Chiacchierata con il maestro Corrado Croceri

Chiacchierata con il maestro Corrado Croceri

Il Maestro Corrado Croceri indossa il judogi per la prima volta presso il Judo Club Sakura di Osimo nel 1964. Dopo pochi anni, si sposta nel Dojo Samurai di Macerata. Il maestro Corrado Croceri avvia la propria attività di promoter del Judo a livello Internazionale anche grazie alle edizioni del Trofeo Tre Torri, uno dei più importanti tornei in Italia, la cui ultima edizione si svolse nel 2010.

Pubblicato da Ennebi il 13 nov 2016 in Barcellona, ESP

Il Maestro Corrado Croceri indossa il judogi per la prima volta presso il Judo Club Sakura di Osimo nel 1964. Dopo pochi anni, si sposta nel Dojo Samurai di Macerata. Nell’estate del 1968, Corrado Croceri partecipa a uno Stage estivo a Sperlonga (LT), dove incontra il Maestro Cesare Barioli, restandone affascinato. Così, Corrado Croceri si trasferisce a Milano per seguire l’insegnamento del Maestro Barioli. Nel 1970 vince la Coppa Italia Junior, acquisendo la cintura nera. L’ascesa continua, fino ad arrivare ai vertici del Judo Italiano. Nel suo palmares si annoverano diversi titoli italiani assoluti che lo portano in assetto al Centro Sportivo Carabinieri. Ottiene come atleta il riconoscimento di Medaglia di Bronzo al valore atletico da parte del CONI. Nel 1974 torna nella città di origine, Corridonia, dove fonda il Dojo Kenshiro Abbe, a cui fu aggiunto successivamente la dicitura Gruppo Marche. Negli anni ottanta il percorso di formazione del Maestro Corrado Croceri si arricchisce grazie all’incontro con il M° K. Takata e tanti altri Maestri Giapponesi. Nel 1983 il Maestro Corrado Croceri, con il Torneo Tre Torri, comincia la sua avventura di promoter del Judo a livello Internazionale. Questo evento diventerà uno dei più importanti tornei in Italia, raggiungendo ventisei edizioni fino al 2010. Il Maestro Corrado Croceri è uno dei sei candidati a concorrere per un seggio quale consigliere nazionale della FIJLKAM per la componente dirigenziale nel settore judo. Nel 2012 sfidò l’imperatore Matteo Pellicone tentando di candidarsi a presidente della FIJLKAM, ma senza riuscire a raccogliere le 90 proposte di candidatura necessarie.

Maestro Corrado Croceri, perché ci riprova?

Mi candido perché ho iniziato un percorso nel 2012 e mi sembrava giusto e corretto chiudere questo ciclo di azione a quattro anni di distanza. Mi sarebbe piaciuto che ci fosse stato ancora Matteo Pellicone, ma purtroppo ci ha lasciati prima del tempo.

Può essere più preciso a riguardo, per cortesia?

Matteo Pellicone era un uomo molto combattivo e aver avuto Lui come presidente mi avrebbe fatto piacere perché anche io sono altrettanto combattivo. In quel periodo storico, Matteo Pellicone, secondo me non per sua volontà ma per pressione di alcuni suoi collaboratori, decise di boicottare il Trofeo Internazionale Tre Torri che organizzavo, annullando di fatto un lavoro di promozione che la federazione si ritrovava in maniera del tutto gratuita. Dava fastidio che quell’evento fosse diventato molto importante. Pensi che il Tre Torri è ancora nei cuori di molti judoka in Italia e all’estero e in molti mi spingono a riprenderlo.

Mi scusi maestro se La interrompo e se mi permetto, mi sembra di capire da questa sua breve introduzione che La Sua scesa in campo sia più di una sfida personale. Ho capito bene?

No, non è così. Io ho fatto sempre sentire la mia voce, non solo quando mi hanno messo i bastoni tra le ruote. Ho sempre dialogato con il potere. In quella fase, chiaramente mi sono indignato in maniera particolare quando sono venuto a sapere che i dirigenti della FIJLKAM si stavano impegnando per annullare il Tre Torri. Tanto per fare un esempio, venni a sapere che il presidente stesso della federazione francese annullò la trasferta della sua prima squadra al Tre Torri per via delle pressioni svolte da Roma. Tuttavia, le ragioni della mia candidatura sono legate alla valorizzazione del judo e non hanno a che vedere con questi contrasti del passato. Ritengo che la nostra disciplina marziale sia poco conosciuta nonostante abbia delle grandi potenzialità. Abbiamo quindi bisogno di energie per diffondere al meglio non solo la parte meramente sportiva, ma sopratutto quella culturale e storica. Vorrei poi agire nel ri-qualificare il grado e la qualifica che sono i punti deboli di questa federazione.

Maestro, Le posso chiedere di fornire più dettagli su questo aspetto per cortesia?

Certo. Mi spiego meglio: la politica che ci ha accompagnato da 30 anni a questa parte si è basata sullo scambio di voti in cambio di dan e qualifiche senza che questi fossero veramente meritati. Gli insegnanti tecnici sono fondamentali perché sono la nostra prima immagine verso la società esterna. Per questo motivo abbiamo bisogno di professionalità e competenza che, ahimè, abbiamo perso. Quando le famiglie vengono in contatto con il nostro mondo ed incontrano dei professionisti preparati sulla materia, allora ci affidano i loro figli e a loro volta parleranno bene di noi con conoscenti ed amici. Chiaramente, vale la stessa cosa in senso del tutto opposto quando le famiglie incontrano persone scarsamente o per niente preparate.

Non crede che sia l’ora di dare spazio ai giovani?

I giovani potevano e possono farsi avanti. Ogni cosa secondo me ha il suo tempo. Io stesso dieci anni fa non sarei stato pronto per una sfida di questo tipo. Ritengo che quando si arriva ad un certo punto del proprio percorso di vita personale e professionale si abbia una visione più ampia delle cose che vanno e che non vanno e conseguentemente diventa “facile” definire un piano di azione su cui agire.

Parliamo del suo programma. Qual è il punto più importante?

Secondo me è importantissimo trovare un filo diretto con le società sportive e i loro insegnanti tecnici affinché le palestre si riempiano di nuovo. Allargando la base ne beneficia poi tutto il movimento judoistico, inclusi i risultati dell’alto livello sportivo, che pur restano un obiettivo federale importante. Un conto è pescare il talento su 10, un altro conto è pescare un talento su una base di 1000 atleti. Se andassimo a sbirciare le qualificazioni dei diversi campionati italiani in ogni regione d’Italia, constateremo un numero di judoka sempre più basso. Bisogna fare qualcosa!

L’obiettivo è molto chiaro. Mi manca tuttavia un aspetto: il come.

Per esempio, accade spesso che l’insegnate si preoccupi di insegnare la tecnica di judo quando ancora non è richiesta dal bambino o dal judoka. La decisione di come e quando introdurre la tecnica dipende dalle capacità dell’insegnante tecnico il quale deve saper gestire le diverse situazioni in funzione della preparazione fisica, di quella psicologica, in funzione della fascia d’eta, eccetera. Dunque, per rispondere alla Sua domanda, credo si possa ampliare la base attraverso una giusta formazione degli insegnanti. Per questo motivo io rivedrei anche la nomenclatura con cui si passa da Aspirante Allenatore a Maestro Benemerito. Io ritengo sia giusto partire da Assistente Allenatore. Quando questi matura, una volta ultimato il proprio tirocinio, diviene un Insegnate Tecnico. E così via.

Parliamo dell’alto livello. Come dovrebbe essere organizzato secondo Lei?

maxresdefaultQuando un atleta ha attraversato i diversi momenti di crescita dal punto di vista judoistico, deve essere affidato agli organi preposti a far si che l’alto livello possa prosperare. In Italia assistiamo al fenomeno che vede i nostri giovanissimi atleti affermarsi più o meno facilmente in campo internazionale, ma faticare ad affermarsi quando diventano grandi per mancanza dei fondamenti del judo. A livello giovanile l’atleta riesce ad esprimersi per la propria indole, vitalità o le proprie innate capacità. Ahimè, arrivati ad un certo punto, se non si sono attraversate le tappe giuste, il progresso dell’atleta si arresta. In Italia abbiamo prove a iosa di atleti giovani con grandi successi nelle classi giovanili e poi svaniti nel nulla. Un altro aspetto che ritengo importante riguarda la formazione culturale degli atleti di alto livello. Se si vincono le Olimpiadi, si ha un grossa responsabilità e bisogna essere preparati a parlare non solo dei sacrifici fatti per raggiungere l’oro o la medaglia olimpica, ma anche dei valori e di tutti gli aspetti culturali che stanno dietro la disciplina del judo. Bisogna saper parlare a 360 gradi di quello che si fa.

Quali sono i fondamenti del judo che devono essere curati, maestro?

Da un lato il comportamento, lo spirito e l’atteggiamento mentale. Dall’altro lato troviamo la tecnica, che è necessaria. Infine, la programmazione effettuata dall’allenatore va a fare da collante tra questi due aspetti.

Lei ritiene sia passato il tempo dei Gruppi Sportivi Militari?

Io stesso sono passato per un gruppo sportivo militare. Tranne qualche eccezione, i gruppi sportivi militari non hanno prodotto quanto ci si aspetta. Accade spesso che una società sportiva consegni nelle loro mani un ragazzo che è un gioiello dal punto di vista judositico in tenerissima età e dopo qualche anno questi smette e non vuole più saper nulla del judo. Il gruppo sportivo militare ha una funzione importantissima qualora non interrompa il rapporto con la società sportiva di origine. Basti guardare al successo delle Fiamme Azzurre, che lasciano i propri atleti allenarsi con chi vogliono. Credo bisogna studiare un nuovo sistema che metta assieme le energie, private e di stato.

Lei ritiene che la gestione della FIJLKAM sia trasparente?

Assolutamente no. L’ho detto in Assemblea Elettiva nel 2012: la FIJLKAM deve adeguarsi al principio di democrazia interna. Bisogna mettere mano allo Statuto e bisogna fare le cose alla luce del sole. Parliamo anche del numero dei mandati: due credo sia il numero giusto. Poi basta! Inoltre, bisogna far sparire il concetto dei voti plurimi in sede assembleare. Il che è diverso dal riconoscere dei premi a quelle società sportive più meritevoli per i propri risultati agonistici. Per fare un esempio, se il bilancio lo permettesse, darei una importante cifra economica alla prima società sportiva d’Italia affinché continui a sfornare campioni, senza tuttavia andare a toccare il voto che questa società esprime. Per me sono due cose distinte.

Non crede che in questa tornata elettorale si sia dato spazio troppo all’individualismo, facendo ben poco lavoro di gruppo per combattere i poteri forti della FIJLKAM?

Non penso questo. Di fatto ho sempre tenuto la comunicazione aperta con chiunque.

Questo significa che sarebbe disposto a trovare degli accordi con gli altri candidati per compattarsi in un gruppo più forte?

Sono aperto a tutto. Lo ribadisco. Sono in contatto con molti dei miei avversari politici, alcuni di loro anche amici. Io sono a favore dell’unione del mondo judo e chiaramente mi batterò in tal senso. Sono un fermo sostenitore del JI-TA-KYO-EI e non credo si tratti di utopia.

Se dovesse riassumere la Sua candidatura con delle parole chiave, quali sceglierebbe?

Competenza sul metodo judo. Onestà intellettuale. Capacità.

La ringrazio per il Suo tempo.

Grazie a Lei.

 


  1. Corrado says:

    Gradi e Qualifiche.
    Questo è un tema importante su cui bisogna concentrarsi nel prossimo futuro bisogna rimettere ordine sui Gradi e Qualifiche questo problema è sotto la mia attenzione da sempre poiché credo che l’insegnante di Judo come ho anche detto nell’intervista sia la vera ricchezza di una Federazione.

    Questa figura è importantissima poiché è il Maestro di Judo che sta “front line” alla famiglia che vuole iscrivere il proprio figlio al corso di Judo.
    E’ il Maestro che sta di fronte ai nostri possibili futuri Judoka ed è proprio lui il Maestro quello che rappresenta il movimento del Judo.
    Attenzione! non quello che si fa chiamare Maestro, ma chi lo è e che ha quelle caratteristiche che lo identificano come tale.
    Il Maestro di Judo ha la responsabilità di veicolare il messaggio del Judo nella Società.
    Per questo motivo quando troviamo scritto fuori dalle nostre sedi di Club: Scuola di Judo, su tutto il territorio Italiano bisogna che il linguaggio sia unico e chiaro.
    E’ comprensibile che piccole differenze dettate dall’esperienza del Maestro si possono notare tuttavia la Scuola di Judo deve essere qualcosa di riconoscibile da Nord a Sud per questo il Maestro deve essere una persona estremamente qualificata ad insegnare e a parlare dell’argomento.

    La Formazione: Per questo problema legato alla formazione, in primo luogo io credo che sia necessario individuare persone atte a diventare i futuri Formatori di cui la nuova Federazione dovrà avvalersi al fine di svolgere il delicato compito di Docenti in occasione di corsi di preparazione sia all’acquisizione del Grado che alle differenti Qualifiche.

    Colgo l’occasione per spiegare il mio parere o criterio sulle qualifiche che secondo me dovranno essere modificate come segue:

    1) – Prima Qualifica: Assistente dell’Insegnante Tecnico e/o del Maestro (Questa figura di Assistente va al al posto di quella attuale di Aspirante Allenatore ed è una qualifica che gli consente di essere tirocinante e di aiuto e supporto all’insegnante Tecnico e/o al Maestro).

    2) – Seconda Qualifica: Insegnante Tecnico, questa qualifica dovrebbe andare al posto di quella attuale d’Istruttore. L’insegnante Tecnico, deve aver fatto un percorso importante nell’acquisizione del metodo Judo dal punto di vista delle tecniche di Attacco/difesa deve avere la conoscenza del Gokyo e degli esercizi di Forma – Kata).
    L’insegnante Tecnico è una figura dunque che conosce la Tecnica WAZA e gli esercizi fondamentali propedeutici fino all’esercizio libero per eccellenza, quello più importate il RANDORI per far apprendere sia il GOKYO che gli Esercizi di Forma i KATA .
    L’insegnante Tecnico, deve saper dimostrare correttamente le tecniche (Waza) inoltre deve avere buone nozioni nelle progressioni didattiche e pedagogiche.

    3) – Terza Qualifica: Maestro (Resta questa la Figura più importante che oltre ad avere le conoscenze tecniche deve avere conoscenze che vanno oltre questo aspetto necessario.
    Il Maestro è un uomo di cultura con qualità e conoscenze di Pedagogia, Didattica, Anatomia, Fisiologia, Psicologia, e Filosofia, un uomo che sa usare il Judo a 360 ° per Educare, Formare, l’aspirante Judoka consapevole di quello che sta facendo e che ha fatto fin lì.

    4) – Quarta Qualifica: Allenatore, questa figura è separata poiché l’allenatore non deve avere la necessità di dover insegnare il Judo dal punto di vista tecnico.
    L’atleta di alto livello che lavora sotto la responsabilità dell’Allenatore, deve aver già superato quelle tappe necessarie ad apprendere la tecnica e lo stile proprio di espressione che lo ha portato ad essere efficace nello SHIAI.
    L’Allenatore deve ovviamente conoscere il Judo tecnico e sapere come accrescere le performance degli atleti di cui si occupa.
    l’Allenatore è un esperto di programmazione degli allenamenti per l’alto livello Sportivo,
    l’Allenatore deve trovarsi di fronte a un Judoka già formato tecnicamente nell’ambito del Club di Judo.
    L’Atleta di Judo che che ha liberamente deciso di fare un percorso sull’alto livello sportivo è il soggetto su cui l’Allenatore deve lavorare.
    L’Allenatore deve anche essere un esperto di psicologia per rafforzare sempre la motivazione dell’atleta che è pur sempre una persona che talvolta è soggetta a stress e può dare segni di incapacità a stare di fronte ai propri impegni agonistici.

    Come essere operativi in merito al problema della formazione: I Maestri e/o Insegnanti Tecnici individuati e formati dovranno essere utilizzati nei Corsi di Aggiornamento che non devono essere più così come sono stati fatti fino ad ora.

    Queste figure importanti e riconosciute per la loro competenza, devono far parte di queste Commissioni Tecniche di valutazione.
    Credo che sia anche normale tenere conto del territorio su cui operare tali Commissioni qualora ce ne fossero a sufficienza, potranno essere suddivise per Nord, per il Centro e per Sud per ragioni pratiche.

    Gli alti gradi: Per gli alti gradi, non più come è stato fatto finora, a mio avviso per avere la responsabilità di essere e/o raggiungere questo grado è necessario studiare un programma (questo è possibile) e rimettere in atto un esame serio che certifichi alla fine il livello del 6° Dan e 7° Dan.
    Ricordo che il mio amico Louis Mazzi mi riferì che in Francia il Presidente Daniel BERTHELOT Presidente della F.F.J.D.A. (1986-1988 e 1989-1992) proprio per dare un esempio su questo tema, si sottopose umilmente ad un esame molto serio davanti ad una commissione che alla fine attestò il suo 6° Grado di Judo, ma qui le cose sono diverse, noi siamo in Italia e non abbiamo mai avuto un Presidente che venisse dalla nostra disciplina.

    In merito alla questione dei Gradi, In tempi remoti, avevo avuto incontri con il fu Matteo Pellicone (ex Presidente non più), per un breve periodo fu istituito l’esame per l’accesso al 6° Dan e io ero d’accordo su questa decisione, il Presidente Pellicone nutriva qualche dubbio su questo argomento, mi confidò che si era pentito di questa scelta e da lì a breve si riprese il potere di darlo lui (che peraltro non era un Esperto di Judo).

    Il Dott. Matteo Pellicone motivava la sua scelta dicendo che con l’esame così strutturato un semplice amatore che va in Palestra due/tre volte alla settimana studiando qualche Kata ecc… avrebbe acquisito facilmente il Grado di esperto di Judo.

    Il Presidente con tutto il rispetto per lui che oggi non c’è più, non aveva una cultura judoistica sufficiente sull’argomento ma aveva capito perfettamente come poteva usare il Grado di Judo. Il mio parere è che il Grado è il punto debole su cui fare perno e quindi la decisione era motivata dal potere di controllo degli insegnanti che chiedevano questo Grado.

    La gestione del Grado e della Qualifica nella gestione del Presidente Pellicone è stato notevolmente uno strumento di potere enorme per lui che però (con le dovute eccezioni) ha abbassato il livello generale del Judo.

    In questo caso le Commissioni dovranno rimettere mano ai programmi che non devono essere come è stato finora una sorta di Copia/incolla ecc…

    Chiudo questa mia ulteriore precisazione alla mia intervista nella speranza di aver chiarito il mio punto di vista su questi temi inoltre spero di essere stato sufficientemente chiaro.
    Corrado Croceri

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