Alpe Adria: 7 ori per l’Italia

26/01/2013- Si apre la diciottesima edizione del Trofeo ALPE ADRIA organizzata dal DLF Yama Arashi di Udine nel palazzetto dello sport di Lignano Sabbiadoro.   In questa prima giornata di gara gli atleti iscritti sono ben 563, tra cui 73 atleti nella sola categoria dei 66 kg e 65 concorrenti nei 73 kg. Il numero fa ancora più impressione [...]

Pubblicato da Ennebi il 6 set 2013 in Lignano Sabbiadoro

26/01/2013- Si apre la diciottesima edizione del Trofeo ALPE ADRIA organizzata dal DLF Yama Arashi di Udine nel palazzetto dello sport di Lignano Sabbiadoro.

 

In questa prima giornata di gara gli atleti iscritti sono ben 563, tra cui 73 atleti nella sola categoria dei 66 kg e 65 concorrenti nei 73 kg. Il numero fa ancora più impressione se si pensa che si tratta di atleti di un’unica classe di età, quella dei Cadetti,  che la International Judo Federation ha da poco riconsiderato come Under 18, prolungando di un anno la permanenza dei giovani in questa classe.

 

Il numeroso staff in maglia rigorosamente gialla contribuisce a l’ottima riuscita della manifestazione, assicurando uno standard che non siamo abituati a vedere. E a rendere il tutto più complicato dal punto di vista gestionale è la massiccia partecipazione da parte di atleti di mezzo mondo, molti dei quali di altissimo spessore, ai vertici delle ranking list europee sia cadette sia juniores.

 

Da rilevare la presenza della Nazionale dell’Azerbaigian, che considerando le sole categorie maschili conquista due ori, tre argenti e un bronzo.

 

Non da meno il livello degli atleti italiani.

Tra le categorie maschili vanno sottolineate le eccellenti prestazioni del siciliano Angelo Pantanoche ha dominato la propria categoria in una giornata superlativa, unico italiano tra i maschi a conquistare il gradino più alto del podio, del comasco Francesco Zanasi, poi arresosi in finale per il primo posto allo sloveno per uno splendido ippon di o goshi, del romagnolo AndreaIngrassia, secondo alle spalle dell’azero, del romano Gabriele Sulli anche lui piazzatosi al secondo posto  cedendo il passo ad un’altro, del brianzolo Davide Pozzi, che ha concluso la propria corsa sul gradino più basso del podio, del siciliano Lorenzo Rigano, unico italiano sul podio della sua categoria, e dell’altro siciliano Andres Felipe Moreno, che ha ceduto il passo solo all’atleta della Bosnia Erzegovina, che probabilmente ha avuto una crescita precoce.

 

Tra le categorie femminili, ha impressionato la prestazione di Eleonora Geri, che non ha deluso le attese salendo ancora una volta sul gradino più alto del podio, di Giorgia Stangherlin che al pari di Eleonara ha conquistato la prima piazza, di Chiara Carminucci, piazzatasi al secondo posto alle spalle della croata, in una categoria difficilissima, di Simona Boccotti, unica italiana del proprio podio.

 

Partiamo proprio dalle donne.

 

Nei 40 kg vince Arianna Galliani vincitrice su Chiara Colbacchini, nell’unico incontro di questa categoria.

 

La categoria dei 44 kg vede primeggiare Elisa Adrasti che primeggia nella finale per l’oro sull’azera Leyla Aliyeva. Medaglia di bronzo all’austriaca Victoria Schumann e alla campanaAnnarita Campese.

 

A conquistare i 48 kg è la slovena Andreja Leski. Adreja supera in finale la padrona di casaGiada Medves, che si accontenta così del secondo posto. Medaglie di bronzo per Adele Ravagnani e Valentina Tommaselli.

 

I 52 kg vedono primeggiare Sofia Fiora in finale vittoriosa su Giulia Pierucci. Al terzo posto si classifica Francesca Giorda, mentre l’altro bronzo di questa categoria va all’unica straniera di questo podio, la slovena Nikolina Mitranisovic.

 

La slovena Barbara Bizilj conquista il gradino più alto del podio della categoria dei 57 kg battendo in finale l’austriaca Lea SixtlAnja Stangar e Simona Boccotti conquistano il gradino più basso del podio.

 

La croata Buga Kovac si aggiudica la categoria dei 63 kg. In finale supera la toscana Chiara Carminucci, unica italiana sul podio. Si classificano al terzo posto la slovena Patricija Brolih e l’austriaca Michaela Polleres.

 

Giorgia Stengherlin non le delude e s’impone nella categoria al limite dei 70 kg. In finale Giorgia supera Marta Causarano. In questa categoria le due medaglie di bronzo vengono conquistate dalle slovene Ziva Istenic e Petra Opresnik. Il podio se lo divino, dunque, Italia e Slovenia con due medaglie a testa.

Ad imporsi nei + 70 kg la regina di questa categoria, la toscana Eleonora Geri. Eleonora in finale immobilizza la croata Tina Radic, costringendola ad accontentarsi della seconda piazza. Altre due italiane si aggiudicano la medaglia di bronzo, si tratta di Soraya Luri Meret e di Linda Amadio.

 

Tra i maschi, la categoria dei 46 kg è la prima della giornata ad essere conclusa. Incoronato vincitore del trofeo Alpea Adria edizione 2013 il romano Cesare Zelli, affermatosi in finale sul padrone di casa Gabriele Greco. Si piazzano sul gradino più basso del podio Alessandro Di Muzio e Diego Rea.

 

Nei 50 kg domina il nostro Angelo Pantano, superlativo in tutti gli incontri. Nella finale per l’oro s’impone sull’azero Nariman Ahmadov. Il terzo posto lo conquistano a pari merito Andrea Carlino e Fabrizio Magozzi.

 

I 55 kg incoronano l’azero Samir Mammadov vittorioso in finale su Andrea Ingrassia. Il favoritoElios Manzi si piazza al terzo posto, al pari dell’altro azero in gara, Ilkin Baba-Zada.

 

Nei 60 kg lo strangolamento a scapito di Gabreile Sulli attribuisce la vittoria all’azero Hidayt Heydarov. Le due medaglie di bronzo vanno a Valerio Tassaro e Razvan Ciolan.

 

È l’azero Hidayat Heydarov Nella categoria al 66 kg s’impone su tutti Luka Harpf a scapito del già citato Francesco Zanasi. I terzi posti vanno ad Andrea Gismondo e a Dean Rogelj.

 

La categoria dei 73 kg non vede nessun italiano sul podio. Migliore piazzamento nostrano è quello di Niccolò Avallone che concluda la prorpia gara al quinto posto. Il podio se lo dividono Croazia, Azerbaigian e Slovenia. Il rappresentante della Croazia Josip Mihael Medegorac si aggiudica la vittoria in finale sull’azero Vasif Talibov. Le due medaglie di bronzo vanno allo sloveno Martin Hojak e all’altro croato di questa categoria Mihael Topolovec.

 

Negli 81 kg l’unico italiano del podio è Lorenzo Rigano, che conquista la terza piazza. A vincere invece è il croato Dominik Druzeta, impostosi in finale sull’austriaco Marco Bubanja. L’altro bronzo di questa categoria va alla Slovenia grazie alla prestazione di Gregor Kocmut.

 

Al pari degli 81, il podio dei 90 kg presenta atleti di quattro Nazioni diverse: la vittoria va allo sloveno Rok Polaizer grazie ad un ippon di o soto otoshi a scapito dell’azero Musa Shakaraliyev; il terzo posto va a Davide Pozzi, unico italiano su questo podio, a cui fa compagnia il serbo Ivan Djukanovic.

 

Negli oltre 90 kg si afferma l’atleta della Bosnia Erzegovina Harun Sadikovic, che in finale supera Andres Felipe Moreno. Conquistano la medaglia di bronzo Andraz Spiler e Alessandro Graziano.

 

Degno di nota il premio fari play assegnato al tecnico Manuela Tadini che permette di assegnare la vittoria all’avversario del proprio allievo ammettendo l’errore arbitrale della terna, che invece aveva aggiudicato uno yuko in suo favore.

 

 

Apriamo ora una piccola parentesi.

Assegniamo un giudizio del tutto negativo al nuovo regolamento arbitrale introdotto in Italia, che non recepisce in toto la sperimentazione che prenderà il via a livello internazionale.

 

Infatti, la versione “ibrida” entrata in vigore dà troppo potere alle sanzioni, penalizzando i gesti tecnici, che la sperimentazione internazionale vuole invece valorizzare.  Di qui si evince un maggior potere per gli arbitri, che non potranno permettersi il lusso di sorvolare sulla benché minima errore.

 

Non solo, la bizzarria tutta italiana continua con la storpiatura della cosiddetta “regola del silenzio” che consente ai tecnici a bordo tatami di suggerire solamente nella pause tra un matè ed un ajimè e che impedisce qualsiasi tipo di commento sull’arbitraggio. L’Italia va oltre il regolamento internazionale, forse troppo: infatti, nessun tesserato di qualsiasi ruolo e grado può suggerire o commentare l’incontro in qualsiasi posto del palazzetto si trovi.

 

Non solo la norma è assurda, ma impossibile da applicare. A maggior ragione in un contesto come quello del Trefeo Alpe Adria, dove vi prendono parte 12 Nazioni. Con quale faccia spieghiamo agli stranieri che devono rispettare questa regola? Come fanno gli arbitri a sapere se chi parla sta “dando consigli o commentando i giudizi arbitrali” quando ci sono 12 lingue diverse che si incrociano, manco fosse la torre di Babele? Ammesso che chi suggerisce stia dando dei consigli, come si fa a sapere se si tratta di un tesserato? E soprattutto, tesserato per quale federazione, solo quella italiana?

 

Per fortuna, la normativa è stata applicata con il buon senso degli arbitri. Unica eccezione per la presidentessa di giuria che ha urlato “pubblico zitto!” guadagnando innumerevoli fischi: esosa!

 

È bene che si faccia presto ammenda e che chi di dovere metta mano a questo assurdo regolamento, per lo meno se non vogliamo diventare lo zimbello d’Europa.

Si dovrà decidere, senza se e senza ma e in molta fretta, di applicare o meno la sperimentazione internazionale. Non ci sono vie di mezzo!

L’augurio è che tale decisione arrivi prima delle qualificazioni per il campionato italiano juniores, previsto il prossimo week end.

 

L’appuntamento è per domani con la nostra diretta per il secondo giorno della Kermesse internazionale per la classe Juniores.

 

 


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