Ancora caos in Francia per la carente prestazione ai mondiali U21 di Zagabria

Ancora caos in Francia per la carente prestazione ai mondiali U21 di Zagabria

Dopo lo sciopero, poi rientrato, di un paio di settimane fa, punto massimo della forte contrapposizione che si è venuta a creare tra i club francesi e la federazione, il 24 ottobre la federazione transalpina ha sospeso la squadra juniores degli allenamenti all’INSEP.

Pubblicato da Fabio Fabbroni il 30 ott 2017 in Bologna

Dopo lo sciopero, poi rientrato, di un paio di settimane fa, punto massimo della forte contrapposizione che si è venuta a creare tra i club francesi e la federazione, il 24 ottobre la federazione transalpina ha sospeso la squadra juniores degli allenamenti all’INSEP.

Il motivo scatenante è stato un video postato sui social network dove si vedevano alcuni atleti riuniti in camera a cantare e ballare in mezzo ad un “disordine innominabile” – come si legge nell’email inviata agli atleti stessi – a tarda ora, a conclusione dei mondiali juniores individuali svoltisi a Zagabria.

Voci bene informate, sostengono che la “festa” sia avvenuta a seguito di una riunione molto dura tra gli allenatori, davanti a tutta la squadra, proprio la sera prima della prova mista a squadre, in cui la Francia si fermerà al 7º posto. Il motivo della discussione è da individuare nella carente prestazione dei mondiali juniores svoltisi a Zagabria. Eppure il risultato in termine di prestazioni è equiparabile a quello ottenuto dall’Italia: una medaglia di bronzo, due quinti e due settimi posti, a fronte di 19 atleti coinvolti. La Francia ha chiuso il mondiale di Zagabria in 22esima posizione, proprio in compagnia dell’Italia.

Telefoni sequestratati, pranzi con i genitori e parenti annullati, insomma questa trasferta in terra croata ha lasciato il segno.

La Federazione francese ha sollevato un problema di codice etico – che è sacrosanto – ma che si scontra con la NON etica del risultato ad ogni costo. Ora ci si aspetta che i francesi diano dei segnali dopo che Senoud ha dichiarato che “gli atleti non hanno fame ….”

Gli allenatori francesi hanno vissuto e convissuto con il sistema, che – almeno fino a questo momento – non dava segni di cedimento o di falle. Probabilmente la cosa potrà essere risolta solo da una “presa della Bastiglia” – passatemi il parallelismo – in attesa che parta la corsa a Parigi 2024, dove il Judo francese non potrà fallire.

 

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