Christian Parlati: ” Volevo conquistare la medaglia d’oro e ce l’ho fatta “

Christian Parlati: ” Volevo conquistare la medaglia d’oro e ce l’ho fatta “

Il nostro caporedattore ha intervistato Christian Parlati, medaglia d’oro nella cat. -81 kg al recente Grand Slam di Tashkent (photo @IJF)

Pubblicato da Alessandro Cau il 10 mar 2021 in Iglesias

Complimenti per questa splendida medaglia. Potresti raccontarci le tue sensazioni durante la gara?
Ad inizio gara non mi sentivo benissimo, poi un incontro dopo l’altro ho ritrovato la forma ideale. I miei avversari  erano ostici, in semifinale sapevo di dover affrontare uno degli atleti più forti della categoria, il giapponese Nagase, ma ero molto determinato, volevo conquistare la medaglia d’oro e ce l’ho fatta.

A chi dedichi questa medaglia?
Sicuramente a mio padre che mi allena giorno dopo giorno ed alla mia famiglia che mi sostiene in tutto.

Come riesci a rimanere concentrato su un tatami così importante e difficile come quello di un Grand Slam?
In gare del genere non è facile mantenere la concentrazione, bisogna riuscire a focalizzarsi sull’obiettivo finale. L’unico mio pensiero in questa gara era raggiungere l’oro.

Hai risolto molti incontri sia a Tashkent che in altre occasioni grazie ad un particolare O-uchi-gari. Come sei arrivato a studiare questa particolare variante?
Quell’O-uchi-gari lo studio giornalmente con mio padre, come ormai sapranno tutti, è il mio speciale e ci lavoro da tanti anni. Ho iniziato a farlo da quando ero cadetto e pur sapendo di avere un judo molto vario, è stato ed è la mia arma in più. Ti posso confidare che ad inizio gara Dario (Romano nds) mi ha detto: “oggi secondo me dobbiamo ritrovare un po’ quel O-uchi-gari”.

Qual‘è stato il periodo più difficile della tua carriera agonistica fino ad ora? E quale il più bello?
Il periodo più difficile della mia carriera è stato sicuramente il 2020, tra pandemia ed infortuni vari, mentre il periodo più bello spero di viverlo nei prossimi mesi.

Se dicessi “Tokyo 2021” a che cosa pensi?
Penso che a Tokyo 2021 non voglio solo arrivarci ma essere uno dei protagonisti.

Che esperienza è essere allenati dal proprio padre? Ci sono più vantaggi o svantaggi?
Può essere un’arma a doppio taglio, può darti una marcia in più o viceversa  suscitare un conflitto interiore. Per me è stata l’arma vincente, perchè credo sia uno dei migliori maestri d’Italia. Se proprio devo trovare qualcosa di negativo, è un rapporto dove si parla sempre e solo di judo senza staccare mai.