Chiacchierata con il Maestro Gino Nasti (seconda parte)

Chiacchierata con il Maestro Gino Nasti (seconda parte)

Seconda parte della chiacchierata con il Maestro Luigi Nasti, che ha accettato di raccontarci un pò di sè, dopo la sua senitita lettera inviata al mondo della Fijlkam.

Foto: Franco Di Capua

Pubblicato da Giovanni Di Cristo il 10 gen 2021 in Napoli

Come mai ha lasciato il Gruppo Sportivo Fiamme Gialle e soprattutto perché si è congedato dalla Guardia di Finanza?

Nel’1980 saltai le Olimpiadi per il veto dei militari. Qualche anno dopo, quando capii che il mio comandante non aveva più fiducia in me, feci la scelta di congedarmi e di fare un percorso indipendente. Tornai a casa a Napoli e comincia a fare le supplenze di educazione fisica a scuola, e dopo qualche anno vinsi il concorso. Insegnare educazione fisica per un uomo che viene dallo sport è più semplice, ma nonostante ciò è stata sempre una continua ricerca, una sfida con me stesso e – perché no? – un divertimento. Da insegnante ho pubblicato anche due libri per le scuole medie (ndr Sport Time, edizione 2014, educazione fisica scuola media & Supporter, edizione 2019, scienze motorie e sportive per la scuola media).

C’è qualcosa di cui Lei va particolarmente orgoglioso durante il periodo in cui è stato dirigente della FIJLKAM?

Sono sempre stato molto orgoglioso nel vedere il judo italiano che andava bene ed eccelleva. Non posso dimenticare le medaglie d’oro alle Olimpiadi di Pino Maddaloni, di Giulia Quintavalle, di Fabio Basile e di tutti gli azzurri che hanno rappresentato il nostro Paese. Godevo come un appassionato di calcio per un gol di Maradona quando vedevo un judoka azzurro fare un gesto “artistico” sul tatami.  Ebbene si, un Tai-otoshi o un Seoi-nage fatto bene per me è una forma d’arte. Ritengo di aver vissuto la mia esperienza come dirigente in maniera altruistica, con gioia immensa nel servire la federazione che amo. È stato un piacere condividere tantissime emozioni con tanti giovani talenti.

C’è invece qualcosa di cui si è pentito durante il periodo in cui è stato dirigente della FIJLKAM?

Di aver perso eccellenze del calibro di Giorgio Vismara, Pino Maddaloni, Raffaele Toniolo ed Ezio Gamba. Sono sicuro che se avessimo messo queste menti eccelse a lavorare assieme, avremmo riscontrato una crescita del movimento judostico italiano molto piú forte. Non dimentico mai di quando Ezio Gamba andò ad allenare l’Africa: non avevo ancora un rapporto di confidenza con Pellicone e mi pento di non aver speso qualche parola al fine di evitare una perdita così importante. È stato una mancanza di coraggio da parte mia. Col senno di poi, sono sicuro che se avessi spiegato l’importanza di avere Ezio Gamba nella nostra federazione, Pellicone avrebbe fatto qualcosa.

La rappresentanza femminile nella FIJLKAM è alquanto misera, sia in ambito tecnico che dirigenziale. Cosa pensa del ruolo delle donne in Federazione?

Un uomo come me che ha lavorato sempre nella scuola con tantissime donne non può che essere favorevole all’inserimento di più donne in Federazione. Ed infatti con il nuovo decreto, questo problema sarà risolto, ci dovrà essere la rappresentanza di un terzo delle donne nei tre consigli di settori, quindi in uno di questi ne avremo persino due. Su alcuni aspetti bisogna ammettere che la donna ha un acume che l’uomo non ha, non una marcia in più, come dicono in tanti, ma una natura differente, un punto di vista e una sofferenza di vita diversi. Ho sposato una donna perché credevo potesse compensare le mie carenze ed io le sue ed in questi anni siamo riusciti a creare una famiglia insieme, credo anche felice, è una delle cose più difficili a questo mondo. Ragion per cui perché non dovremmo collaborare e cooperare insieme anche nella società ed in questo caso in Federazione?!

Recentemente, tramite i social network, Lei ha dedicato una lettera al mondo della FIJLKAM in cui scrive: “Chi ha a cuore il bene della Federazione dovrà confrontarsi con lealtà e competenza, solo così si potranno superare conflitti ed interessi di parte.” Lei ritiene che negli ultimi anni ciò non è accaduto? 

Ritengo sia normale che per passione, per amore o estrema partecipazione si possa rappresentare un’istanza secondo il proprio pensiero ed i propri interessi, un po’ come se fosse una forma di tifoseria. Ciò che tuttavia manca è una risoluzione super partes, che possa stabilire un equilibrio. Ritengo che troppo spesso si è attribuito un valore in funzione dell’appartenenza. Ogni proposta, commento, critica dovrebbe essere valutata indipendentemente da chi la propone. Allo stesso modo credo che negli ultimi anni si sia imposto rigore e disciplina solo a coloro che non erano amici. Per fare un paragone, un vigile urbano non può fare la multa solo ai non amici che parcheggiano in divieto di sosta. La deve fare a tutti!

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