Assoluti di Asti 2014: le pagelle!

Assoluti di Asti 2014: le pagelle!

Si sono conclusi ad Asti nel week end appena trascorso i Campionati Italiani Assoluti, il piu’ importantre torneo in Italia. Con questo pezzo vogliamo dare i voti – o i numeri, dipende dal punto di vista – agli attori principali coinvolti negli Assoluti di Asti 2014, assegnando dei pensieri brevi ma appuntiti, nel piu’ classico [...]

Pubblicato da Ennebi il 5 dic 2014 in Bruxelles

Si sono conclusi ad Asti nel week end appena trascorso i Campionati Italiani Assoluti, il piu’ importantre torneo in Italia. Con questo pezzo vogliamo dare i voti – o i numeri, dipende dal punto di vista – agli attori principali coinvolti negli Assoluti di Asti 2014, assegnando dei pensieri brevi ma appuntiti, nel piu’ classico stile alla Ziliani.

Pronti?  Hjime’!

 

Per prima cosa, comincerei da chi la sufficienza l’ha raggiunta seppure a stento. Per poi passare a chi, invece, non ce l’ha fatta!

Organizzazione

Non si puo’ dare l’insufficienza a chi si prende l’onere di organizzare una competizione, mettendoci anima e corpo, passione e dedizione, reclutando volontari e lavorando notte e giorno con loro. Non lo si puo’ fare nemmeno quando si sceglie una location come quella di Asti, sebbene all’inizio i tatami dovevano essere 4 e non 5. Tuttavia, al di la’ del capannone camuffato da palazzetto con bagni insufficienti ed un bar tanto piccolo da essere ridicolo persino in un paesino come il mio da 800 anime, qualcosa di nuovo si e’ visto: a partire dal concorso fotografico, passando poi per la realizzazione di un video promozionale non banale. Voto 6. Organizzazione spaesata seppure volenterosa.

Diego Del Regno

Il  compito di un arbitro non e’ affatto facile, anzi. Tuttavia e’ indubbio che viviamo in un periodo di forte carenza di vocazione. Alcuni arbitri sul tatami sembra ci debbano stare per timbrare il cartellino e incassare la diaria a fine giornata, per quanto misera possa essere. In un contesto come questo ci piace sottolineare il talento di un nostro giovane arbitro, la propria autorevolezza sul tatami, la sicurezza che infonde a tecnici e atleti, con le sue valutazioni sempre pertinenti. Il suo nome e’ Diego Del Regno, poco piu’ che trentenne. Voto 9. Sempre sul pezzo.

Ornella Sebenello

In occasione degli assoluti era la responsabile dei Presidenti di Giuria. Per lei una valutuzione piu’ che positiva: per evitare perdite di tempo e compensare le mancanze strutturali, durante la gara femminile ha disposto che le atlete delle categorie piu’ pesanti si riscaldassero sui tatami disponibili e quindi “vuoti”, mentre le atlete delle categorie piu’ leggere finivano di combattere. E’ una cosa “normale” che pero’ non trova sempre realizzazione. Si premia la volonta’ di semplificare e snellire. Voto 9. Strategica e provvidenziale.

Gli alteti sono i veri protagonisti di ogni competizione. Partirei dalla categoria fino a 66 kg che ad Asti piu’ ha impressionato per numero di talenti.

Fabio Basile ha dominato alla grande una finale battendo colui che era e continua ad essere il suo idolo, il bronzo iridato Elio Verde, rimanendone quasi dispiaciuto tanto da chiedere al proprio pubblico di non esultare. Il suo passaggio a terra in strangolamento e’ stato fantastico: da manuale. Confermarsi poi campione italiano assoluto cambiando categoria e’ davvero arduo. Voto 9,5. Gulliver.

Matteo Medves avrebbe sicuramente meritato di disputrare la finale per il primo e secondo posto. E’ piaciuto per la propria determinazione, per il proprio carattere dimostrato in gara, per averci creduto fino alla fine, per aver sempre evitato polemiche anche quando avrebbe avuto ragione, per la sua tecnica frizzante e il suo moversi incantevole. Voto 10. Instancabile puro sangue.

Metteo Piras e’ l’altro indiscusso talento della categoria al limite dei 66 kg. L’incontro che piu’ di tutti merita menzione e’ quello con il bronzo iridato Elio Verde, ancora una volta deciso dalle sanzioni. Il risultato non rende certamente giustizia a Matteo, sopratutto per qualche sanzione non data a cui si aggiunge un’azione dubbia che gli abitri hanno preferito non valutare. Tuttavia, cio’ che ha stupito di piu’ – quanto meno il sottoscritto – e’ stato quando alla fine dell’incontro, Matteo, che giocava ad Asti praticamente in casa con un folto e chiassoso pubblico che lo stava seguendo, ha chiesto al proprio pubblico e ha poi ottenuto di smorzare ogni tipo di polemica sul verdetto finale. Sembra che l’umilta’ sia la sua musa ispiratrice. Voto 10. Un signore.

Elio Verde ha fatto la storia del judo italiano conquistando nel 2009 la medaglia di bronzo ai Campionati del Mondo di Rotterdam nella categoria al limite dei 60 kg. Da quando due anni fa ha cambiato categoria passando a quella superiore, e’ sotto gli occhi di tutti che Elio ha cominciato ad incontrare delle difficolta’, pur rimandendo uno degli atleti piu’ promettenti in campo internazionale. E’ indubbio che Elio stia ancora affrontando un momento non facile che ci auguriamo possa superare in fretta. Di lui non si puo’ non apprezzare la decisione di mettersi in gioco e affrontare tutti a viso aperto quando molti altri preferiscono non farlo. Cio’ gli fa sicuramente onore. Voto 8. Guerriero.

Come non si puo’ non parlare del piu’ giovane alteta iscritto in gara tra i mashi al proprio esordio da professionista? Il riferimento e’ chiaramente a Elios Manzi che ha dimostrato di essere una spanna sopra gli altri. Voto 10. Fuoriclasse.

La finale dei 73 kg e’ stato sicuramente l’incontro piu’ bello della due giorni di gara. Ermes Tosolini e Augusto Meloni ci hanno regalato cosi’ tante emozioni una dietro l’altra ad una velocita’ tale che abbiamo tutti un po’ sofferto di tachicardia. Al di la’ delle polemiche sugli ippon o non ippon, assegniamo ad entrambi voto 10. Gran cuore.

Un atleta tra i big che merita menzione e’ senza dubbio Elena Moretti, da pochi mesi divenuta mamma, ha deciso di tornare alle competizioni proprio con questo assoluto, difendendo il titolo del 2013. A sferrarle la strada ci e’ riuscita solamente una fuoriclasse come Odette Giuffrida. Elena dimostra quindi di essere tornata in piene forze e di essere in gioco per Rio 2016. Voto 9. Ritrovata.

Romina Passa ha strappato il titolo dei 48 kg alla campionessa uscente Anna Bartole dopo una finale di grade equilibrio. Il suo percordo non e’ stato per niente banale e ha mostrato un ottimo judo. Voto 8,5. Sorpresa.

La stella azzurra Odette Giuffrida ha sbaragliato i 52 kg di Asti 2014: superata mamma Moretti al primo turno, Odette si è imposta su altre quattro avversarie una dopo l’altra e sempre di misura. Voto 10. Inarrestabile.

Confermarsi campione d’Italia assoluto non e’ per niente una cosa facile. Gestire le molteplici emozioni, la pressione del pubblico, del team, degli allenatori, le proprie angoscie interne non e’ una passeggiata nemmeno per campionesse radicate e pluri-medagliate. E’ per questo motivo che l’oro di Elisa Marchio’, Assunta Galeone,  Jennifer Pitzanti e Edwige Gwend ha un valore ancora piu’ importante. Le quattro eroine dimostrato di essere le Regine indiscusse delle rispettive categorie. Voto 10. Superbe.

Passiamo invece a chi la sufficienza non l’ha superata.

Antonio Di Maggio

E’ colui che autorizza su scala nazionale lo svolgersi delle competrizioni ufficiali, una volta verificata l’idoneita’ della location. Quanto meno e’ quello che avrebbe dovuto fare per gli scorsi Campionati Italiani Assoluti… per chi c’era ad Asti, ogni ulteriore commento risulta superfluo. Cosi’ come concepito e dando una occhiata alle competizioni ufficiali in giro per l’Italia questo ruolo, che pur ha una sua logica teorica, diventa di fatto inutile. Asti ne sancisce l’ennesimo flop. Il Campionato Italiano Assoluto e’ la gara piu’ importante dell’anno – sebbene ci siano delle persone che non la pensano cosi’- e dunque l’importanza deve per forza di cose passare anche e sopratutto dall’immagine che diamo. Probabilmente ad Asti non c’era nessuno al di fuori del nostro mondo – per fortuna – altrimenti che figura avremmo fatto? Voto ZERO. Ornamentale.  

C.A.Re System 

E’ una figata vedere un solo arbitro munito di auricolare al centro dell’area di combattimento. Sembriamo davvero fighi. Ahime’, ci manca ancora qualcosa perche’ il C.A.Re System sia davvero efficace. Avere una sola angolazione e’ una limitazione che una competizione come l’Assoluto non puo’ permettersi. E’ chiaro che avere due telecamere e due pc su un unico tatami e’ piu’ oneroso, e’ fuori di dubbio. Tuttavia, piuttosto che fare le cose fatte male, sarebbe meglio non farle. In mancanza di risorse, una soluzione potrebbe essere quella di riabilitare la terna sul tatami e contemporaneamente servirsi del supporto del C.A.Re System. Voto 5. Da migliorare. 

A tutti gli atleti che hanno preferito stare a casa oppure venire al palazzetto senza salire sul tatami e senza una valida ragione (come potrebbe essere un infortunio) diamo voto ZERO. Se la scusa di quest’anno e’ quella che ci si stava preparando ad appuntamenti piu’ importanti di un Assoluto, la verita’ e’ che non hanno avuto il coraggio di mettersi in gioco. E sebbene in alcuni casi siano stati gli allenatori e consigliare il riposo forzato, noi gli diaciamo che avrebbero potuto dire: “no grazie, io gli assoluti li faccio”. Non preparare un Assoluto e praprare “qualcosa di piu’ importante” non e’ rispettoso per tutti quegli atleti che sognano una Olimpiade e che hanno bisogno di confrontarsi con i migliori atleti in Italia. Forse qualcuno dimentica come sia diventato un player competitivo in un contesto internazionale: sara’ mica stato grazie al confronto con atleti piu’ forti? Bocciati.

E voi che cosa ne pensate?


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  1. Antonio Di Maggio says:

    Carissimo Ennebi che presumo sia l’acronimo di Nicandro Buono. Ci conosciamo da tantissimi anni e ho avuto l’onore di premiarti tante volte. Conosci credo la mia lunga storia e la mia passione e dedizione totale per il Judo al quale ho dedicato e dedico molto del mio tempo. Prova a leggere l’articolo 38 del Regolamento Organico – Direttore delle Gare dove è scritto quali sono i miei compiti che non sono certo quelli di organizzare la gara altrimenti mi chiamerei Organizzatore delle gare. Per tua conoscenza, l’organizzazione delle finali nazionali le richiedono le Società Sportive che presentano un modello dove dichiarano che l’impianto risponde alle misure e a quanto serve per lo svolgimento della finale, corredata dal parere favorevole del Comitato Regionale. Il Consiglio di settore, se ritiene valida la richiesta, affida l’organizzazione della gara alla Società Sportiva richiedente. Comunque ero presente ad Asti e il mio commento è stato ” questo impianto è idoneo per svolgere una gara regionale “. Mi sono anche messo a disposizione per verificare gli impianti prima di affidare una finale nazionale e sono stato autorizzato dal Presidente Federale. Voglio però esprimerti la mia amarezza nel leggere il mio nome con un voto come alle elementari, datomi dal Maestro ENNEBI del quale avevo molta simpatia e che spero di non dover cambiare opinione. Mi piacerebbe essere esaminato per quello che faccio e ti garantisco che almeno la sufficienza la raggiungerei.
    Sportivi saluti
    Antonio Di Maggio

    • amministratore says:

      Gentile Maestro Antonio Di Maggio,
      mi fa molto piacere leggere il Suo commento.

      Quando ho fondato Italiajudo l’intento era di creare un luogo di partecipazione e proposta ed e’ in questa ottica che abbiamo sempre operato. Pertanto, ben venga ogni tipo di confronto!

      Ha ragione, lo pseudonimo ENNEBI indica il mio nome, Nicandro Buono. Ho cominciato a scrivere firmandomi Ennebi – che rappresenta del resto le mie iniziali – da quando il 16 dicembre del 2001 ho fondato il mio primo giornale in Molise, dal 2007 non piu’ operante. Aggiungo anche che nel sito italiajudo.com c’e’ una sezione denominata “chi siamo” in cui viene esplicitato a chi appartengono gli psudonimi utilizzati dagli articolisti.

      E’ altresi’ vero che io NON sono un Meastro di judo e non ambisco a tale riconoscimento, a maggior ragione se mi deve essere regalato. Sono orgogliosissimo del mio III dan conquistato con altrattanti ori ai Campionati Italiani di Classe e non ho ambizioni a raggiungere ne’ il VI ne’ tantomeno il X Dan, glielo posso assicurare.

      Tuttavia, il fatto che io NON sia un Maestro, non significa che non possa esprimere la mia opinione oppure che non possa assegnare dei voti in uno stile prettamente “giornalisitico” o psudo tale e non “judoistico”, per il quale ovviamente e’ richiesto il titolo di Maestro.

      Parlando invece di simpatia, beh devo dire che quella e’ una cosa reciproca e non vedo per quale motivo la simpatia sia ora destinata a svanire dopo questo articolo. Qui non stiamo affatto parlando di simpatia o antipatia, di amicizia o rivalita’: esprimere un pensiero, del resto in modo pacato, penso lo si possa fare anche verso una persona per la quale si prova simpatia. Limitare i propri commenti o le proprie azioni per amicizia o simpatia e’ lontano anni luce dal mio modo di pensare. Se dovessi agire in tal modo credo che non farei bene il mio “lavoro” di informatore.

      Per quanto riguarda il regolamento organico, che conosco molto bene, la figura di direttore delle gare viene cosi’ esplicitata, in maniera del tutto generica:

      “1. Il Direttore delle Gare è nominato dal Consiglio di Settore;
      2. I compiti del Direttore delle Gare sono:
      a) proporre entro il mese di settembre di ogni anno, al Presidente della Federazione per l’approvazione del Consiglio di Settore, le soluzioni idonee alla migliore organizzazione delle manifestazioni, sia per quanto riguarda la sistemazione del campo di gara, sia per quanto riguarda il numero dei partecipanti;
      b) svolgere ogni altro compito che gli venga affidato dal Consiglio di Settore.”

      Ora vorrei chiarire anche un altro aspetto prima di entrare nel merito: il mio voto si riferisce NON a come gli Assoluti siano stati organizzati, ma al perche’ gli Assoluti si siano svolti in una struttura come quella di Asti 2014. Ero convinto di essere stato chiaro sotto questo punto di vista, sopratutto perche’ mi rivolgo da un lato all’organizzazione e dall’altro a chi avrebbe dovuto vegliare sulla buona riuscita della manifestazione. Vegliare chiramente non significa organizzare. Pertanto, mi scuso per la non chiarezza e spero di aver chiarito con questo commento questo aspetto.

      Ora, mi faccio delle domande: chi se non la persona che porta il titolo di “Direttore delle gare” ha il compito di vegliare sulla buona riuscita di una manifestazione come l’Assoluto? Chi se non il direttore delle gare puo’ avere una ultima parola sulla location? Come il direttore delle gare pensa di proporre “soluzioni idonee alla migliore organizzazione delle manifestazioni” passando per una tendostruttura come quella che ha ospitato gli Assoluti di quest’anno?

      E’ vero che c’e’ stato il parere favorevole del Comitato Regionale sulla struttura. Tuttavia, se io sono l’amministratore delegato di una azienda di costruzioni e costruiscio una casa con i muri storti, sebbene la colpa di cio’ puo’ passare per gli operi che hanno praticamente eseguito il lavoro, per il capo mastro responsabile degli operai, per il geometra che supervisiona il cantiere, tuttavia come AD non posso esimermi da responsabilita’.

      Ma ammettiamo pure che Lei abbia ragione e che non era Suo compito proferire parola in merito alla struttura. Se il Consiglio di settore e’ daccordo con questa Sua visione, allora ho altrettanto ragione nel dire che questa figura di “Direttore Delle gare” serve davvero a poco se non a niente.

      In tal caso, mi scuso per lo zero in pagella, ma mi aspetto che la figura venga abolita o ripensata nel prossimo regolamento organico.

      Cordialmente (e con simpatia),

      Ennebi
      (per chi non lo sapesse, Nicandro Buono)

  2. jonathan tarantini says:

    Secondo me a parte l’organizzazione, che mi è sembrata tutto sommato sufficiente, andrebbe sottolineato il pessimo arbitraggio, e piu che incompetenza secondo me spesso è malafede, perchè si vedono delle cose, degli atteggiamenti che per forza di cose ti fanno pensare a questo. Considerando che gli errori vengono fatti sempre a favore degli atleti piu forti o comunque appartenenti a gruppi militari. So benissimo che scrivere queste cose non servirà a nulla, ma vorrei che anche un ragazzo civile che si fa il culo in palestra quanto un militare, se se lo merita, possa raggiungere il suo sogno, e nel caso in cui non ci riesca non deve essere colpa di un’altra persona che ha voluto favorire un atleta rispetto ad un altro. Vorrei che ciò che ho scritto lo leggessero anche tutti gli arbitri. Perchè alla fine è giusto che vinca chi se lo merita!!!

  3. Antonio Di Maggio says:

    Caro Nicandro, ho utilizzato il termine Maestro come esempio di Maestro di Scuola Elementare il quale dava i voti con i numeri e se non ti comportavi bene ti dava le bacchettate sulle mani.
    Il tuo stile giornalistico è ottimo visto che sei riuscito a farmi scrivere, anche se lo faccio male e malvolentieri.
    Esprimere un pensiero o una critica in modo pacato va bene ma vedersi in elenco con zero, non è piacevole.
    Ho scritto, che, anche se la critica forse non era indirizzata alla persona giusta, mi sono attivato proponendo e ottenendo l’autorizzazione a verificare gli impianti prima di affidare una gara.
    Comunque la mia relazione sarà sempre valutata dall’organismo decisionale della Federazione.
    Se gli organi preposti alla modifica del Regolamento Organico riterranno opportuno togliere la figura di Direttore delle Gare, non sarò certo io ad oppormi.
    Penso che nel prossimo futuro molte cose dovranno essere modificate e spero migliorate, quindi sarà importante che voi come Italia Judo continuiate a criticare e proporre.
    Un caro saluto
    Antonio Di Maggio
    P.S.
    Comunque ti garantisco che frequentare l’Accademia di Judo prima, o la Scuola Nazionale di Ostia adesso, per ottenere la qualifica di Maestro di Judo non fa male.

    • amministratore says:

      Cambiando argomento e riferendomi all’Accademia o alla scuola, sono d’accordissimo con Lei che non fa male, anzi…

      L’unico motivo per cui non voglio diventare maestro e’ perche’ non insegno e non mi vedo portato per questo mestiere.

      Poi non si puo’ mai sapere, gli interessi nella vita possono sempre cambiare…

      La ringrazio per il Suo intervento.

      Cordialmente,
      Ennebi

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