Agonismo precoce o uscita veloce?

Agonismo precoce o uscita veloce?

Da un lato abbiamo le gare senior aperte ai cadetti, dall’altro l’obbligo (esclusivamente in Italia) di uscire dall’agonismo a 35 anni. È giusto imporre un limite d’età o dovrebbe essere la singola persona a poter decidere quando ritirarsi?

Foto: Franco di Capua, Coppa Italia 2017, Ostia.

Pubblicato da Ylenia Giacomi il 25 gen 2021 in Bolzano

Judo è anche competizione: svegliarsi presto la mattina per raggiungere il palazzetto, il peso, l’area riscaldamento dove con la coda dell’occhio cerchi i tuoi avversari, il brivido lungo la schiena quando senti chiamare il tuo nome e la testa che si svuota appena metti i piedi sul tatami. Brividi ed emozioni, legati alle gare che molti di noi portano nel cuore per anni e dai quali non vorrebbero allontanarsi mai.

A livello internazionale sono state decise delle fasce d’età per dividere le varie categorie che, nella maggior parte dei paesi, hanno un inizio ma non hanno una fine, ognuno è libero di dire “basta” quando non se la sente più di salire sul tatami di gara. Tranne in Italia dove a 35 anni indifferentemente dai tuoi risultati ma, soprattutto, indifferentemente del tuo stato di salute, devi dire addio alle gare seniores.

L’unica strada che puoi poi percorrere è quella dei Master, un movimento molto sentito nel nostro paese ma che a volte viene erroneamente sottovalutato. Perché? Forse perché i Master vengono spesso visti come dei “vecchietti”, i cui risultati non portano punti alle società. Forse molte persone non sanno però che tra gli atleti master ce ne sono diversi che hanno militato in azzurro o tra i gruppi sportivi e si allenano tutt’ora con costanza ed impegno, da far invidia ai più giovani.

Quindi ci chiediamo: perché imporre a questi atleti di uscire dal circuito seniores? Soprattutto considerando che alcuni di questi judoka a 34 o 35 anni ancora salivano sul podio di diverse competizioni nazionali. Negli anni sono state firmate diverse petizioni per abolire questo limite di età ma, nonostante le molte firme raccolte, non sono state prese in considerazione. C’è chi ha risposto che dietro ci sia un problema di costi assicurativi ma, se fosse solamente questo il problema, non sarebbe sufficiente alzare il costo del tesseramento agli atleti over 35 che desiderano competere ancora con i seniores?

Togliere il limite d’età potrebbe inoltre portare molti benefici a tutto il movimento: darebbe più importanza ai Master, sarebbe un bell’esempio per i giovani, inoltre incontrare un atleta con più esperienza sul tatami è sempre un’opportunità di crescita.

Sottolineo che qui non stiamo parlando di convocazioni in nazionale, gruppi sportivi o altro, lì sono giustamente i responsabili tecnici a decidere e, far crescere i giovani, è sicuramente il percorso migliore da seguire. Stiamo parlando delle gare in Italia e di non imporre una fine ma di prendere esempio da paesi come Spagna, Austria o Russia, dove è la singola persona a decidere quando fermarsi.

Si sta parlando sempre più spesso di un agonismo troppo precoce, conciliabile a fatica con lo studio, che porta i nostri ragazzi ad allenarsi come professionisti già a 15, 16 anni, vedendoli poi spesso stanchi degli alti ritmi, intorno ai 20 anni ma, invece che trovare una soluzione per allungare la loro carriera, si aprono le porte ai Cadetti alle gare seniores. Allora perché non lasciarle aperte queste porte?

La passione unita all’esperienza non può che portare ottimi risulti.