Antonio Esposito: “Ho la sensazione di poter battere tutti!”

Antonio Esposito: “Ho la sensazione di poter battere tutti!”

Italiajudo ha avvicinato il campione campano degli 81 kg, Antonio Esposito, che vedremo impegnato nei Giochi del Mediterraneo di Tarragona, in Spagna, nella giornata di giovedì 28 giugno. Con lui abbiamo parlato della prestazione agli Europei di Tel Aviv, dove due mesi fa ha conquistato una meravigliosa medaglia di bronzo. Abbiamo poi parlato dello stato di salute del judo italiano e della “liberalizzazione” dei tornei del World Tour. In particolare Antonio ha sottolineato l’importanza di aprire tutti i tornei di Grand Prix alla libera partecipazione degli atleti di alto livello. Con una condizione…

Pubblicato da Ennebi il 26 giu 2018 in Barcellona

Ciao Antonio, benvenuto sulle pagine di Italiajudo. Innanzitutto complimenti per la bellissima medaglia di bronzo ai Campionati d’Europa Assoluti di Tel Aviv conseguita due mesi fa. Prima della partenza per lo Stato di Israele, ti saresti aspettato un risultato del genere?

Ad essere sincero me l’aspettavo. Mi sono preparato tanto e bene per l’Europeo ed ho cercato e voluto la medaglia. Sia nelle gare precedenti che negli allenamenti a ridosso degli Europei mi sentivo davvero in gran forma. É un risultato a cui tenevo tanto.

Il percorso verso la finale è stato ostico. A distanza di due mesi, qual è la tua analisi di quella gara a mente fredda?

Per assurdo, l’incontro più facile è stata la finale per il terzo posto con il turco Gulduren. Da un lato ero molto carico perché volevo la medaglia, dall’altro avevo accumulato parecchia rabbia per la semi finale buttata via, rabbia che poi sono riuscito ad incanalare nella direzione giusta. Nella semi finale con l’atleta belga Chouchi ho sbagliato approccio: ho fatto delle cose che non dovevo fare. Pensavo fosse più facile. Dopo aver fatto degli incontri con avversari notevoli come il  turco Albayarak ed il portoghese Egutidze, credo di essermi rilassato un pochino, probabilmente perché sapevo di affrontare un atleta che avevo già battuto due volte. Anche lo stacco di tre ore tra i quarti di finale e la semi finale non ha aiutato. Sono convinto che potevo fare di meglio.

La forma fisica è senz’altro importante per essere al top e performare bene, ma qual è il tuo approccio mentale alla gara?

Prima delle gara penso e sogno sempre di vincere. Tuttavia, quando sono nel mezzo della gara, mi concentro solo sul prossimo avversario e metto da parte ogni pensiero che faccia riferimento al risultato.

Questo risultato ti rilancia nella WRL. Come vedi la tua strada verso Tokyo 2020, che risulta essere un obiettivo sempre più concreto.

La strada per Tokyo non è assolutamente facile, anche perché nella mia categoria c’è anche Matteo Marconcini, che è il vice campione del mondo. In Italia non capita da tempo di vedere due atleti nella stessa categoria che a distanza di alcuni mesi conquistano uno la medaglia d’argento ai mondiali e l’latro quella di bronzo agli europei. E questo è un segno che in Italia si sta lavorando bene. Sono convinto che sarà una sfida avvincente e divertente e mi auguro che vinca il migliore. Se continuo cosi, io credo di potercela fare.

Ad un mese dagli Europei, ti aspettavamo di vederti al Grand Prix in Cina, dove la qualificazione olimpiaca ha preso ufficialmente il via. Come mai non eri presente? 

Abbiamo deciso di prenderci un periodo di riposo dopo gli europei, visto che la preparazione è stata davvero dura. Ho anche avuto dei piccoli problemi fisici per cui ho preferito stare fermo per recuperare al meglio.

Temi qualche avversario in particolare?

Ci sono tanti avversari forti, ma ho la sensazione di poter battere tutti. È una sensazione che sto ritrovando da quando sono passato nella nuova categoria di peso e che avevo perso nell’ultimo periodo quando gareggiavo nei 73 kg. Forse perché il calo peso che facevo era troppo stressante e mi faceva arrivare alla competizione troppo debilitato. Ora negli 81 kg mi sento pieno di energia, che posso incanalare nella direzione giusta.

Vieni da una famiglia dove il judo è considerato più una religione piuttosto che uno sport, non è vero? 

A casa mia si parla quasi solo di judo, per questo motivo, è difficile non appassionarsi! Mio padre faceva judo, è stato anche uno degli sparring partner della nazionale per le olimpiadi di Sydney ed era in un gruppo sportivo militare. Dopo di lui, ho incominciato a praticare judo, dopo di me anche mio fratello Giovanni e più recentemente il mio fratellino di 12 anni, che è da poco tempo anche lui alle prese con le prime gare. Direi che il judo è una tradizione ben radicata nella mia famiglia.

Chi è il tuo idolo judoistico e perché? 

Non ho un idolo specifico nel mondo del judo. Guardo tanti video e mi piacciono molto gli atleti coreani, per la propria posizione e per il judo che esprimono. Cerco di prendere il meglio da loro.

Che cosa ne pensi di aprire tutti i tornei di Grand Prix alla libera partecipazione degli atleti di alto livello? 

La ritengo una cosa giustissima. La nazionale non ha disponibilità a portare tutti gli atleti di alto livello alle gare più importanti, pertanto trovo giusto dare la possibilità anche ad altri atleti di qualificarsi alle olimpiadi e di poter perseguire un sogno come possiamo fare noi. A maggior ragione, aprire i Grand Prix ha ancora più senso rispetto al passato considerato il fatto che in questo quadriennio le Continental Open valgono meno. Allo stesso tempo, ritengo sia giusto porre una condizione minima per accedere liberamente ai tornei di Grand Prix, ovvero quella di aver conseguito almeno una medaglia in una Continental Open.

Grazie Antonio per la tua disponibilità. Un grande in bocca al lupo per i Giochi del Mediterraneo a Tarragona.

Grazie a voi e crepi il lupo.


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