’entraîneur: infatti il professore di judo è colui che insegna le basi tecniche, dai bambini agli adulti, e accompagna i propri allievi alle prime competizioni; l’allenatore é invece colui che cerca di rendere efficace l’atleta in gara, portandolo ai più alti livelli grazie anche ad una buna programmazione di allenamento, occupandosi della tattica, del kumi kata e certamente della tecnica ma in un contesto totalmente agonistico.

Tuttavia, la linea che li separa é molto sottile e capita che un professore di judo possa poi essere di fatto anche allenatore.

Per oggi mi fermo qui. Domenica prossima vi racconto invece i dettagli della formazione che ho intrapreso da circa due mesi a questa parte.


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