Chiacchierata con il maestro Nicola Moraci (prima parte)

Chiacchierata con il maestro Nicola Moraci (prima parte)

Pubblichiamo la prima parte della chiacchierata che Italiajudo ha avuto con il maestro Nicola Moraci, comprendo temi che vanno dal COVID, alle prossime elezioni federali, passando per la formazione e le prossime Olimpiadi di Tokyo 2021.

Pubblicato da Ennebi il 14 gen 2021 in Barcellona

Maestro, Lei che è un professionista del Judo, come sta vivendo questo periodo di crisi che sta colpendo in maniera rilevante le società sportive degli sport da combattimento?

Questa pandemia ha gettato nella crisi più profonda l’intero paese. Tutte le società sportive hanno cercato di fronteggiare questo nemico invisibile e combatterlo nel migliore dei modi, purtroppo non coadiuvati dalle decisioni di un governo che inizialmente si è mostrato impreparato a gestire una situazione così complessa. Sono molto amareggiato dal fatto che, dopo averci costretto ad investire in attrezzature per la sanificazione, dopo avere pedissequamente osservato tutte le norme previste dai vari DPCM, e avere rispettato i protocolli così prontamente emanati dalle varie federazioni, abbiano bloccato ugualmente tutte le attività delle palestre.

Non bisognava essere degli Einstein per capire che la promiscuità nelle discoteche (Costa Smeralda), nei trasporti pubblici con l’apertura delle scuole, nei grandi centri commerciali (dove l’unico obbligo era quello della mascherina e della misurazione della temperatura) avrebbe portato ad un incremento notevole dei contagi e, purtroppo, dei morti a causa del Coronavirus. Mi piacerebbe conoscere i dati di quanti casi si siano verificati in Italia nei centri sportivi e in quale percentuale.  Un’altra cosa per me incomprensibile è stata quella di permettere ai bambini di frequentare la scuola e allo stesso tempo proibirne l’attività sportiva controllata. Sappiamo infatti che se qualcuno del nucleo familiare o insegnante o compagno di scuola fosse stato contagiato, l’intera classe sarebbe stata messa immediatamente in quarantena. Di conseguenza un genitore non avrebbe mai portato il figlio in palestra e gli altri bambini potevano continuare a fare il loro sport in quasi totale sicurezza.

Personalmente non ho mai smesso di insegnare judo (ovviamente rispettando ogni volta le varie norme emanate dal governo) e penso di dimostrare giorno per giorno la mia resilienza. Nel periodo di lockdown abbiamo fatto lezione via zoom ed ancora oggi continuiamo a farle online con l’aiuto di mia figlia Maria Laura, la quale insegna con me, al gruppo di atleti dai 5 ai 13 anni. Le lezioni all’aperto le abbiamo svolte inizialmente su una pista di pattinaggio di una villa comunale; mentre ora, in uno spazio di 100 mq, ove montiamo un tatami 8X8. Questo spazio, attiguo alla nostra struttura, lo abbiamo creato appositamente con l’abbattimento autorizzato di 4 piante di alto fusto. Dapprima, il numero di praticanti all’aperto superava la decina, ma con la stagione invernale si è ridotto a 4-5; mentre su zoom, erano circa 20 e ora intorno a una decina. Vi sto parlando di un’associazione che ha tesserato nel 2020 213 atleti. Personalmente ho fatto lezione anche solo a due bambini in quanto credo sia importante non abbandonarli e continuare ad essere un punto di riferimento per ciascuno di loro, dandogli sicurezza e una parvenza di “normalità”. Inoltre ritengo fortemente che la mia Mission sia quella di trasmettere certi valori: il coraggio, la forza di reagire e la speranza nel futuro.

Che cosa suggerisce ai genitori che hanno il timore di portare i propri figli a fare judo durante questa pandemia?

Vincere la paura è molto difficile, il clima di terrore che viene diffuso giorno per giorno dai mass media è tangibile. Non li posso biasimare, ma chi ha avuto lo spirito di ritornare in palestra ha potuto constatare con quanta scrupolosità ci stiamo attenendo ai protocolli diligentemente predisposti dalla FIJLKAM. Prima ad ogni cambio turno veniva sanificato tutto il Dojo. Adesso, avendo raccolto tutti gli agonisti in un solo turno, lo facciamo ad inizio e fine lezione. Penso che l’unico argomento persuasivo possa venire dall’esempio e personalmente con la mia presenza costante sul tatami, tento di darlo lavorando tranquillamente, come ho sempre fatto con i miei ragazzi. Inoltre spiego ai genitori che il judo non è solo agonismo, ma è Cultura, conoscenza, è un alleato sicuro per educare il bambino. Faccio comprendere che il judo, oltre a favorire i processi di apprendimento, fornisce al bambino gli strumenti indispensabili per potere gestire i vari rapporti nati all’interno della scuola sia dal punto di vista del comportamento sia nello sviluppo delle relazioni.

In riferimento all’incontro tra i due atleti giapponesi Abe e Maruyama, Lei ritiene giusto che la federazione nipponica abbia scelto un singolo incontro a porte chiuse per assegnare il pass olimpico nella categoria dei 66 kg?

Non mi sento di entrare in merito alla decisione della federazione giapponese. Per l’importanza della posta in palio sono certo che questa decisione sia stata assolutamente ponderata e condivisa con gli atleti ed i loro tecnici.

Il 27 febbraio 2021 si svolgeranno le elezioni per il rinnovo del consiglio nazionale della FIJLKAM. Quest’anno avremo due candidati alla Presidenza. Lei supporta Falcone: quali sono le ragioni che la spingono a rinnovare la fiducia al presidente uscente?

Nel corso della mia vita ho imparato a conoscere tutte le persone che hanno animato ed animano la vita della nostra Federazione. Persone che hanno contribuito dando un notevole impulso per il miglioramento e la crescita della stessa e tra queste c’è senza dubbio l’attuale Presidente Domenico Falcone. Quest’ultimo si è sempre distinto per le sue idee di rinnovamento e per la sua capacità progettuale, mostrando interesse e sensibilità per i problemi anche delle piccole società. In questi anni ho visto l’evoluzione della nostra federazione, dovuti all’impegno dei vari presidenti, primo fra tutti Matteo Pellicone, il quale ha solcato una via che ha portato la nostra Federazione a risultati inimmaginabili. In questo percorso irto di mille difficoltà il Dott. Domenico Falcone è stato sempre al fianco del Presidente Pellicone ricoprendo il ruolo importantissimo di Segretario Generale. Se adesso la Federazione può vantare un centro federale all’avanguardia e un proprio palazzetto dello sport, lo deve alla volontà e al lavoro di questi due uomini.

Per quanto riguarda la futura assemblea federale, la valutazione di un presidente viene espressa, nelle nostre discipline, in base al lavoro svolto, ma soprattutto per il numero di medaglie vinte alle Olimpiadi. Questo ultimo metro di giudizio, invece, per la prima volta nella storia della federazione, mancherà. Se si dovessero prendere in considerazione i risultati ottenuti dai nostri atleti nelle varie competizioni internazionali non si potrebbe far a meno di complimentarsi con il Presidente e il suo staff tecnico. Ritengo sia innegabile che il miglior risultato di sempre conseguito dalla nostra federazione sia quello di Rio de Janeiro, ottenuto proprio sotto la presidenza del Dott. Falcone.

Secondo me, per dirigere una federazione così complessa come la FIJLKAM, è necessario avere specifiche competenze dal punto di vista amministrativo e gestionale, o in alternativa aver seguito un percorso, maturando una grande esperienza. Quest’esperienza può esser stata raggiunta ricoprendo dei ruoli dirigenziali periferici, come l’essere stato presidente di un Comitato regionale, conducendolo ad alti livelli e dando prova di saper amministrare nell’interesse della collettività. Per queste ragioni, rinnovo pubblicamente la fiducia al Dott. Domenico Falcone, consapevole che in questa tornata elettorale sia importantissimo che sia vincente la cordata da lui proposta. Questa vittoria inoltre, permetterebbe al consiglio del settore judo di operare in unità di intenti, continuando a lavorare al fine di non disattendere le richieste provenienti dalla base del judo, come: la maggiore democraticità (un voto a tutte le società affiliate), la trasparenza e il dare l’eguale importanza e voce alle società che si prodigano nel campo promozionale, educativo e della disabilità.

A breve pubblicheremo la seconda parte della chicchierata con il maestro Moraci. 


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