Concluso il Grande Slam a Parigi

  11/02/2013-    Anche quest’anno il Grande Slam di Parigi svoltosi nel  week end del  9 e 10 febbraio 2013 ha saputo regalare le emozioni che ogni spettatore attendeva di vedere qui a Bercy. Si tratta del primo appuntamento importante dopo le Olimpiadi di Londra e soprattutto del primo grande appuntamento in cui é stato applicato [...]

Pubblicato da Myriam il 9 set 2013 in Parigi

 

11/02/2013-    Anche quest’anno il Grande Slam di Parigi svoltosi nel  week end del  9 e 10 febbraio 2013 ha saputo regalare le emozioni che ogni spettatore attendeva di vedere qui a Bercy.

Si tratta del primo appuntamento importante dopo le Olimpiadi di Londra e soprattutto del primo grande appuntamento in cui é stato applicato il nuovo regolamento.

 

Nove le medaglie conquistate dal Giappone e otto quelle dall’Equipe de France, padrona di casa, ma lo spettacolo é stato garantito da ogni nazionale in gara.

 

A fare la differenza e ad essere il vero protagonista di queste due giornate é stato proprio il nuovo regolamento. In effetti, molti sono stati gli shido dati durante la costruzione del kumikata e soprattutto per la sua rottura, garantendo pero’ maggiore spazio al lato tecnico.

 

Passività, doppia presa e finti attacchi sono stati sanzionati in modo rapido e decisivo, spingendo gli atleti a scoprirsi di più nei loro attacchi. Inoltre, il divieto di bloccare la gamba anche in difesa da attacchi effettuati con presa incrociata o semplicemente per portare a termine un  « banale» ko uchi gari sono costati cari anche ad atleti del calibro di Lucie Decosse.

Tuttavia la grande differenza arriva nel passaggio dalla lotta in piedi a terra: l’impossibilità di bloccare le gambe ancora una volta ha fatto si che molti incontri si chiudessero a terra per leve e strangolamenti, soprattutto grazie a sankaku.

 

Attesissimi dal pubblico francese erano Lucie Decosse, al suo ultimo torneo di Parigi e Teddy Riner. Delusione e rammarico per Decosse che dopo tre ammonizioni viene sconfitta per ippon dalla giovane olandese Polling e quindi viene obbligata a conquistare la sua medaglia di bronzo contro la compagna di squadra Pasquet. Saluta il pubblico con le braccia aperte dopo la vittoria e con un gran sorriso celando l’amarezza: « avrei voluto regalare un ultimo oro a questo magnifico pubblico che da anni mi sostiene; purtroppo non ce l’ho fatta, oggi la gara era difficile e ammetto che non essere riuscita a difendere il mio titolo olimpico  fa male ( … ) poter comunque salire sul podio di Bercy per un’ultima volta é stato importante».

 

Diversa la reazione di Teddy Riner che vinta la finale per ippon di Uchi mata contro il koreano Kim, alza le braccia al cielo e salutato il suo avversario si reca sulle gradinate tra il pubblico:«l’avevo già deciso, se avessi  vinto sarei salito sulle gradinate a ringraziare quel pubblico cosi caloroso e che crede in me da anni; gara difficile, conoscevo i miei avversari cosi come loro conoscono me.. avrei voluto dare più spettacolo ma in certi casi non si puo’ proprio rischiare. Ho iniziato bene la mia stagione, 4 mesi di riposo dopo Londra e ora il mio obiettivo sono le olimpiadi di Rio nel 2016..ma non nascondo che sto già pensando al mio futuro  paralello a quello sportivo dopo i prossimi Giochi».

 

 

Certo, il nuovo regolamento ha penalizzato alcuni atleti, che forse non hanno avuto il tempo di metabolizzarlo prima di questo grande appuntamento.

Tuttavia, da spettatrice, posso assicurare che Bercy 2013 ha messo in valore tanta tecnica, una minore lotta sulle prese e per una volta un giudizio arbitrale equo .

 

 

Un grande rammarico per non aver visto nemmeno un italiano, se non tra gli spalti. Peccato!

 


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