CNU 2014: tanta indignazione.

CNU 2014: tanta indignazione.

Nel week end appena trascorso si sono svolti a Milano i Campionati Nazionali Universitari 2014. L’edizione era attesissima, tanto più perché l’organizzazione dei CNU era affidata al primo CUS d’Italia, il più numeroso in assoluto, tra i più salutari in termini economici: ovvero il CUS Milano, che da almeno due anni annunciava che la rassegna [...]

Pubblicato da Ennebi il 21 mag 2014 in Bruxelles

Nel week end appena trascorso si sono svolti a Milano i Campionati Nazionali Universitari 2014. L’edizione era attesissima, tanto più perché l’organizzazione dei CNU era affidata al primo CUS d’Italia, il più numeroso in assoluto, tra i più salutari in termini economici: ovvero il CUS Milano, che da almeno due anni annunciava che la rassegna meneghina sarebbe stata tra le più indimenticabili degli ultimi lustri.

In effetti il CUS Milano si e’ impegnato come non sarebbe riuscito nessun’altro per rendere l’edizione dei CNU 2014 indimenticabile, almeno per quanto riguarda la disciplina olimpica del judo. Ebbene si, se qualcuno lo avesse dimenticato, il Judo e’ una disciplina Olimpica dal lontano 1964.

Dunque, l’improbabile location che il CUS Milano ha scelto per la finale del Campionato Nazionale Universitario di Judo, quella palestra senza spalti, che qualcuno ha avuto il coraggio di chiamare ‘’Palazzetto dello sport’’, non sarebbe stata idonea nemmeno per il campionato regionale di tiro alla fune, figuriamoci per una finale nazionale di uno sport olimpico quale il judo.cnu-2014_019

Sebbene i dirigenti del CUS Milano avessero scelto in un primo momento una location differente, il rimpiazzo con la palestra del Crespi e’ avvenuto con almeno due mesi in anticipo rispetto allo svolgimento della competizione. Tutt’altro che una scelta di urgenza, come invece e’ stata propinata agli addetti ai lavori che sabato mattina si sono ritrovati davanti ad una improbabile location. Eppure di alternative ce n’erano, eccome: le prime due che mi vengono in mente sono il Pala Sesto di Sesto San Giovanni raggiungibile perfino dalla metropolitana, o il palazzetto Salvodor Allende di Cinisello Balsamo, raggiungibile grazie alla metro-tranvia che collega Milano al vicinissimo comune di Cinisello.

Cio’ che fa più scalpore, e’ che la scelta di una location cosi’ improbabile sia arrivata da chi si occupa si sport da decenni, da chi ha girato palazzetti dello sport in giro per l’Italia, per l’Europa e per il Mondo, da chi fa dello sport la propria professione e la propria ragione di vita.

Questi personaggi non si siano minimamente preoccupati di un mercato che intralciava l’accesso alla palestra durante la giornata di sabato, con conseguenti problemi di sicurezza, e non si sono nemmeno preoccupati di un facile accesso alla palestra da parte dell’ambulanza, che sostava in area di dubbia sicurezza, parecchie decine di metri lontana dai tatami dove combattevano gli atleti.

cnu-2014_110Negligenza oppure mancanza di rispetto? Forse, entrambe le cose.

Il mondo del judo e’ indignato, lo e’ stato fin da subito, fin da quel sabato mattina. Il mondo del judo chiede rispetto e dignita’, che per due giorni gli sono stati sottratti in quel di Milano.

Cosa resta della due giorni dei CNU di Milano 2014?

Tanta, tantissima indignazione. Non solo. Per fortuna.

Mi piace sottolineare e ricordare con quale umiltà, nonostante le indecenti condizioni di gara, gli studenti-atleti si siano messi al lavoro e abbiano combattuto con tutte le proprie forze per conquistare quel titolo dal valore ineguagliabile: fare lo studente e l’atleta e’ una scelta difficile che può concretizzarsi. Come e’ giusto che sia, sono stati gli studenti-atleti che si sono battuti sul campo a vincere l’edizione dei CNU 2014. Indipendentemente dal risultato. Indipendentemente dal contesto. E’ questa l’immagine che il mondo del Judo vuole ricordare dei CNU di Milano.

Nel contempo, ci chiediamo: arriveranno mai delle scuse formali al mondo del Judo da parte del CUS Milano?

Sullo Stesso argomento, leggi anche: 

CNU 2015: come gli assoluti.

Reportage Fotografico

 


  1. Nino Vitanza says:

    Minchia !

    Non E Che Sia Stato Un Caso Di Soldi, Che Come Al Solito Succede In Italia ?!

  2. antonio says:

    tutto giusto quello che ai scritto,ai dimenticato gli ufficiali di gara, che hanno dovuto affrontare molte difficoltà a partire dal care-sistem senza radio trasmittente poco spazio dietro ai PG atleti e pubblico (pochi)sopra ai tatami area di sicurezza zero, tavoli troppo vicino al tatami, il regolamento dice che ci deve essere almeno 50 cm di sicurezza.

  3. lallo says:

    e che dire che non c’era neanche la possibilità di comprare un panino o una bottiglietta d’acqua all’interno della struttura, passi anche per il caffè, ma si è contribuito a fare arricchire la bancarella del mercato davanti all’entrata che ha applicato prezzi non convenzionati e che ai ragazzi (ricordiamoci studenti) ha aggravato ulteriormente sulle proprie tasche oltre al viaggio ed al soggiorno. Tengo a precisare che la bancarella si è presentata anche la domenica ed era la sola. Forse un caso? e per completare non ho visto un scontrino di cassa. Mahhhhh. e l’organizzazione dove era?????? Grazie per quanto avete contribuito a far si che a Milano questo sport sia stato considerato solo un’evento. Se avveniva in un paesino sperduto sulle montagne sicuramente avrebbe avuto più importanza.

  4. Rox says:

    Lallo, se posso vorrei smentirti, la bancarella applicava prezzi più che regolari, per essere un bancarella, 1€ il caffè, 1,8€ la lattina… Non è per fare polemica o la precisina ma giusto per non fare di tutta l’ erba un fascio, che poi il palazzetto dello sport non era un palazzetto, e che non c’era la dovuta sicurezza; su questo siamo tutti d’accordo!

  5. Fabio says:

    Premetto che non ero a Milano ma chiunque, che conosco, vi è stato ha testimoniato lo stesso stato di abbandono e disorganizzazione.
    Ora secondo me l’indigazione è importante ma se rimane circoscritta fra noi è questo splendido sito conta poco, lasciatemelo dire. Se vogliamo che queste cose non capitino più occorre che il CUS Milano sia oggetto di critiche e lamentele ufficiali da parte degli organi competenti, come anche da parte dei singoli. Occorre far capire la nostra forza. Poco importa se lo stesso è capitato anche ad altre federazioni, oggi come oggi occorre sempre più la capacità di trasformare un problema in un’opportunità.
    Far sentire le ragioni del judo al CUS Milano e ai CUS territoriali è secondo me il primo passo per evitare che queste cose non capitino più.

    • laura says:

      Mi associo completamente con il tuo pensiero Fabio…è come lamentarsi al vento. Se urli solo, per quanto tu possa farlo forte, ma poi non agisci di conseguenza (non so con lettere, raccolte firme, articoli sulla stampa ecc ecc) è come se non avessi fatto nulla…poi si sa, a voce gli italiani sono tutti bravi ma ad impegnarsi a mettere nero su bianco (con un documento scritto o un articolo), il che vuol dire metterci la faccia, ce ne sono veramente pochi!

  6. lallo says:

    Speriamo che queste nostre indignazione vengano lette da persone autoritarie e che agiscano per il bene dei nostri ragazzi.

  7. lallo says:

    Bene, come previsto tutto tace. Questo è il valore del ns. Judo in Italia.

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