Al Coni si scatena la partita dei soldi

Al Coni si scatena la partita dei soldi

È la partita decisiva nello scontro calcio-altri sport sulla distribuzione dei soldi Coni alle federazioni. La scorsa settimana c’e’ stata l’ultima riunione della commissione tecnica e consiglio informale dei presidenti, dove Beretta ha sostituito Tavecchio, impegnato in Iran. In palio, sempre ché il Governo rispetti l’impegno preso di non tagliare il finanziamento al Coni, ci [...]

Pubblicato da Galdi e Viccioni il 28 ott 2014 in gazzetta.it

È la partita decisiva nello scontro calcio-altri sport sulla distribuzione dei soldi Coni alle federazioni. La scorsa settimana c’e’ stata l’ultima riunione della commissione tecnica e consiglio informale dei presidenti, dove Beretta ha sostituito Tavecchio, impegnato in Iran.

In palio, sempre ché il Governo rispetti l’impegno preso di non tagliare il finanziamento al Coni, ci sono 150 milioni.

Il calcio ne ha finora 62 e mezzo. Potrebbe perderne 25. Oggettivamente tanti. Assolutamente troppi, per tutto il consiglio federale che recentemente ha alzato la voce: «La seconda federazione dopo di noi ha un milione di tesserati di meno!», ha detto il presidente Figc, Carlo Tavecchio. L’ipotesi di una soluzione «a scaletta» (nel 2015 un taglio soft per poi salire nel 2016-2017) sarebbe tramontata. In ogni caso, con quei parametri – medaglie e titoli mondiali recenti contano moltissimo – il calcio partirà bassissimo, 7-8 milioni, com’era chiaro a tutti da mesi.

Bisognerà vedere quanto recupererà fra il «tesoretto» e quello che Malagò ha definito «il buon senso».

 

«Contano i risultati»

I presidenti sono tutti compatti. Non può essere una sorpresa. Comunque pure quelli che non hanno votato Malagò, sono convinti. Dice Angelo Binaghi, presidente del tennis: «Contano i tesserati? Il calcio ha quattro volte quelli della pallavolo. Se la pallavolo prende 8 milioni, il calcio deve averne 32. Ma noi crediamo che i risultati sportivi debbano contare qualcosa e su questo il calcio…».

Anche Gianni Petrucci, numero uno del basket, condivide: «In Italia è cambiato tutto, non è più il tempo del Totocalcio, e non c’è scritto da nessuna parte che il calcio debba avere a prescindere di più. Sono con Malagò e sono certo che si deciderà senza alcun differimento».

Mario Macalli, il presidente della Lega Pro, la pensa al contrario: «Scusate, le scommesse su quali partite si giocano. Sulle nostre o su quelle con le racchettine e le palline con le piumette?».

Il calcio, comunque, si presenterà alla sfida forte dei 1033,7 milioni di euro l’anno di tasse pagate allo Stato, del meno 33 per cento dei finanziamenti Coni dal 2006, delle 700mila partite a stagione e dei suoi 1.098.450 tesserati. Quanto alla divisione delle risorse Coni in casa Figc, dei 62 milioni e mezzo, 25 vanno alle spese arbitrali dei Dilettanti, 10 per gli arbitri del settore professionistico, e altri 28 sono divisi tra B (12) e Lega Pro (16).

L’atletica, altra novità, avrà un trattamento di riguardo per il suo ruolo fondamentale nella «mission» olimpica. Almeno su questo, non si dovrebbe litigare.

PARAMETRI

La novità più grossa era che dopo 11 anni, il calcio perdeva la prerogativa di essere «unico». Non gli sarebbe più toccato il 41 per cento dei soldi destinati all’attività (le altre voci sono personale e impianti) e veniva considerato dentro i parametri.

TRE VOCI

I 150 milioni (cioè il contributi sportivi) saranno attribuiti secondo tre criteri: 10 per cento a disposizione della Giunta (15 milioni); il 18 per cento per l’attività sportiva ordinaria (numero tesserati e società); il 72 per cento per la preparazione olimpica e su questo «peseranno» moltissimo i risultati, medaglie, titoli mondiali e quant’altro. In questa voce, ma solo per il 15 per cento, c’è anche l’indice di visibilità, che favorirà naturalmente il calcio.

TESSERE

Sul tesseramento il parametro si è fatto stringente: sono considerati solo quelli onerosi (almeno 4 euro per tessera sportiva) e inoltre verrà fatta la divisione tra atleti e altri tesserati. Una voce, seppur minima, farà percentuale: l’attività nel sociale.

 

CONTRIBUTI 2014

 

CALCIO 62.541.720

ATLETICA 5.125.070

NUOTO 4.720.285

SPORT INVERNALI 4.360.873

CICLISMO 3.973.604

SCHERMA 3.816.792

ARTI MARZIALI 3.591.069

GINNASTICA 3.528.341

CANOTTAGGIO 3.098.871

PALLAVOLO 3.095.541

BASKET 3.024.518

 

Fonte: gazzetta.it


  1. mimmo says:

    Mi preme immediatamente fare una nota in riferimento alla dichiarazione di Mario Macalli, presidente della Lega Pro: ” amo il calcio limitatamente alla versione sportiva della parola. VOI ne avete fatto un business con milioni di euro che ci girano attorno, quindi VOI con lo sport non centrate NULLA, conferma mi viene data dall’affermazione che fate. Lei e i suoi “giocatori di palla” guadagnate in un mese quello che un judoka professionista all’apice della carriera e in forza ad un gruppo sportivo militare guadagna in diversi…ma diversi anni di DURO lavoro, lavoro che lei e i suoi “tiratori di palla” non si sogna neppure lontanamente di fare. E poi non mi offenda i tennisti, almeno quelli portano grandi risultati. Quindi abbia il sacrosanto coraggio di stare zitto, lasci valere più l’opinione di noi POVERELLI…(di soldi…ma di cuore siamo ricchissimi…..)
    Passiamo al problema. Tutto lo possiamo raccogliere in una sola parola: MERITOCRAZIA. Si adesso se sei bravo vieni considerato e convocato (o comunque dovresti essere convocato obbligatoriamente) se sei meno bravo (…purtroppo..) stai a casa. Sono finiti i tempi belli…adesso servono medaglie…ma quelle vere…altrimenti VIA.
    Per me è giusto….quindi l’atleta forte porta medaglie, le medaglie i soldi alla federazioni, i soldi portano qualità e preparazione agonistica, la qualità porta prestigio allo sport.
    Signori…la musica è cambiata…e se non cambia…cambiamo sport…FACCIAMO CALCIO…hihihihih
    buon allenamento a tutti…

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