Basile principe del Marocco. Argento per Di Guida. Bronzo per Marconcini.

Basile principe del Marocco. Argento per Di Guida. Bronzo per Marconcini.

L’Italia torna a casa con un oro, un argento e una medaglia di bronzo rispettivamente grazie alle prestazioni di Fabio Basile, Domenico Di Guida e Matteo Marconcini. Le tre medaglie appena citate, a cui si aggiungono le quinte piazze di Assunta Galeone e Antonio Ciano, consentono all’Italia si chiudere al terzo posto del medagliere per nazioni. Un plauso alle famiglie, ai club e agli atleti stessi che hanno voluto essere presenti in Marocco a proprie spese, scegliendo di investire su se stessi in una ottica di crescita di lungo periodo.

Pubblicato da Ennebi il 13 mar 2016 in Mosca, RUS

Si conclude la Continental Open di Casablanca con 255 atleti in rappresentanza di 47 nazioni con un livello superiore rispetto alle recenti edizioni di questo torneo: del resto, si tratta di una delle ultime prove valide per la qualificazione olimpica.

L’African Open appena conclusasi vede protagonisti 3 dei 18 atleti italiani in gara: per i colori verde, bianco e rosso il bottino vale un oro, un argento e una medaglia di bronzo rispettivamente per Fabio Basile, Domenico Di Guida e Matteo Marconcini. Le tre medaglie appena citate, a cui si aggiungono le quinte piazze di Assunta Galeone e Antonio Ciano, consentono all’Italia si chiudere al terzo posto del medagliere per nazioni, alle spalle della super potenza francese (1 oro, 2 argenti, 4 bronzi) e della Spagna (1 oro, 1 argento, 1 bronzo).

Partiamo dalla medaglia d’oro di Fabio Basile ottenuta grazie a 5 incontri esemplari da parte dell’atleta piemontese. Al primo turno eliminatorio, Fabio supera di ippon di arai goshi il rumeno Sani Ibrahim Haroun. L’ha fatto nel suo stile, Fabio lo definisce un “arai a giro”, più comunemente noto come “tornado”. Il secondo turno si decide ai punti e Fabio è in vantaggio di uno yuko ottenuto su azione di o uchi gari a scapito del portoghese Joao Crisostomo. Al terzo incontro con il francese Mathias Boucher, Fabio va prima in vantaggio di waza ari grazie a un morote e poi chiude l’incontro di ippon di ko uchi gari. Con lo stesso francese Fabio aveva perso in semifinale a Glasgow lo scorso anno. Una bella rivincita! La semifinale di Casablanca vede Fabio contrapporsi al russo Islam Khametov, superato di nuovo di ko uchi gari (yuko). Ennesimo yuko, questa volta di o uchi gari, a cui si aggiungono 3 penalità a scapito del francese Alexandre Mariac, assegna la vittoria al talentuoso 21enne di Torino, che primeggia a Casablanca senza aver sofferto nessuno dei suoi 5 avversari. I 100 punti ottenuti dovrebbero lanciare Fabio nelle prime 35 posizioni al mondo (OGQ) in termini di qualificazione olimpica, proprio pochi passi più dietro del compagno di squadra Elio Verde, ora al 26esimo posto dell’OGQ. A questo punto, la mancata partecipazione ai mondiali di Astana di agosto 2015 si conferma una scelta insensata e miope.

Nella categoria al limite dei 100 kg ri-troviamo protagonista il campano Domenico Di Guida, che disputa 4 incontri. Il primo turno è facile contro l’atleta delle Seychelles, Dominic Dugasse, con il quale Mimmo s’impone di waza ari e ippon il tutto nei primi due minuti regolamentari. Stesso punteggio e stessa sorte per l’atleta del Tajikistan, Saidzhalol Saidov. Questa volta Domenico chiude l’incontro in 1 minuto e 16 secondi. La semifinale lo vede contrapporsi al russo Filip Ivanov, che Domenico supera per differenza di sanzioni (2 a 1). Nella finale per la medaglia d’oro, Domenico affronta il quotato atleta inglese Benjamin Fletcher, numero 27 al mondo se consideriamo la qualificazione olimpica (OGQ). È una sanzione – a quanto pare ancora una volta dubbia – a impedire all’atleta campano di salire sul gradino più alto del podio.

La categoria al limite degli 81 kg ci avrebbe regalato una finale per il bronzo tutta italiana, quella tra il capitano Antonio Ciano e Matteo Marconcini, se non fosse stato per l’infortunio alla costola riscontrata dal primo dei due. Cosí la medaglia di bronzo è andata a Matteo. Il capitano del team azzurro aveva disputato 4 incontri prima di infortunarsi. Dapprima s’impone sull’azero Rustam Alimli grazie ad un waza ari, poi per differenza di sanzioni (3 a 1) si arrende al giovanissimo 22enne russo Aslan Lappinagov, che concluderà in seconda piazza quest’African Open. Nel primo incontro dei recuperi, Antonio fa fuori l’altro azero in gara, Elvin Ahmadli, questa volta di ippon. Matteo disputa invece 5 incontri prima di aggiudicarsi il bronzo a tavolino. Il primo incontro se lo porta a casa per differenza di sanzioni (2 a 3) a scapito del francese Dimitri Gomes Tavares. Il secondo turno si chiude in 29 secondi a scapito dall’atleta del Qatar, Oussama Hadjam. Waza ari e ippon sullo spagnolo Adrian Nacimiento consentono a Matteo di accedere alla semifinale, dove si arrende all’ungherese Attila Ungvari, per due yuko ed un ippon. Ungvari chiuderà la gara al primo posto. Nella stessa categoria di peso gareggiava anche Massimiliano Carollo, che esce al primo turno eliminatorio per mano dell’atleta azero Elvin Ahmadli.

Nella categoria al limite dei 78 kg, Assunta Galeone disputa 3 incontri. Parte dai quarti di finale dove supera agilmente la padrona di casa Doha Mouizerh per ippon al secondo minuto. Al secondo turno è ancora una volta la spagnola Marta Tort Merino a ostacolare l’avanzata di Susy al turno successivo. Era già successo qualche settimana fa al Grand Prix di Dusseldolf e ancora una volta succede per differenza di sanzioni (2 a 1). La finalina per il bronzo vede Susy contrapporsi all’algerina Kaouthar Ouallal, che ha la meglio per differenza di shido (3 a 2). Nella medesima categoria di peso, per l’Italia gareggiava anche Rosetta Melora, che per 2 shido esce al primo turno eliminatorio per mano della russa Vera Moskalyuk.

Settime piazze per Luca Ardizio ed Elisa Marchiò.

Luca disputa 4 incontri, imponendosi dapprima sul senegallese Baboukar Mane per immpon al terzo minuto, poi con il danese Frederik Joergensen, per hansoku make per somma si shido. Luca non ce la fa a superare in ordine l’inglese Benjamim Fletcher, che s’impone di yuko, e al primo incontro dei recuperi lo spagnolo Alejandro San Martin Carrera.

Elisa, invece, disputa 2 incontri: prima con la camerunense Nadine Wetie Diodjo, che la supera di ippon in 44 secondi; e poi con la francese Anna Fatoumata M. Bairo, che s’impone prima della fine del tempo regolamentare.

Nella categoria al limite dei 73 kg, Antonio Esposito supera al primo turno il polacco Damian Szwarnowiecki al golden score. Al turno successivo Antonio si arrende allo spagnolo Dasnel Gonzalez Martinez. In questo incontro, Antonio guidava di yuko ottenuto su azione di sode tzuri komi ashi. Purtroppo un hansoku make per somma di sanzioni l’ha messo fuori dal tabellone – nonostante l’ultima delle 4 fosse decisamente dubbia. Nella medesima categoria di peso, Marco Maddaloni s’impone dapprima sul padrone di casa Amine Yassif, per poi cedere di ippon per mano dell’azero Fagan Guluzada.

Disputano due incontri anche Giovanni Carollo e Diego Frustaci, entrambi nella categoria al limite dei 90 kg. Giovanni vince sull’atleta degli Emirati Mihail Marchtan per ippon al terzo minuto dell’incontro e si arrende all’azero Mammadali Mehdiyev; Diego s’impone di ippon sull’azero Ziya Namazov e perde dall’inglese Tom Reed, sempre per ippon.

Due incontri anche per Giulia Caggiano (57 kg) che supera per ippon la montenegrina Tanja Bozovic. Al turno successivo uno yuko per mano della cinese Leung Po-Sum mette fine alla sua corsa al podio.Nella medesima categoria troviamo anche Valentina Giorgis e Anna Righetti eliminate per ippon rispettivamente dalla francese Sarah Harachi, poi medaglia d’oro, e dalla spagnola Tecla Cadilla Acevedo.

Stessa sorte tocca a Carmine Di Loreto (60 kg) e Francesca Milani (48 kg). Carmine subisce un ippon di de aschi barai alla seconda azione del suo primo incontro con l’azero Rasim Almammadov. Francesca si arrende di ippon alla francese Melanie Clement, che conclude la sua gara al secondo posto.

E’ doveroso ricordare che la maggior parte degli atleti presenti a Casablanca (con l’eccezione di Basile, Esposito, Ciano e Di Guida) hanno scelto di competere a proprie spese sostenuti dai propri club e dalle proprie famiglie, a cui va il plauso di Italiajudo: è infatti questa convinzione, dedizione e passione che consente al movimento judoistico italiano di crescere e che si spera prima o poi venga valorizzata. 


  1. Claudio Zanesco says:

    Lo dico e mi assumo le responsabilità, mandate alle olimpiadi questo ragazzo di 21 anni, e avrete/avremo soddisfazioni, se va bene se ne potrà fare un’altra a 25 anni, altrimenti un’altro spreco

  2. marco bottinelli says:

    Mi sa che l’amico Claudio ha ragione i risultati recenti parlano da soli.
    Largo ai Giovani !!!!!

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