Ad Abu Dhabi gli atleti israeliani non autorizzati a gareggiare per i colori della propria bandiera

Ad Abu Dhabi gli atleti israeliani non autorizzati a gareggiare per i colori della propria bandiera

Ai 12 atleti israeliani iscritti alla competizione in programma dal 27 al 29 ottobre 2017 non sarà concesso di indossare il judogi con lo stemma della propria nazione. Anche il backnumber dovrà essere sostituito con quello che riporta la scritta IJF al posto dell’abbreviazione internazionale ISR utilizzata nel mondo dello sport per indicare gli atleti di nazionalità israeliana. Non è finita qui: in caso di vittoria di un atleta israeliano, l’inno nazionale non verrà trasmesso nel palasport di Abu Dhabi.

Nella giornata di ieri, il ministro israeliano dello Sport e della Cultura, Miri Regev, ha scritto al presidente dell’IJF, Marius Vizer. Questi si trova in una posizione non facile, visto che ha recentemente inserito lo sceicco Hazza bin Zayed Al Nahyan, figlio del fondatore e primo presidente degli Emirati Arabi Uniti, nella lista degli Ambasciatori dell’IJF.

Pubblicato da Ennebi il 16 ott 2017 in Barcellona, ESP

In occasione del Grande Slam di Abu Dhabi gli atleti israeliani non saranno autorizzati a gareggiare per i colori della propria bandiera. Ancora una volta!

Ai 12 atleti israeliani iscritti alla competizione in programma dal 27 al 29 ottobre 2017 non sarà concesso di indossare il judogi con lo stemma della propria nazione. Anche il backnumber dovrà essere sostituito con quello che riporta la scritta IJF al posto dell’abbreviazione internazionale ISR utilizzata nel mondo dello sport per indicare gli atleti di nazionalità israeliana. Non è finita qui: in caso di vittoria di un atleta israeliano, l’inno nazionale non verrà trasmesso nel palasport di Abu Dhabi. Le chance di una medaglia d’oro per i colori bianco-celeste non sono affatto basse, visto che la federazione israeliana schiererà la medaglia di bronzo di Rio 2016, Ori Sasson.

Il Presidente della federazione israeliana di judo, Moshe Ponte, ha avuto un colloquio con il proprio ministro dello sport e della cultura, Miri Regev, offrendo la propria disponibilità a ritirare gli atleti israeliani dal Grande Slam di Abu Dhabi. Il ministro si è fermamente opposto chiedendo di non ritirare gli atleti dalla competizione.

Nella giornata di ieri, 16 ottobre, il ministro Miri Regev ha scritto al presidente dell’IJF, Marius Vizer: “Questa mattina, qualche giorno dopo aver ricevuto il Suo invito a prendere parte al Grande Slam di Abu Dhabi, ho appreso con grande sorpresa che gli atleti della delegazione israeliana non saranno autorizzati a prendere parte a questa importante competizione con il simbolo identificativo del nostro Paese, lo Stato di Israele. Prendere parte alla competizione senza mostrare il simbolo del proprio Paese è contrario ai principi del CIO, il cui principale obiettivo è quello di separare la politica dallo sport e di elevare lo sport a mezzo di unione tra popoli, culture e Paesi diversi.”

Una posizione non facile quella di Marius Vizer, che ha recentemente inserito lo sceicco Hazza bin Zayed Al Nahyan, Presidente dell’Abu Dhabi Sports Board e dell’Abu Dhabi Combat Club, nella lista degli Ambasciatori dell’IJF. Lo sceicco Hazza bin Zayed Al Nahyan è un personaggio di primo rilievo nel mondo arabo: è infatti il figlio dello sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, che, scomparso nel 2004, fu fondatore e primo presidente degli Emirati Arabi Uniti. Hazza bin Zayed Al Nahyan è il quinto figlio del’ex presidente dell’EAU, assieme a Hamdan, Tahnoun, Mansour, Abdullah e a Sua Altezza lo Sceicco Mohamed bin Zayed Al Nahyan, Principe ereditario di Abu Dhabi.

Il torneo di Abu Dhabi, nato nel 2011 come un Grand Prix, è stato promosso nel 2014 ad uno dei 5 Grand Slam dell’IJF Would Tour (Tokyo, Ekaterinburg, Baku e Parigi) e pertanto rappresenta uno dei tornei più di prestigio nello scenario judositico internazionale.

Che sia il caso di degradarlo ad un Grand Prix fino a quando non vi sia un ripensamento da parte degli Emirati Arabi Uniti?


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