Ad Almaty Matteo Marconcini d’argento, per pochi punti manca la qualificazione olimpica

Ad Almaty Matteo Marconcini d’argento, per pochi punti manca la qualificazione olimpica

Con la seconda giornata del Grand Prix di Almaty, l’Italia mantiene la terza piazza provvisoria nel medagliere per nazioni, grazie al secondo posto di Matteo Marconcini. L’Italia si piazza alle spalle della Francia e del Kazakistan. Metteo quest’oggi è andato molto vicino alla qualificazione e come Elios Manzi ha disputato pochissimi tornei validi per la ranking list mondiale. La speranza è che Matteo rientri nei qualificati alle Olimpiadi grazie alle cosidette quote continentali, avendo quest’oggi superato il connazionale Antonio Ciano. Se lo merita, lo ha dimostrato sul campo ed è evidente che a Rio Matteo può dire la sua, eccome! Nel contempo ci si chiede come mai non abbia gareggiato con più frequenza quest’anno nonostante l’oro conquistato a Praga e il bronzo di Casablanca e in particolar modo l’assenza agli europei di Kazan diventa oggi una scelta ancora più difficile da spiegare e da far digerire.

Pubblicato da Ennebi il 14 mag 2016 in Galway, IRL

Nella seconda giornata del Grand Prix di Almaty l’Italia celebra un altro atleta azzurro: quest’oggi il protagonista assoluto è stato il toscano Matteo Marconcini che si aggiudica il secondo posto con una performance straordinaria, dove non sono mancati ippon ai migliori atleti al mondo. Purtroppo non arriva per lui la qualificazione ai Giochi Olimpici per la quale era necessario il primo posto, tuttavia, avendo superato nella ranking list il suo connazionele, Antonio Ciano, che prima del Grand Prix di Almaty era virtualmente qualificato come quota continentale, ci sono speranze per Matteo in tal senso.

Si tratta di una storia simile a quella di Elios Manzi, che ieri ha conquistato una qualificazione che sarebbe stata impossibile per qualsiasi essere umano, ma  non per il talento siciliano. Metteo quest’oggi è andato molto vicino alla qualificazione e come Elios ha disputato pochissimi tornei validi per la ranking list. Da segnalare che Matteo non ha nemmeno partecipato ai Campionati d’Europa di Kazan, dove qualche incontro vinto (non stiamo parlando di una medaglia) gli avrebbe consentito oggi di poter volare a Rio de Janeiro ad agosto.

Il ventiseienne toscano ad Almaty ha disputato 5 incontri. Al primo turno eliminatorio ha superato il portoghese Diogo Lima per due sanzioni. Al secondo turno Matteo si è imposto sull’uzbeko Yakhyo Imamov per ippon. Sempre di ippon Matteo ha buttato fuori dal tabellone il moldavo Valeriu Duminica ai quarti di finale e in semifinale l’atleta del Kyrgyzstan, Vladimir Zoloev. Nella finalissima Matteo Marconcini ha affrontato l’atleta cubano Ivan Felipe Silva Morales. Daprima Matteo si è portato in vantaggio grazie ad un tomoe nage (yuko) poi a poco piú di un minuto dalla fine dell’incontro, Matteo ha subito un wazari di o soto gari che non è più riuscito a recuperare. Matteo ha chiuso cosí al secondo posto.

Nella stessa categoria, il capitano della squadra maschile azzurra, Antonio Ciano, è invece uscito al primo turno eliminatorio per mano dell’atleta ceco Jaromir Musil per differenza di sanzioni (3 a 2). L’altro italiano in gara quest’oggi era Enrico Parlati, che è stato invece fermato al secondo turno dal cinese Sai Yinjirigala, dopo aver superato di yuko l’atleta inglese Jan Gosiewski.

Con questa seconda giornata l’Italia mantiene la terza piazza provvisoria nel medagliere per nazioni, sistemandosi alle spalle della super potenza francese che guida la classifica con 2 ori e 2 bronzi e del Kazakistan, padrone di casa, che ha conquistato 1 oro, 2 argenti e 2 bronzi.

La speranza è che Matteo rientri nei qualificati alle Olimpiadi grazie alle cosidette quote continentali. Se lo merita, lo ha dimostrato sul campo ed è evidente che a Rio Matteo può dire la sua, eccome! Nel contempo ci si chiede come mai non abbia gareggiato con più frequenza quest’anno nonostante l’oro conquistato a Praga e il bronzo di Casablanca e in particolar modo l’assenza agli europei di Kazan, così come ai Grand Prix di Tbilisi e Samsun, diventa oggi una scelta ancora più difficile da spiegare e da far digerire.


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