10 curiosità su Jigoro Kano

10 curiosità su Jigoro Kano

1. Fu il primo fondatore di un club di baseball in Giappone Secondo lo studioso Carlo Olezzo, egli amava molto più questo sport del Judo. Una sera infatti, durante una tentata rapina, si rese conto a sua spese di quanto una mazza di legno schiantata sul groppone fosse più efficace dell’intero Gokyo. 2. Inventò la lotta a terra per sbaglio Jigoro Kano, dopo [...]

Pubblicato da Chiorbaciov il 17 lug 2014 in Prato

1. Fu il primo fondatore di un club di baseball in Giappone

Secondo lo studioso Carlo Olezzo, egli amava molto più questo sport del Judo. Una sera infatti, durante una tentata rapina, si rese conto a sua spese di quanto una mazza di legno schiantata sul groppone fosse più efficace dell’intero Gokyo.

2. Inventò la lotta a terra per sbaglio

Jigoro Kano, dopo l’apertura del Kodokan, comprò un libretto di antichi giochi giapponesi da una bancarella dell’usato. Qui ne scoprì uno chiamato ツイスト , che consisteva nel tenere una particolare posizione a terra a seconda del numero che usciva dai dadi. Lo scopo era rimanere in equilibrio cercando di non intrecciarsi o ostacolarsi con gli altri concorrenti. Osservando i movimenti dei suoi allievi che si dilettavano durante una pausa, Jigoro Kano ebbe l’illumanazione e decise di trasformare questa mescolanza di membra in una lotta, completando il Judo in piedi con quello a terra. Qualche anno più tardi alcuni adepti del Kodokan che emigrarono in America svilupparono tale gioco in modo indipendente, creando il moderno Twister.

3. Pur avendo raggiunto il massimo dei dan, non ha mai dato un esame per il passaggio di cintura

In realtà esistono pareri discordanti su questa affermazione. Secondo l’uchimatologo Palmiro Del Pioppo, Jigoro Kano si sarebbe interrogato da solo, facendo sia da tori che da uke, e, sempre da solo, si sarebbe risposto.
A quanto pare in modo corretto.

4. E’ imparentato con Samuel L. Jackson
Immagine


(una somiglianza straordinaria)

5. La sua leva preferita era Ude Hishigi Juji Gatame.

Secondo quanto riportato da Tetzeppu Stafunkia, uno dei primissimi allievi del Kodokan, Jigoro Kano amava passare ore, durante gli esami, a chiedere questa leva. Non perchè gli piacesse veramente, ma piuttosto per il suono delle parole.

“Che leva era questa?”
“Ude Hishigi Juje Gatame, come voi mi avete chiesto…”
“Ripeti!”
“Ude Hishigi Juje Gatame”
“Più veloce!”
“Ude Hishigi Juje Gatame, Ude Hishigi Juje Gatame, Ude Hishigi Juje Gatame….”
“Ancora! ANCORA!”
“Ude Hishigi Juje Gatame Ude Hishigi Juje Gatame Ude Hishigi Juje Gatame Udchascgatame, Udgasciaame, Urbalaaaagasciame…”
“Ahahahahahahaha!!”

6. Era alektorofobico

Aveva, cioè, una paura folle delle galline. Nella biografia del Maestro “Una vita scalzi” ad opera di Leandro Calzino, si racconta di un episodio curioso. Una volta, rientrato tardi al Kodokan dal suo giro di mignotte, Jigoro Kano vide una gallina ferma al centro del tatami. Siccome era venerdì, e fino al lunedì successivo non sarebbe andato nessuno in palestra, rimase lì impietrito per tutto il fine settimana. Varie teorie circolano sull’origine della gallina: è stata messa per scherzo da qualche allievo? O si tratta di una perfida trovata di una delle palestre di Ju Jitsu rivali? E’ stata forse la moglie, gelosa delle mignotte? Il mistero rimane ancora oggi …

7. Era ghiotto di amatriciana

Alcuni marinai italiani gli fecero assaggiare gli spaghetti all’amatriciana e subito ne divenne un fervente sostenitore. Fu così che ai primi italiani fu insegnato il judo: in cambio di etti ed etti di spaghetti con uovo e pancetta. Non riuscì mai, però, a farne una da solo: pur avendo scoperto la ricetta, infatti, aveva il terrore di raggiungere le uova prodotte nel pollaio a causa dell’inquietante presenza delle galline.

8. Era molto incazzoso

Il suo Kodokan era frequentemente coinvolto in duelli con accademie di altre arti marziali, spesso e volentieri generate da discussioni su quale disciplina avesse gli allievi col pisello più lungo. A dispetto dell’immagine mansueta, Jigoro Kano era un tipo che malvolentieri accettava la sconfitta. Come riportato da un giornale locale dell’epoca, una volta fu addirittura arrestato per aver frantumato un vaso di gerani in testa ad un arbitro, colpevole, almeno secondo lui, di non aver dato la vittoria al judoka prima dell’inizio dell’incontro.

9. Aveva l’alito cattivo

In diverse raccolte di libri sulla nascita del Judo si fa cenno a questo piccolo particolare. In uno di questi si legge:

“このフレーズを翻訳した人に恥”

“L’alito del Maestro aveva un tanfo nauseabondo. Agli occhi degli allievi più inesperti, certe cadute potevano sembrare degli ushiro ukemi, ma in realtà erano svenimenti”.

10. Inventò il judoji estivo

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In effetti, il judogi a maniche e pantaloni corti tanto sognato dai judoka che si allenano nella calura estiva rinchiusi in palestre talmente umide da ricordare una hammam, fu inventato dal Maestro mentre stava studiando le prime, basilari, tecniche del Gokyo. Non solo, Egli si accorse che alle feste cuccava un casino.
Un mistero perchè sia stato abolito…



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